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Baby-Blues

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sabato 30 agosto 2014

Da survivor a helper: come la DPP ha cambiato la mia vita.


Dalla Depressione Post Partum si guarisce ma prima bisogna attraversarla e, prima ancora, riconoscerla.
Per combatterla non basta parlarne ma farlo, di certo, aiuta.

Otto anni fa se ne parlava davvero poco e l’alone di stigma che circondava alcune componenti emotive della maternità di certo non mi ha aiutata ad evitare di cadere nella trappola del ‘non detto’.
Sapevo tutto (o quasi) sul ‘prima’ ma non ero stata adeguatamente informata su cosa sarebbe successo ‘dopo’ la nascita.
Lo tsunami della maternità mi ha travolta e in certi momenti è stata davvero dura non lasciarsi andare.


Quando ho deciso di dare vita allo spazio virtuale di Quando Nasce Una Mamma, il mio obiettivo fondamentale era quello di aiutare le altre mamme, potenziando il loro benessere durante il puerperio e sensibilizzandole su tematiche importantissime ma considerate ancora un tabù, come la Depressione Post Partum. Perché non accadesse loro quello che era successo a me.

Le modalità con cui volevo, e voglio ancora oggi,  raggiungere questo scopo sono:
  •  dare informazioni corrette, attraverso la pubblicazione di post specifici sul sostegno alla maternità; 
  • dare spazio alla condivisione emotiva, attraverso le chat periodiche e il Forum;
  •  facilitare le richieste di aiuto, attraverso il form per mettersi in contatto con le esperte e la rete di contatti sul territorio che nel tempo abbiamo costruito.

La sensibilizzazione sul baby-blues e la prevenzione della DPP sono argomenti fondamentali per il benessere di tutta la famiglia ma anche problematiche molto delicate che necessitano di una formazione continua e di competenze specifiche adeguate per essere affrontate.

Ecco perché, nel corso degli ultimi anni, ho deciso di approfondire le mie conoscenze per fare del supporto alla genitorialità la mia missione. Ho conseguito il titolo di Counselor e poi quello di Dottore di Ricerca in psicologia dei processi cognitivi e comunicativi con specializzazione sul sostegno sociale.

Oggi sono fiera e orgogliosa di poter annunciare un nuovo passo verso la realizzazione del mio sogno: sono entrata a far parte, come membro e coordinatore internazionale per l’Italia, del Postpartum Support International (PSI), la più grande associazione no profit che si occupa di aiutare le donne che soffrono di Depressione Post Partum e disturbi dell’umore nel periodo perinatale. E QNUM, con mia grande felicità, è stato da loro segnalato come sito di supporto per le mamme. 

Condivido fortemente la Mission e gli obiettivi di questa associazione tra i quali spicca la necessità di attivare dei percorsi di sostegno, on e offline, che possano accompagnare le famiglie lungo il loro corso vitale.

Gli stessi obiettivi che mi hanno spinta a fondare, un anno fa, l’Associazione Web Family e ad ideare il progetto #SosteniamoLeMamme che permetterà di offrire una serie di servizi di supporto a tutte le future e neomamme tra cui i gruppi di Auto Mutuo Aiuto che presto partiranno online e sul territorio.

Le mamme che invece desiderano essere supportate in modo individuale e personalizzato prima o dopo il parto e ritengono che io possa essere la professionista adatta, potranno richiedere una consulenza privata che si svolgerà attraverso modalità che spiegherò nel dettaglio nella prossima Newsletter, in partenza lunedì 1 Settembre 2014.

Se non siete ancora iscritte, questo è il momento di farlo per ricevere omaggi, promozioni e contenuti aggiuntivi in anteprima.


Non siamo sole, mamme. Siamo qui per sostenerci.


Chiaraluce



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venerdì 8 agosto 2014

Recensione: "E ora togliamo il pannolino?" - di Ilaria Sacchetti

Se siete alle prese con la fase dello spannolinamento o volete essere preparate per  affrontare al meglio questa tappa fondamentale dello sviluppo del vostro bambino, un valido aiuto può essere la lettura di “E ora togliamo il pannolino? Semplici regole per capire, aiutare e incoraggiare il vostro bambino” un piccolo saggio edito dalla Casa Editrice Kimerik. 

L’autrice, Ilaria Sacchetti, dopo aver sottolineato l’importanza del rispetto dei tempi del bambino, suggerisce alcuni segnali da non trascurare per capire se il fatidico momento è arrivato. 

Fornisce poi indicazioni teoriche e pratiche per procedere e importanti consigli per aiutare il bambino se si dovessero verificare problematiche che possono incidere sul superamento sereno di questa importante fase di crescita.

