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martedì 21 maggio 2013

Guest Post: Quando si sceglie l’ufficio in casa

Mi chiamo Francesca e lavoro da casa. Mi occupo di comunicazione e web e a un certo punto della mia carriera professionale (dopo aver lavorato in agenzie di comunicazione – pendolando in giro per l’Italia – e per associazioni e pubbliche amministrazioni locali) ho deciso che ero pronta a fare il salto e a trasformarmi in una libera professionista. 

Quando i tempi sono stati maturi e il mio “salvagente” professionale era bello gonfio, ho lasciato il lavoro in ufficio e ho aperto il mio ufficio in casa.
Sì perché non è mica facile, al giorno d’oggi, intraprendere un’attività e contemporaneamente aprire anche un ufficio:  io lavoro con la Rete, per fare quello che devo non ho necessità di essere in un posto fisso e non mi serve molto, un angolo della mia stanza da letto va più che bene.

Da due anni sono felicemente una homeworker e non tornerei più indietro. 

Eppure il lavoro da casa ha qualche inconveniente e bisogna esserci estremamente portati e applicare una disciplina ferrea per riuscire ad arrivare con soddisfazione alla fine della giornata.

Per evitare il rischio alienazione e mancanza di relazioni umane io mi sono creata progetti professionali che mi costringano anche fuori casa e a partire dalla vita personale, approfitto di ogni occasione per uscire. Per esempio porto quasi sempre io mia figlia a scuola e dopo averla lasciata mi concedo la colazione al bar con un’amica. Faccio in modo che il tutto non si dilunghi troppo, ma ho bisogno come l’aria di iniziare la giornata facendo 4 chiacchiere e vedendo gente. 

Alle 9 sono  a casa e comincia la mia routine di lavoro che è molto disciplinata e scandita da regole che mi sono data e che Google Calendar mi aiuta a rispettare. 

Di solito lavoro fino alle 16.30 (cerco di mangiare decentemente ma ammetto che questo è l’anello più debole della mia catena ;-), tranne quando ho riunioni o consulenze e dopo quell’ora passo del tempo con mia figlia. 

La divisione dei compiti familiari è per noi fondamentale: nell’arco della settimana gestiamo il nostro tempo in modo che il carico di impegni legati alla casa o alla bimba sia equamente suddiviso tra me e il mio compagno.

Non faccio lavatrici durante l’orario di lavoro. Non vado a fare la spesa. Non rispondo a telefonate ludiche (gentilmente rimando) e gestisco il mio tempo come fossi contemporaneamente il capo e la stagista di me stessa.

Quel che mi manca di più, facendo un lavoro creativo che ha bisogno di dare aria al cervello (scrivo anche favole e racconti) è il contatto quotidiano con sensibilità e professionalità compatibili e simili alla mia. Una volta un’amica mi disse che secondo lei le idee migliori vengono quando ci si diverte con le persone che ci stanno intorno durante il giorno (colleghi) e questa affermazione mi ha fatto molto riflettere: io i miei “colleghi” delle agenzie con cui collaboro o gli altri blogger con cui pianifico eventi o lavoro su progetti ad hoc li incontro di rado e prevalentemente online.

Allora perché non creare una community dove riunire altri homeworkers come me e condividere strategie, punti di vista o anche semplicemente un momento di sano “cazzeggio” durante la giornata?

E’ nato così http://www.ufficioincasa.it/ il sito e community a cui ho dato vita e che è online (ancora in fase Beta) da poche settimane.

Credo che diffondere la cultura del lavoro da casa in Italia sia un buon antidoto alla crisi: il lavoro da casa è profittevole non solo per i freelance, ma anche per i dipendenti e le aziende. 

Si risparmia in postazioni di lavoro, tempo di percorrenza, si impatta meno sull’ambiente evitando l’uso di mezzi per recarsi in ufficio e – cosa che molti sottovalutano – la disciplina di un bravo homeworker è maggior garanzia per il successo del progetto che gli viene affidato. E non lo dico io, ma le statistiche e i dati.

Su Ufficio in casa promuovo le storie degli homeworkers e chi vuole può raccontare direttamente la sua, portare consigli e suggerimenti per lavorare meglio, meno e con maggiore efficacia.

Come tutte le community, Ufficio in casa sta prendendo la sua strada e io mi sono fermata a guardare la direzione che gli è più congeniale, ma l’augurio è che questo progetto possa essere utile a tante persone per tessere reti professionali tra loro, ma anche con le aziende.

