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Cara neomamma... [le parole che vorrei dirti]

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Cara neomamma,
congratulazioni, sono davvero felice per te!
Guarda il piccolo che tieni stretto: la sensazione di onnipotenza che provi ora è il miracolo della vita che proprio tu hai contribuito a realizzare.
Se senti il tuo cuore esplodere non temere: una gioia così grande fa fatica a stare in uno spazio ristretto, per questo può capitare che esca fuori sotto forma di lacrime. Lasciale scorrere libere, portano con sé la felicità per la nascita, la paura di non farcela, il dolore del parto, la tensione dell’attesa e decine di altre emozioni che ti hanno accompagnata in questi ultimi mesi.
E’ appena nato un bambino e con lui la sua mamma: questa parola ti accompagnerà da ora in avanti per tutto il resto della vita.  E quando sarà lui a pronunciarla per la prima volta ti garantisco che sarà come rinascere di nuovo e sarà così per ogni traguardo che raggiungerete insieme.
Non tutte le giornate saranno uguali, probabilmente la stanchezza verrà a trovarti spesso insieme a molte altre emozioni.
Non preoccuparti se ti capita di guardare il tuo bimbo e sentirti persa: il legame tra voi necessita di cura costante, di tempi dilatati, di tentativi pazienti, di errori scontati e di successi sudati.
Non preoccuparti se all’improvviso ti senti pervadere dalla tristezza: anche se non sai da dove arriva e perché abbia scelto proprio un momento così bello della tua vita, lasciala uscire con le parole o con le lacrime. Così come è arrivata, se ne andrà.
Non preoccuparti se ti senti stanca, dopo tutto quello che il tuo corpo ha dovuto affrontare negli ultimi mesi ci vorrà del tempo per recuperare. Delega agli altri tutte le incombenze pratiche che ti sottraggono energie preziose da utilizzare per la cura di te e del tuo piccolo.
Non preoccuparti se noti dei cambiamenti nel sonno e nell’appetito: gli orari irregolari della tua nuova vita comportano un nuovo adattamento del tuo fisico. Cerca di riposare più che puoi, mangia regolarmente e bevi molta acqua per mantenere il tuo corpo idratato.
Ti capita di pensare che sei una pessima mamma? Stai serena, le mamme perfette appartengono solo alla mitologia, nel terzo millennio esistono solo quelle (IM)perfette che fanno del proprio meglio ogni giorno.
Se hai partorito da meno di un mese, stai attraversando il “Baby Blues”, una situazione fisiologica e transitoria dovuta agli sbalzi ormonali.
Se invece questi sintomi sono presenti per un periodo più lungo allora parlane con qualcuno.
Confidati con una persona di cui ti fidi, qualcuno che sappia ascoltarti senza giudicarti, il tuo partner, un’amica, una sorella, un familiare. A volte basta condividere le proprie emozioni per ridimensionarle e sentirsi meno aliene.
Chiudi i manuali e le riviste patinate che mostrano ricette facili e immagini di mamme perfette e cerca un gruppo di supporto online o sul territorio: parlare con altre mamme che stanno attraversando lo stesso tsunami emotivo aiuta a non sentirsi sole.
Se, nonostante questo, i sintomi non migliorano, rivolgiti al tuo medico di fiducia. Lui saprà suggerirti la soluzione migliore per te.
E quando questo periodo difficile sarà passato e ti capiterà di incontrare una neomamma come lo sei stata tu, accogli le sue emozioni, ascolta le sue parole, stringila in un forte abbraccio e dille:


Non sei sola. Non c’è nulla di cui vergognarsi. Andrà tutto bene.


Chiaraluce

A tutte le mamme: un regalo per noi e uno per voi!

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L'importanza del sostegno ad una nuova famiglia che nasce è (o dovrebbe essere) una questione ovvia. Se, però, indaghiamo in modo più approfondito ci accorgiamo che alla parola "sostegno" vengono attribuite diverse forme di aiuto, più o meno richiesto e non sempre utile.
Alcune mamme ci hanno raccontato che avrebbero preferito essere ascoltate piuttosto che sommerse di consigli; altre hanno riferito di essere state aiutate molto a livello pratico ma poco dal punto di vista emotivo.

La questione del sostegno alle mamme, da sempre, ci riguarda da vicino. Per questo abbiamo strutturato un breve questionario anonimo rivolto alle mamme: dieci domande a cui potrete rispondere in 5 minuti.
Abbiamo ideato questa indagine per cercare di capire quali sono le modalità di supporto più frequenti e/o efficaci: i risultati ottenuti ci serviranno per poter strutturare delle iniziative di sostegno ai genitori attraverso la Rete e la nostra Associazione.

