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Baby-Blues

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lunedì 6 ottobre 2014

#SosteniamoLeMamme: in partenza i gruppi di supporto!

“Non sei sola. Siamo qui per sostenerti.”

Quanto avrei voluto ascoltare queste poche ma importantissime parole qualche anno fa quando, preda dei miei disturbi dell’umore, non avevo la forza né il coraggio di chiederlo quell’aiuto di cui tanto avevo bisogno.

I giorni passavano e io mi sentivo sempre più isolata dal mondo. La luce che filtrava dalle tapparelle chiuse non riusciva a penetrare il mio cuore, pietrificato da un cambiamento tanto atteso quanto inaspettato nella sua  devastante potenza.

Se diventare mamma per l’anagrafe è un processo istantaneo collegato al momento dell’espulsione del feto dall’utero, non è altrettanto fulminante a livello emotivo.
La maternità è un lento ma costante percorso di conoscenza reciproca e di consapevolezza che richiede pazienza, tempo, passione e forza di volontà.
Ma necessita anche di sostegno, quella forma di aiuto che spesso una neomamma fa fatica a chiedere e che è tanto fondamentale quanto il riposo fisico.

Una donna serena è la migliore mamma per un bambino. Come ritrovare la propria serenità quando le occhiaie prendono il posto degli zigomi, quando il pianto di un neonato sembra più assillante di una sirena d’allarme, quando ritagliarsi cinque minuti per una doccia sembra pura utopia, quando ci guardiamo allo specchio e l’unica domanda che poniamo a quell’immagine irriconoscibile di noi stesse è “Perché? Dove sono finita? Tornerà mai tutto come prima?”

La risposta è “no”. Mai più. Niente potrà essere come prima.
Ma, come tante altre mamme sopravvissute alla DPP posso garantirti che, anche se non sarà sempre facile, sarà molto, molto, molto meglio di prima.

Ma come faccio ad attraversare questo oceano emotivo? 
Ricordando che non sei sola. Intorno a te ci sono decine di altre donne che hanno passato o stanno vivendo le tue stesse difficoltà e che possono accompagnarti in questo meraviglioso viaggio.

E come faccio a trovarle?
Ci sono tantissimi progetti di supporto organizzati sul territorio da associazioni, consultori e professionisti. Se hai bisogno di una mano per trovarli scrivici a supporto@quandonasceunamamma.com, saremo felici di aiutarti!

“E se non riesco ad organizzarmi con lavoro, casa e bebè per partecipare agli incontri?”
La Rete può essere una grande risorsa: se sei in attesa o sei una neomamma da meno di 12 mesi, puoi iscriverti ai nostri gruppi di supporto emotivo. Ogni settimana condivideremo esperienze, dubbi ed emozioni in uno spazio protetto e senza giudizi.
Se hai voglia di partecipare scrivici a supporto@quandonasceunamamma.com.


Noi di QNUM intraprenderemo questo viaggio con la consapevolezza che non c'è 'il modo giusto' per farlo ma che ognuna troverà il suo.
Noi di QNUM metteremo da parte l'utopia della mamma perfetta sostituendola con l'immagine della mamma (IM)perfetta, proprio come noi.


Noi di QNUM #SosteniamoLeMamme. E tu sei disposta a lasciarti aiutare?

mercoledì 1 ottobre 2014

Non siamo sole. Lasciamoci aiutare.

Non possiamo abbassare la guardia.
Non dobbiamo credere che sia una moda.
Non fidiamoci di chi ci dice "passerà".
Non lasciamo che sminuiscano il nostro sentire con frasi come "Ci siamo passate tutte!"
Non permettiamo ai nostri sensi di colpa di prendere il sopravvento.
Non abbandoniamoci alla disperazione.

Non siamo sole.


Non sarà mai tutto come prima. Ma sarà molto, molto meglio.
Non passerà da solo. Ma ci sono decine di persone pronte ad aiutarci.
Non siamo mamme perfette. Ma siamo le migliori per il nostro bambino.
Non ci siamo passate tutte allo stesso modo. Ma tutte possiamo uscirne.
Non siamo nate mamme insieme al nostro bambino. Ma lo diventeremo.