Sono tantissime le mamme iscritte, perché sappiamo bene che per una donna  - una volta avuto il primo figlio – è più difficile conciliare famiglia e lavoro. E’ prima di tutto un problema culturale che ci riguarda tutti (dovremmo iniziare in famiglia a non dare per scontato che la cura dei figli sia a carico esclusivo o prevalente della mamma) ma è soprattutto un problema culturale che riguarda le nostre aziende e l’immaginario professionale italiano (se una mamma esce prima dall’ufficio per andare a portare il proprio bimbo in piscina va bene, se a farlo è un uomo viene deriso dai colleghi o etichettato come uno che non tiene abbastanza alla carriera).

Credo che diffondere il lavoro da casa, in maniera trasversale tra donne e uomini, sia un piccolo contributo al cambiamento culturale necessario, anche su questo tema.

Ufficio in casa è però anche un luogo dove condividere con leggerezza pensieri, punti di vista, piccole gag e racconti delle nostre giornate: una sorta di “macchinetta del caffè” virtuale dove incontrarsi nella pausa di lavoro.

Per il futuro ho alcuni obiettivi legati a questa community. 

Mi piacerebbe coinvolgere le aziende, creare partnership profittevoli per tutte le persone coinvolte e offrire dei veri e propri servizi.

Sul lato relazionale il prossimo step sarà organizzare un WineStorming a Bologna, nella mia città.
Sono dell’idea che davanti a un bicchiere di vino, quando si è rilassati, sia più facile fare nascere idee professionali e relazioni con altri professionisti e credo che sarebbe bello creare una rete, non solo virtuale, di persone che lavorano da casa, ma insieme. 

Se volete iscrivervi, anche solo per sapere come “sarebbe” lavorare da casa:

Francesca Sanzo 
aka Panzallaria

lunedì 20 maggio 2013

Il segreto del successo

Generalmente valutiamo il successo secondo parametri esterni che abbiamo assorbito e fatto nostri. 
Immaginiamo tanti soldi, la villa con piscina, la cuoca, l’auto di lusso, gli abiti griffati, ma il successo non è questo bensì il livello di soddisfazione e appagamento che viviamo ogni giorno. 

Abituiamoci a pensare a cosa è per noi il successo e muoviamoci per capire come realizzare i nostri sogni e concretizzare le aspirazioni.

La passione è il motore. Quando conosciamo qualcuno una delle domande di rito è “Che lavoro fai?” mentre la domanda più corretta sarebbe “Ti piace il lavoro che fai?”. Nel primo caso ci informiamo su come trascorre buona parte del suo tempo mentre nel secondo avremo un’informazione personale sul vissuto interiore.

Se avete una passione che coltivate da anni e che vi fa sentire appagati, provate a trasformare l’amore per quell’attività in lavoro. Sì, lo so, state già pensando alla rata del mutuo, alla scuola, alle spese, al bilancio, ma non vi ho detto di lasciare il lavoro e di andare allo sbaraglio vi ho detto solo di provare a pensare come sarebbe la vostra vita se la vostra passione diventasse il vostro lavoro. Chiudete gli occhi e visualizzatevi in questa situazione. Come vi sentite? Ecco, questa sensazione è il successo.
Avete un sogno e guardandovi attorno vi accorgete che ci sono già altre mille e più persone che fanno la stessa cosa che fate voi. Questo è il punto più difficile da far comprendere. Se una persona è già arrivata all’obiettivo prima di voi potete scegliere di cercare di ripercorrere le stesse strade (con il rischio di diventare una delle tante imitazioni presenti sul mercato) oppure potete scegliere di essere uniche!
Siamo talmente abituati a sentir ripetere che siamo tutti uguali che abbiamo quasi azzerato le nostre potenzialità.

Al posto di cercare di uniformarvi alla massa abbiate il coraggio di rischiare, di personalizzare grazie a uno stile vostro che sia riconoscibile, di occuparvi di temi precisi e di cercare di essere differenti.
Non cercare di fare la differenza ma siate differenti perché non ci sono due persone uguali quindi lavorate sullo stile, sui contenuti, sulla presentazione. Che sia un progetto da presentare, un colloquio, un nuovo prodotto, un testo, un dolce o altro provate a mettervi in gioco e rischiate.
Se ci pensate chi ha avuto successo ha trasformato la propria passione in lavoro e ha avuto un’idea nuova o ha rielaborato in modo assolutamente innovativo qualcosa che esisteva già.