Vi chiediamo di regalarci 5 minuti del vostro tempo per rispondere a domande semplici che fanno riferimento alla vostra (prima) esperienza di maternità. Un piccolo gesto da parte vostra ma un grande contributo che potete dare per le future mamme che dovranno affrontare lo tsunami della maternità.

Tra le modalità di supporto più frequenti ricevute dalle neo-mamme troviamo i consigli, che spesso non sono stati nemmeno richiesti. Ne abbiamo selezionati 50 e li abbiamo racchiusi in un e-book GRATUITO da scaricare iscrivendosi alla nostra Newsletter.
Leggendolo vi accorgerete che molti vi saranno familiari, qualcuno vi farà sorridere e altri vi lasceranno senza parole.
Regalandovi il nostro primo e-book, 50 S-Consigli per sopravvivere nel Postpartum, vogliamo ringraziarvi per la fiducia, l'affetto e la stima con cui ci seguite da ben quattro anni.

Se non l'avete già fatto, iscrivetevi alla Newsletter e scaricate la vostra copia!

#SosteniamoLeMamme e #PassiamoParola!


Ci vuole sostegno per far nascere una mamma: parliamone!

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Il 5 Dicembre 2011 è nato Quando Nasce Una Mamma.
Uno spazio virtuale di condivisione emotiva, informazione e supporto che ho voluto fortemente dopo aver affrontato e superato la Depressione PostPartum.
Ero certa che là fuori, nel mondo reale, ci fossero decine di altre donne che avevano vissuto le mie stesse emozioni ma non credevo di trovarne così tante disposte a parlare delle difficoltà legate alla propria maternità.
E nemmeno immaginavo che altre professioniste desiderassero entrare a far parte della grande squadra di sostegno che fin dai primi giorni si è formata per accogliere le tantissime richieste delle neomamme che hanno da subito utilizzato i nostri canali per chiedere aiuto.

In quel momento, poche settimane dopo la sua nascita, QNUM si è trasformato da sogno individuale a progetto condiviso.

Abbiamo portato avanti tante iniziative, ricevuto riconoscimenti e premi ma non ci siamo fermate.
Il progetto si è trasformato in realtà con la nascita dell'Associazione Web Family che ci permette di realizzare iniziative concrete on e off line.
Una di queste è #SosteniamoLeMamme: un insieme di strumenti pensati per mantenere alta l'attenzione sull'importanza del supporto alle mamme nel PostPartum.

In gravidanza tutti sono concentrati sulla futura mamma, si interessano alla sua salute fisica e psicologica, le offrono aiuto per non farla stancare troppo e sono disponibili a prendersi cura di lei.
Una volta nato il bambino, ci si concentra sui bisogni del neonato che, giustamente, reclama le attenzioni che gli sono necessarie per la sopravvivenza.

E la mamma? Che fine ha fatto?

Potrebbe avere anche lei delle esigenze che però passano in secondo piano.
In alcuni casi si trova ad affrontare il Baby-Blues ma pochi se ne accorgono e magari minimizzano o sottovalutano i suoi stati d'animo.

Le più fortunate hanno accanto persone che sono in grado di riconoscere i segnali del loro malessere e le supportano. Basta un partner attento, un'amica che ha già affrontato il puerperio o un familiare empatico per avere un lieto fine e tutto questo resta ciò che è: un fisiologico momento di transizione nella trasformazione da donna a madre, da coppia a famiglia.
Anche essersi informate adeguatamente in gravidanza e aver rafforzato la propria rete di supporto può fare la differenza.

Esistono altri casi, il 15-20%, in cui la situazione si protrae per oltre due settimane e i sintomi peggiorano fino a sfociare in una vera patologia: la Depressione PostPartum. Per uscirne spesso il sostegno non basta, è necessario l'intervento di specialisti e, nei casi più gravi, anche di una terapia farmacologica.

La DPP si può prevenire? Certo.
Come? Sostenendo le mamme prima, durante e dopo il parto.
In che modo? Noi avremmo alcune proposte.

La prima è: parliamone.

Il 5 Dicembre è la giornata nazionale della salute mentale.
Il 5 Dicembre 2015 sarà il 4° compleanno di QNUM.
Il migliore regalo che possiamo farci è proprio quello di aumentare la consapevolezza dell'importanza del benessere emotivo delle mamme. 

Parliamone.


Se è vero che ci vuole un villaggio per crescere un bambino, 
ci vuole sostegno per far nascere una mamma.



Chiaraluce



Per affrontare lo tsunami materno: organizziamoci!

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Hai mai sentito parlare di Baby-Blues o Depressione Postpartum?
Perché dovrei preoccuparmene prima?
Non voglio fasciarmi la testa prima di cadere!
Non parliamone, mi viene l'ansia!
Sono scaramantica, preferisco non pensarci.