Nelle conclusioni una riflessione che dovrebbe essere tenuta sempre presente da noi genitori e da chi svolge la funzione di educatore:
 quello che più conta in ogni tappa di crescita di vostro figlio è il clima familiare sereno che manterrete intorno a lui.

martedì 5 agosto 2014

Baby-Blues: cause, trattamento e supporto


Avere un bambino è un'esperienza meravigliosa ma anche estenuante, soprattutto dal punto di vista psico-fisico. La nascita, infatti, porta con sé una serie di nuove sfide da affrontare attraverso modalità difficilmente prevedibili.

Subito dopo il parto molte donne sentono di essere soggette a repentini cambi d'umore che spesso sfociano nel pianto. Ci sentiamo benedette perché finalmente abbiamo tra le braccia un bambino meraviglioso e un partner amorevole che ci aiuta, ma nei fatti ci ritroviamo a piangere per motivi che in precedenza non costituivano una fonte di preoccupazione.

Ci si può sentire esauste, incapaci di dormire, in trappola o in ansia. L'appetito può aumentare o diminuire, ci si sente facilmente irritabili, nervose, preoccupate di non essere buone madri o si teme  di non riuscire a sentirsi più come un tempo.
Queste sensazioni,  tipiche del "baby-blues" o "postpartum blues",  sono normali se provate nelle prime due settimane dopo il parto. Infatti, circa l'80% delle neo-mamme fa esperienza di questa situazione fisiologica e naturale nel puerperio.


Cause e trattamento del baby-blues

Dopo la nascita del bambino il corpo della mamma cambia rapidamente. I livelli degli ormoni si modificano, il seno si gonfia per la montata lattea e la stanchezza tende a prendere il sopravvento.

Anche i fattori emotivi facilitano il baby-blues: la neomamma si può sentire in ansia per il benessere del suo bambino e potrebbe non riuscire a gestire serenamente la fase di transizione dall'essere donna al diventare madre. Le nuove responsabilità possono, talvolta, avere un peso schiacciante.

Il baby-blues, per fortuna, non è una malattia e, così com'è arrivato,  se ne andrà.
Non è necessario nessun trattamento farmacologico: quello che è fondamentale è godere di un buon livello di rassicurazione e di sostegno da parte dei familiari e degli amici, riuscire a riposare il più possibile e far sì che la priorità sia trascorrere il tempo col proprio bambino allo scopo di costruire una relazione con lui.
La privazione del sonno può peggiorare le cose quindi è necessario riposare ogni volta che si può, anche un sonnellino di pochi minuti può essere di grande aiuto per recuperare le energie.


Come supportare una neo-mamma che sta attraversando il baby-blues?

Partner, amici e parenti: la cosa migliore che potete fare è rassicurare la madre e dirle che moltissime donne si sono sentite esattamente come lei dopo il parto. Se è al primo figlio ditele che non deve meravigliarsi dei sentimenti che prova: semplicemente non ha mai vissuto tutto questo in precedenza ed è normale che si senta sopraffatta dalle emozioni e dalla stanchezza.


Ascoltatela. Incoraggiatela a piangere, se necessario. Sottolineate il meraviglioso compito che sta portando avanti. Riducete il più possibile le visite dei parenti e degli amici, almeno per le prime settimane.  Rispondete al telefono. Preparatele qualcosa da mangiare perché potrebbe sentirsi troppo stanca per cucinare arrivando a saltare i pasti. Aiutatela a creare un programma e ad impostare le priorità: stabilite insieme quali sono le cose che devono essere fatte con un urgenza e posticipate quelle che possono aspettare.

Datele la possibilità di prendersi cura di se stessa. Insistete sul fatto che deve riposare il più possibile e offritevi volontariamente di badare al bambino mentre lei fa una doccia o dorme.
Soprattutto, fatele sapere che siete lì per lei, non importa a fare cosa.


Baby-blues o depressione postpartum ?

Si può rischiare di confondere il baby-blues (BB) con la depressione postpartum (DPP) perché hanno sintomi in parte simili. Come fare per distinguerli?

Se la mamma ha partorito da meno di quindici giorni la sintomatologia che abbiamo descritto è normale. Se la neo-mamma, però, continua a sentirsi in questo modo per più di  2-3 settimane dopo il parto, assicuratevi che venga visitata dal proprio medico o dalla sua ostetrica di fiducia. Se c'è una storia di depressione pregressa, se ci sono stati casi di depressione nella sua famiglia di origine  o se i sintomi  (pensieri negativi o sentimenti di ansia) sono particolarmente intensi, chiedete l'assistenza di un professionista che potrà esservi d'aiuto.

#SosteniamoLeMamme. Fin dai primi giorni.

Chiaraluce


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lunedì 28 luglio 2014

Mamma, mi spieghi come nascono i bambini?

"Mamma, come si fanno i bambini?"

E in quel momento, la mamma, si sente sprofondare. Vorrebbe scappare e non essere lì ad affrontare quella situazione così delicata.