Il terzo e ultimo segreto è sganciarsi dalle convinzioni. Siete immersi in convinzioni limitanti! Chi sa della vostra passione cosa dice? Provate a chiedere che differenze trova tra ciò che fate voi e ciò che è già presente sul mercato (in qualsiasi ambito): fatevi aiutare a trovare i vostri punti di forza. E lasciate perdere chi dice che ci sono già mille cose simili, chi dice che non è remunerativo, chi pensa che siate folli. Concentratevi e circondatevi da un gruppo di supporter che vi dia sostegno e vi aiuti a migliorare e lasciate perdere chi è di ostacolo. Valutate non solo le convinzioni limitanti esterne, ma soprattutto le vostre come la poca autostima, la paura del confronto, del giudizio, del successo. I sogni non devono avere limiti. I desideri possono diventare realtà se costruiamo un ponte tra noi e l’Universo che permetta ai nostri sogni di concretizzarsi. Come? Con l’amore per quello che facciamo. E se ci mettiamo d’impegno in questo senso e non creiamo ostacoli con dubbi e incertezze, state certi che l’Amore è in grado di compiere miracoli. E allora sarete folli. Folli e felici. 

Silvia

Immagine presa qui

venerdì 17 maggio 2013

La merenda buona e sana: le Pizzette Morbide

Siamo sempre molto attente all'alimentazione di nostri bambini.
Spesso però c'è un pasto che tendiamo a trascurare: la merenda.
Un po' per pigrizia, un po' per mancanza di tempo spesso il momento della merenda viene risolto in modo frettoloso con una merendina confezionata.

Invece la merenda è un pasto importante: deve essere nutriente ma leggera, appetitosa ma anche sana e, soprattutto, deve essere varia.

E' ovvio che non sempre c'è il tempo di preparare con le proprie mani una merenda buona e salutare ma ci sono tantissime alternative alle merende confezionate.
Se abbiamo fretta possiamo proporre al bambino la classica fetta di pane spalmata di marmellata o miele oppure un semplice panino con prosciutto o formaggio morbido.

Ottimo anche lo yogurt magari con una manciata di  muesli o frutta fresca. Anche della frutta e dei cracker possono essere una valida alternativa. 

Se però vogliamo coccolare i nostri bambini possiamo preparare la merenda con le nostre mani.
Ad esempio le pizzette, amatissime dai bambini.
Si possono preparare in grande quantità e conservarle nel freezer.
Basterà scaldarle un attimo e torneranno morbide e fragranti.


Pizzette Morbide 
500 grammi di farina manitoba
1 cubetto di lievito di birra
1 cucchiaio di miele
1 cucchiaino di sale
olio extravergine di oliva
250 grammi di passata di pomodoro
una mozzarella
origano
1 cucchiaio abbondante di grana grattugiato
Impastare  la farina con il sale, il miele, un cucchiaio d’olio e il lievito sciolto in un bicchiere d’acqua. Aggiungere circa 200 ml d'acqua continuando a impastare fino ad ottenere un panetto morbido e liscio. Metterlo a lievitare in una ciotola unta per un’ora. Dividerlo in pezzetti grandi come una grossa noce e stenderli formando le pizzette. Metterle in una teglia coperta di carta forno e lasciarle lievitare per mezz’ora. Mescolare la passata con un pizzico di sale, il grana, la mozzarella tritata, l’origano e un giro d’olio. Con questo composto condire le pizzette.
Cuocere a 200 gradi per 12 minuti circa.

giovedì 16 maggio 2013

Home-office: arredare ed allestire una postazione-lavoro confortevole ed armoniosa secondo i principi del feng-shui

Il vostro spazio di lavoro è sacro. 

Che abbiate una craft-room, una stanza adibita a ufficio, o soltanto una postazione lavoro in un angolo di una stanza, l’importante è renderlo piacevole, confortevole, armonioso, equilibrato e favorevole alla produttività e alla creatività. 

L’antica disciplina cinese del feng-shui, rivolta a riequilibrare le energie nell’ambiente che ci circonda, può in questo caso esserci d’aiuto. 