Se la tua risposta assomiglia ad una di queste, sei nel post giusto.

Le frasi che ho riportato non sono frutto di invenzione.  Sempre più spesso mi capita di sentirle (o leggerle) quando interagisco con mamme in attesa.
Penso alla mia esperienza e a quanto mi sarebbe stato utile che qualcuno mi avesse parlato anche delle ombre della maternità, non solo delle luci. E allora azzardo la fatidica domanda:
"Come ti sei organizzata per il dopo?
Spesso le risposte fanno riferimento ad arredi (cameretta, beside-cot, fascia...), accessori per la prima infanzia (trio, tiralatte, sterilizzatore...), ma quando chiedo nello specifico "su chi potrai contare per avere supporto?" solo le più impavide mi parlano di eventuali trasferimenti da/di nonne per i primi giorni ma nella stragrande maggioranza dei casi la risposta è inserita in un range di opzioni che vanno dal "faccio tutto da sola perché non voglio intromissioni" a una delle risposte elencate sopra.

I dati parlano chiaro: 8 neomamme su 10 attraversano la fase fisiologica del B-B e il 20% può arrivare a sviluppare i sintomi della DPP. Dati troppo allarmanti per essere ignorati.
La migliore prevenzione, come sosteniamo da anni, è essere informate su tutte (o molte delle) possibili situazioni che potrebbero verificarsi subito dopo aver dato alla luce il tuo bambino.
Se hai dedicato nove mesi a cercare informazioni su quello che stava capitando al tuo corpo che si trasformava giorno dopo giorno per accogliere e dare forma ad una nuova vita, non si capisce perché tu non debba essere altrettanto curiosa ed attenta rispetto ai cambiamenti fisici e psicologici che ti attendono fin dalle prime ore dopo il parto.

Se essere al corrente anche degli aspetti meno piacevoli aumenta la tua ansia allora è il caso di approfondire meglio l'argomento perché è proprio grazie alle informazioni che avrai a disposizione che potrai gestire consapevolmente le scelte che ti troverai a fare.

Se poi ne fai una questione scaramantica puoi stare certa che ignorare eventuali pericoli o situazioni difficili non ti renderà immune, anzi, avrà l'effetto controproducente di aumentare paure e ansie nei momenti più importanti, quando calma e serenità saranno determinanti per affrontare positivamente il cambiamento.

Cosa puoi fare quindi per affrontare al meglio lo tsunami materno?

* informati: fai domande ai professionisti che ti seguono e attingi sempre da fonti attendibili per aumentare la consapevolezza rispetto ai cambiamenti fisici e psicologici che ti attendono.

* crea la tua rete di supporto: cerca gruppi di sostegno sul territorio o in rete che possano farti entrare in contatto con altre neomamme per condividere ansie, dubbi e suggerimenti preziosi. Qui trovi quello di QNUM.

* organizzati: stabilisci in anticipo chi si occuperà di fare cosa, delegando il più possibile le questioni pratiche (spesa, casa, cucina...) e coinvolgendo il partner nella gestione familiare, specialmente se ci sono anche altri fratellini.

* prenditi cura di te: non dimenticare che solo se starai bene potrai prenderti cura del tuo bimbo. Mangia adeguatamente, cerca di riposare ogni volta che ti è possibile, delega tutto quello che non attiene alla costruzione del legame con il tuo bambino. Esci insieme a lui anche solo per brevi passeggiate e mantieni il corpo idratato a sufficienza.



Se non sei in attesa ma conosci qualcuno che potrebbe essere interessato a queste tematiche, passaparola.
Noi #SosteniamoLeMamme. Aiutaci anche tu.



Chiaraluce

#SosteniamoLeMamme: dalla gravidanza

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L'esperienza di scoprire di essere in dolce attesa è tra le più sconvolgenti nella vita di ogni donna.
Le emozioni che la accompagnano possono essere molto diverse: gioia e entusiasmo per l'inizio di una meravigliosa avventura ma anche timore e preoccupazione per quello che accadrà, dal test positivo in poi.
Per le coppie che erano alla ricerca da tempo questa notizia è la realizzazione di un sogno, per chi invece non lo aveva previsto può rivelarsi una situazione particolarmente stressante da gestire.

Non ci sono emozioni giuste o sbagliate: quello che proviamo è la nostra reazione alla situazione che stiamo vivendo. Se però ci sentiamo particolarmente preoccupate e non riusciamo a vivere in tranquillità questa nuova esperienza, possiamo mettere in atto alcuni comportamenti che possono aiutarci.