Non siamo sole. Siamo circondate.


Da altre mamme che hanno vissuto quello che stiamo passando noi.
Dal nostro compagno e dai nostri familiari che hanno solo bisogno di capire come aiutarci.
Dalle nostre amiche che hanno condiviso con noi risate e lacrime.
Da professionisti preparati che si occupano di ascoltare il disagio senza giudicare.
Da associazioni di volontariato che possono accogliere e alleviare la nostra fatica.

Non siamo sole. Siamo circondate. Sosteniamoci.


Il nostro modo per farlo si chiama #SosteniamoLeMamme ed è un progetto GRATUITO di supporto e sensibilizzazione sui disturbi dell'umore nel periodo perinatale. 

Riteniamo fondamentale parlare e dare informazioni corrette sulla Depressione Post Partum perché è una malattia che non può e non deve essere taciuta o sottovalutata.

Altrettanto importante è condividere le emozioni in un ambiente protetto senza sentirsi giudicate: ecco perché, oltre alla chat e al Forum, dalla settimana prossima partiranno dei gruppi (chiusi) di supporto per future e neo mamme (0-12 mesi). Richiedi l'iscrizione a: supporto@quandonasceunamamma.com


 Venerdì 3 ottobre alle 21.30 riaprirà la chat. Parleremo dei bisogni delle mamme e risponderò alle curiosità sul funzionamento dei nostri gruppi di supporto. 


Qualcuno potrebbe aver bisogno di un aiuto più specifico e individuale: ecco perché è nato il servizio di consulenza che prevede un primo contatto gratuito in cui, in base alle situazioni specifiche, verranno fornite le indicazioni necessarie e i riferimenti alle risorse adeguate presenti sul territorio.

Le iscritte alla nostra Newsletter, infine, potranno approfittare ogni mese di promozioni e convenzioni con associazioni e professionisti. Quella di ottobre è in partenza, se non l'hai ancora fatto, iscriviti!


Ora tocca a te. Lasciati aiutare.



Chiaraluce


sabato 30 agosto 2014

Da survivor a helper: come la DPP ha cambiato la mia vita.


Dalla Depressione Post Partum si guarisce ma prima bisogna attraversarla e, prima ancora, riconoscerla.
Per combatterla non basta parlarne ma farlo, di certo, aiuta.

Otto anni fa se ne parlava davvero poco e l’alone di stigma che circondava alcune componenti emotive della maternità di certo non mi ha aiutata ad evitare di cadere nella trappola del ‘non detto’.
Sapevo tutto (o quasi) sul ‘prima’ ma non ero stata adeguatamente informata su cosa sarebbe successo ‘dopo’ la nascita.
Lo tsunami della maternità mi ha travolta e in certi momenti è stata davvero dura non lasciarsi andare.


Quando ho deciso di dare vita allo spazio virtuale di Quando Nasce Una Mamma, il mio obiettivo fondamentale era quello di aiutare le altre mamme, potenziando il loro benessere durante il puerperio e sensibilizzandole su tematiche importantissime ma considerate ancora un tabù, come la Depressione Post Partum. Perché non accadesse loro quello che era successo a me.

Le modalità con cui volevo, e voglio ancora oggi,  raggiungere questo scopo sono:
  •  dare informazioni corrette, attraverso la pubblicazione di post specifici sul sostegno alla maternità; 
  • dare spazio alla condivisione emotiva, attraverso le chat periodiche e il Forum;
  •  facilitare le richieste di aiuto, attraverso il form per mettersi in contatto con le esperte e la rete di contatti sul territorio che nel tempo abbiamo costruito.

La sensibilizzazione sul baby-blues e la prevenzione della DPP sono argomenti fondamentali per il benessere di tutta la famiglia ma anche problematiche molto delicate che necessitano di una formazione continua e di competenze specifiche adeguate per essere affrontate.

Ecco perché, nel corso degli ultimi anni, ho deciso di approfondire le mie conoscenze per fare del supporto alla genitorialità la mia missione. Ho conseguito il titolo di Counselor e poi quello di Dottore di Ricerca in psicologia dei processi cognitivi e comunicativi con specializzazione sul sostegno sociale.