In pochi punti essenziali, ecco qualche consiglio: 

  1. Scegliete lo spazio con attenzione.
    Ricordate che la vostra salute, successo e produttività dipendono dalla scelta corretta dello spazio di lavoro. Deve essere un luogo in cui siete a vostro agio, in cui non avete troppi disturbi esterni, ben illuminato, arredato ed allestito secondo il vostro gusto e la vostra sensibilità.
    Evitate le stanze buie (senza finestre) o gli scantinati così come la camera da letto, deputata al riposo; se questo non fosse possibile accertatevi di avere delle adeguate separazioni tra questa e lo spazio di lavoro.
  2. Organizzate, arredate e caratterizzate l’home office secondo le vostre esigenze e ciò che vi fa star bene, che aiuta la salute e l’umore. Sentitevi liberi di esprimere appieno la vostra creatività nell’arredarlo. Scegliete immagini, colorie decori che vi fanno sentire apprezzati e soddisfatti del lavoro che state facendo (anche i vostri memorabilia vanno bene). Il vostro home office deve riflettere l’energia che intendete proiettare nel mondo.
     
  3.  Fate attenzione alla qualità dell’aria e della luce. Se il vostro cervello non riceve sufficiente ossigeno ed il vostro corpo abbastanza luce naturale, non vi piacerà stare seduti per ore, non importa quanto siete appassionati al vostro lavoro. Cercate una stanza (o una posizione del desk) con un’illuminazione naturale adeguata, meglio se laterale e schermata da tende, in modo da attenuare l’eccessiva luminosità. Pensate all’eventualità di posizionare vicino a voi qualche pianta capace di purificare l’aria (quelle adatte sono palma, bamboo, dracaena, edera, fico): è scientificamente provato che un po’ di verde nello spazio di lavoro riduce lo stress ed aiuta la produttività. Arieggiate la stanza minimo due volte al giorno per almeno 20 minuti, per garantire un completo ricambio dell’aria. Per la stessa ragione, illuminate gli angoli bui in cui può esserci un ristagno di energia.
     
  4. Posizionate la scrivania secondo i principi del feng-shui (posizione dominante). Ovvero:
    • scegliete la posizione più protetta, possibilmente con le spalle al muro, lontano dalla porta d’ingresso ma di fronte (e non in linea, poiché l’energia entrante disturberebbe la vostra concentrazione) o in diagonale, in modo da tenere sotto controllo la stanza: questo aumenterà la vostra sicurezza, il rilassamento e la concentrazione durante il lavoro; 
    • evitate di dare le spalle alla finestra, ma ponete la scrivania di fianco ad essa, in modo da beneficiare pienamente della luce naturale; 
    • lo spazio di fronte alla scrivania (definito “zona attiva”) deve essere libero, in modo da favorire il flusso dell’energia creativa e dell’ispirazione.
  5. Lasciate lo spazio di lavoro libero, sgombro, ed organizzato. Il rischio di accatastare carte, appunti e altre cose è sempre in agguato. Programmate delle sessioni di sgombero e pulizia periodiche. La pulizia e l’ordine della vostra postazione lavoro aiuteranno anche l’ordine mentale. Lo stesso vale per la polvere: evitate aree di ristagno, sarebbe controproducente per la salute ed il rendimento.
     
  6. Scegliete attentamente i colori, a seconda della vostra attività.
    • I colori caldi, con prevalenza di rosso e giallo, creano un’atmosfera yang, cioè attiva, dinamica; hanno il potere di stimolare l’attenzione e favorire la presenza mentale e la concentrazione. Se avete oggetti nei toni del rosso-giallo poneteli preferibilmente a sud: attireranno energia positiva, appagamento e felicità; 
    • I colori freddi, nei toni del verde-blu, stimolano l’allegria e la creatività, e devono essere posti a est/sud-est, per favorire il flusso energetico naturale; 
    • i colori luminosi (arancio o verde brillanti) stimolano atteggiamenti amichevoli e facilitano il coinvolgimento mentale del fruitore in progetti nuovi; con questo tipo di colori è bene utilizzare luci bianche diffuse capaci di esaltarne le proprietà; 
    • i colori tenui (tinte chiare, crema, pastello o neutre) comunicano eleganza e favoriscono un clima di fiducia e calore; in questo caso si consiglia l’uso di luci bianche calde, tendenti al giallo; 
    • evitate l’uso di colori scuri che assorbono la luce.
  7. Infine: ricordate che è il vostro spazio di lavoro. Curatelo e coccolatelo come un figlio.
    Dalia

mercoledì 15 maggio 2013

Prepararsi al colloquio di lavoro

È andata: l’azienda a cui avete inviato il curriculum vi ha convocato per un colloquio di selezione.