Non chiedere troppo a te stessa  


La gravidanza rappresenta un grosso cambiamento fisico e psicologico. Prenditi tutto il tempo necessario per affrontarlo. Ascolta il tuo corpo e fermati quando senti che ti stai affaticando.
Datti il permesso di riposare, rilassati e regalati qualche coccola in più.


Condividi le tue emozioni


Parla con qualcuno di cui ti fidi e racconta come ti senti. Ti aiuterà a gestire i cambiamenti e a ridimensionare le paure.


Amplia la tua rete di sostegno


Dopo la ri-nascita potresti aver bisogno di qualcuno che ti aiuti a sbrigare le faccende quotidiane o semplicemente sentire la necessità di confrontarti con altre neomamme che stanno attraversando le tue stesse difficoltà. Cerca dei gruppi di supporto online o nel tuo territorio che possano aiutarti.


Fai tutte le domande che vuoi


Approfitta di ogni visita ginecologica, del corso preparto, di ogni professionista che avrai l'opportunità di incontrare per eliminare ogni preoccupazione. Nessuna domanda è inutile o sbagliata se serve a risolvere un dubbio.


Parla col partner dei cambiamenti


Confrontatevi e provate a immaginare come si trasformerà la vostra vita dopo la nascita del bambino. Condividete le preoccupazioni e cercate insieme delle soluzioni a eventuali problematiche che potrebbero interferire con la vostra serenità, soprattutto nelle prime settimane dopo il parto.


Ogni gravidanza segna l'inizio di una nuova fase nella vita di ogni famiglia.
Per affrontarla al meglio è importante non sentirsi soli.


#SosteniamoLeMamme. #PassiamoParola.


Chiaraluce

Quando nasce un bambino: trasformare la coppia in squadra

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Nascono, però, anche un papà e una famiglia intera che deve riorganizzare tempi, spazi e risorse in base ai bisogni dell'ultimo arrivato che ora occupano il primo posto nella scala delle priorità.

Per questo motivo è fondamentale prepararsi per tempo alla trasformazione da coppia a famiglia, aspetto che talvolta viene trascurato ma che invece dovrebbe avere un'importanza fondamentale: lo tsunami emotivo della maternità, se non opportunamente gestito, rischia di travolgere tutto quello che incontra e anche il più solido dei rapporti è destinato a subire una forte ristrutturazione dei ruoli e delle esigenze di ogni singolo individuo.

Come preparare la coppia ad affrontare il cambiamento?
Quali atteggiamenti o attenzioni nei confronti del partner possiamo mettere in atto per facilitare la trasformazione?

  • Cominciare dall'antipasto

La comunicazione è come un banchetto: così come a tavola non cominceremmo mai con la portata principale, allo stesso modo quando parliamo è opportuno preparare le nostre conversazioni creando uno spazio sicuro, in un momento in cui sia possibile esprimerci senza essere disturbati, interrotti e senza lasciare spazio a reazioni eccessive, urla e accuse di alcun genere. 
Un modo adeguato di cominciare potrebbe essere: "So che sei stanca/o ma sono preoccupata/o per questo motivo. Possiamo parlarne insieme?"

  • Dar voce alle emozioni

Troviamo le parole giuste per dire all'altro come ci sentiamo. Serve a noi per ascoltare i nostri bisogni più profondi e permette al partner di sapere come stiamo e essere consapevole delle problematiche da affrontare insieme. 
"Oggi mi sento triste"; "Sono davvero esausto/a"; "Provo una forte angoscia".

  • Esprimere sempre la propria gratitudine

Nonostante le difficoltà, anche se non sempre tutto va come vorremmo, ricordiamoci che sia noi che il nostro partner stiamo facendo del nostro meglio in una situazione nuova, spesso difficile e costellata di imprevisti a cui far fronte in modo tempestivo.
A fine giornata esprimiamo la nostra gratitudine all'altro per rafforzare il nostro legame e apprezzare l'impegno reciproco.
"Grazie per il tuo sostegno"; "Grazie per avermi aiutato a..."; "Grazie perché cerchi di capirmi..."

  • Il benessere al primo posto

I bisogni del bambino occupano la vetta delle priorità ma non dobbiamo dimenticare che anche noi genitori abbiamo il diritto di stare bene perché altrimenti non potremmo prenderci cura di qualcun altro. Così come la mamma deve cercare di mangiare in modo sano, riposare il più possibile e dare spazio alle proprie esigenze anche i papà non devono sentirsi in colpa se si ritagliano degli spazi per sé, per recuperare le energie o scaricare lo stress delle nuove responsabilità.

La nascita di un figlio trasforma la coppia in una squadra: con la giusta preparazione, la valorizzazione dei talenti individuali, la condivisione di sentimenti e obiettivi non esiste difficoltà che non possa essere superata e traguardo che non venga raggiunto. Insieme.




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