Come trovare le parole più adatte, più vere per rispondere alle domande del bambino?

Non occorre avere grandi conoscenze specifiche per rispondere al bambino nel modo più adeguato. Quello che conta, nel raccontargli della sua e della nostra vita, e dei legami che ci uniscono non è la nostra cultura, il nostro sapere. Ma il nostro essere un uomo e una donna che si amano. E che sono diventati genitori, attraverso questo amore. 
Basta esprimere al bambino, ciò che siamo e non quello che sappiamo. 

Non è necessario rispondere alle sue domande in termini scientifici, come se si facesse una piccola lezione di biologia. Oppure di botanica, o di zoologia, se si pensa di fare riferimento ai fiori  e ai pistilli, o ai cuccioli di animali domestici. E’ meglio affrontare il problema senza tanti giri di parole, nel modo più semplice, spontaneo, che è anche quello più vicino alla verità, lasciando spazio alle emozioni e ai sentimenti.  
E non è necessario nascondere l’imbarazzo, se c’è. 

Ma fino a che punto ci si può spingere nel dire la verità? 

L’eccesso di zelo porta alcuni genitori a dire “tutto e subito”. Spesso, però, questo modo d’agire è dettato più dal bisogno di chiudere subito un argomento così complicato che dal desiderio di dialogare  con il bambino su questi problemi. Dandogli subito una “informazione completa”, e anticipando le sue domande, non si soddisfa la sua curiosità: al contrario, la si satura.

Il desiderio di sapere del bambino è una sorgente inesauribile di perché. Quando pone le sue domande, è perché in qualche modo ha già cominciato ad elaborare dentro di sé il problema che lo interessa. Qualsiasi cosa gli si dica in più, per dargli un’informazione completa, anticipando le sue domande, cade su un terreno che non è ancora preparato a ricevere le nostre parole.


E’ importante rispettare i suoi tempi, il suo bisogno di procedere passo dopo passo, seguendo il suo ritmo interiore. Inutile fargli fretta, lasciamogli tutto il tempo che gli occorre per crescere.

Mirella


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mercoledì 23 luglio 2014

Igiene intima nel post parto

Dopo il parto la cute e le mucose del perineo sono state messe a dura prova. Perciò l'igiene intima è di fondamentale importanza, soprattutto se vi sono stati messi dei punti, se vi è stata suturata un' episiotomia.

Basterà lavarvi con acqua fresca, un detergente a base di aloe vera o di calendula e tea tree oil ben diluito per la disinfezione. E' importante che non portiate via la protezione naturale della cute con un'eccessiva detersione, basterà lavarsi con il detergente una, al massimo due volte al giorno, ma per il resto della giornata fatelo solo con acqua corrente. Potete anche utilizzare, se vi fa più comodo, una bottiglietta di plastica con un beccuccio (come quelle per le bevande sportive) per spruzzare direttamente l'acqua sulla parte.

Asciugate molto accuratamente, perché sapete già che i batteri e i funghi proliferano in ambienti caldo-umidi, perciò tamponando con un asciugamano morbido o delle garze asciugherete per bene e eviterete le infezioni batteriche.

Nei giorni a seguire il parto, se avete avuto dei punti è normale che sentiate gonfiore e indolenzimento, soprattutto al tatto, ma se il dolore fosse particolarmente intenso potete prendere un'assorbente, bagnarlo leggermente e metterlo i freezer un'oretta prima di indossarlo; appena il ghiaccio si scioglierà, cambiatelo. Il freddo aiuterà a decongestionare e a ridurre il dolore.

In caso di emorroidi può essere utile applicare della tintura madre di ippocastano con una garza, lasciata direttamente a contatto tutta la notte.

Non c'é alcuna controindicazione sull'utilizzo della doccia, ma per quanto riguarda il bagno in vasca è meglio attendere il termine della perdita sanguigna del parto, che può durare anche fino a 30-40 giorni dopo il parto.

È importante indossare sempre biancheria in fibre naturali (cotone e seta) che va cambiata spesso e lavata con acqua calda e sapone di Marsiglia, evitando detersivi chimici troppo aggressivi sulle mucose. Meglio utilizzare anche assorbenti pensati per il post parto: si trovano in farmacia e sono realizzati in fibre naturali, come il cotone, sempre per permettere alla pelle di respirare.
Oltre alla parte fisica e anatomica è importante non sottovalutare anche quella psicologica. Non abbiate paura di toccarvi, non abbiate timore di sentire sulle dita la sutura. E' bene che siate voi a lavarvi, per prendere dimestichezza e acquisire manualità in modo da non sentire dolore o fastidio alcuno. Ritornerete presto in forma, e anche se al momento non vi sentite al pieno delle vostre forze, sappiate che è solo una condizione temporanea e che presto riuscirete a star di nuovo bene con voi stesse.

Valentina


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