E ora che si fa?

Il mercato è ricco di strumenti e consigli per la preparazione del colloquio di lavoro, ma tutti questi strumenti servono a ben poco se alla base non c’è un’attenta riflessione e preparazione del vostro progetto professionale. Perché la verità è che, sebbene strumenti e consigli siano presentati come dei must da seguire obbligatoriamente per prepararsi al meglio, la migliore risposta alle domande “Cosa faccio? Come mi preparo?” è “Dipende”!

Dipende dal vostro obiettivo, dalla vostra motivazione, da quanto siete disposte a dare di voi, del vostro tempo, delle vostre relazioni, dei vostri sogni, ma anche dalla persona-azienda a cui intendete presentarvi. Dipende in sostanza dal feeling che scaturirà tra voi e l'azienda alla quale vi presenterete.  

Prima ancora, quindi, di prepararvi per il colloquio, dovrete prepararvi all’idea di un nuovo lavoro guardandovi, ancor più che intorno, dentro: cercando tra le vostre aspirazioni professionali, tra le vostre esperienze, facendovi un personale bilancio delle competenze in cui integrare le vostre nuove e più ricche competenze, quelle di madre, con i vostri vincoli e risorse (perché anche i vincoli possono essere delle risorse se ne siamo consapevoli e ce li facciamo amici, invece che nemici).

Che fare dunque?

Innanzitutto preparatevi: studiate bene il vostro curriculum, l’esperienza formativa e professionale, preparandovi a domande su eventuali angoli bui del percorso (ad es. bocciature a scuola, cambi frequenti di lavoro o interruzioni della carriera lavorativa per la/le gravidanze). Siate pronte a rispondere ad eventuali critiche o domande sul ruolo di madre lavoratrice. Arrivare cariche di rancore e pregiudizi non vi aiuta, siate consapevoli che potrebbero farvi delle domande in proposito e preparatevi delle risposte diplomatiche che non neghino il vostro ruolo e la vostra esperienza (ad esempio evidenziando la vostra acquisita capacità organizzativa e di sopportazione dello stress). Ma preparatevi anche sull’azienda e sulla posizione per cui vi presentate. Informatevi per tempo rispetto ad indirizzo e modalità di raggiungimento del luogo del colloquio in modo da non trovarvi all’ultimo momento in situazioni spiacevoli che potrebbero farvi arrivare in ritardo.

Scegliete con cura l’abbigliamento ed il trucco: non si può dire in assoluto se elegante, casual, professional o che altro: dipende da dove andate. Cercate di fare in modo che sia in sintonia con il ruolo per cui concorrete, ma soprattutto in sintonia con voi: evitate il tacco 12 se siete tipe da sneakers, meglio una ballerina, a quel punto. E se il parrucchiere non vi vede da un po’ magari è giunta l’ora di sistemare quella ricrescita che salterebbe all’occhio a chiunque, figuriamoci se non la nota un selezionatore (o selezionatrice!).

Durante il colloquio: siate voi stesse, non recitate ruoli, siate presenti nella conversazione. Fate attenzione al linguaggio del corpo, guardate sempre chi conduce il colloquio, anche se sono più persone, evidenziate i successi e i punti di forza, minimizzando i punti di debolezza, senza nasconderli (né evidenziarli se non è la commissione che vi chiede qualcosa al proposito); e a fine colloquio, o quando ve ne è data la possibilità, fate qualche domanda sull’azienda e sul ruolo per dimostrare il vostro interesse.

Dopo il colloquio, valutatene l’andamento: come siete andate, vi siete piaciute, cosa cambiereste e cosa può tornarvi utile per un altro colloquio?
E se il posto per cui concorrete richiede tacco 12 e impegno H24 e voi siete tipe da sneakers e non sapreste a chi lasciare i pupi dopo la scuola? Oppure è richiesta creatività e abilità manuale e voi sapete al massimo incollare le figurine nell’album (e pure storte)?

Fatevi una domanda e datevi una risposta: forse non è il lavoro giusto per voi. Dipende!


Valeria

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