Oggi sono fiera e orgogliosa di poter annunciare un nuovo passo verso la realizzazione del mio sogno: sono entrata a far parte, come membro e coordinatore internazionale per l’Italia, del Postpartum Support International (PSI), la più grande associazione no profit che si occupa di aiutare le donne che soffrono di Depressione Post Partum e disturbi dell’umore nel periodo perinatale. E QNUM, con mia grande felicità, è stato da loro segnalato come sito di supporto per le mamme. 

Condivido fortemente la Mission e gli obiettivi di questa associazione tra i quali spicca la necessità di attivare dei percorsi di sostegno, on e offline, che possano accompagnare le famiglie lungo il loro corso vitale.

Gli stessi obiettivi che mi hanno spinta a fondare, un anno fa, l’Associazione Web Family e ad ideare il progetto #SosteniamoLeMamme che permetterà di offrire una serie di servizi di supporto a tutte le future e neomamme tra cui i gruppi di Auto Mutuo Aiuto che presto partiranno online e sul territorio.

Le mamme che invece desiderano essere supportate in modo individuale e personalizzato prima o dopo il parto e ritengono che io possa essere la professionista adatta, potranno richiedere una consulenza privata che si svolgerà attraverso modalità che spiegherò nel dettaglio nella prossima Newsletter, in partenza lunedì 1 Settembre 2014.

Se non siete ancora iscritte, questo è il momento di farlo per ricevere omaggi, promozioni e contenuti aggiuntivi in anteprima.


Non siamo sole, mamme. Siamo qui per sostenerci.


Chiaraluce



Immagine presa qui

venerdì 8 agosto 2014

Recensione: "E ora togliamo il pannolino?" - di Ilaria Sacchetti

Se siete alle prese con la fase dello spannolinamento o volete essere preparate per  affrontare al meglio questa tappa fondamentale dello sviluppo del vostro bambino, un valido aiuto può essere la lettura di “E ora togliamo il pannolino? Semplici regole per capire, aiutare e incoraggiare il vostro bambino” un piccolo saggio edito dalla Casa Editrice Kimerik. 

L’autrice, Ilaria Sacchetti, dopo aver sottolineato l’importanza del rispetto dei tempi del bambino, suggerisce alcuni segnali da non trascurare per capire se il fatidico momento è arrivato. 

Fornisce poi indicazioni teoriche e pratiche per procedere e importanti consigli per aiutare il bambino se si dovessero verificare problematiche che possono incidere sul superamento sereno di questa importante fase di crescita.

Nelle conclusioni una riflessione che dovrebbe essere tenuta sempre presente da noi genitori e da chi svolge la funzione di educatore:
 quello che più conta in ogni tappa di crescita di vostro figlio è il clima familiare sereno che manterrete intorno a lui.

martedì 5 agosto 2014

Baby-Blues: cause, trattamento e supporto


Avere un bambino è un'esperienza meravigliosa ma anche estenuante, soprattutto dal punto di vista psico-fisico. La nascita, infatti, porta con sé una serie di nuove sfide da affrontare attraverso modalità difficilmente prevedibili.

Subito dopo il parto molte donne sentono di essere soggette a repentini cambi d'umore che spesso sfociano nel pianto. Ci sentiamo benedette perché finalmente abbiamo tra le braccia un bambino meraviglioso e un partner amorevole che ci aiuta, ma nei fatti ci ritroviamo a piangere per motivi che in precedenza non costituivano una fonte di preoccupazione.

Ci si può sentire esauste, incapaci di dormire, in trappola o in ansia. L'appetito può aumentare o diminuire, ci si sente facilmente irritabili, nervose, preoccupate di non essere buone madri o si teme  di non riuscire a sentirsi più come un tempo.
Queste sensazioni,  tipiche del "baby-blues" o "postpartum blues",  sono normali se provate nelle prime due settimane dopo il parto. Infatti, circa l'80% delle neo-mamme fa esperienza di questa situazione fisiologica e naturale nel puerperio.


Cause e trattamento del baby-blues

Dopo la nascita del bambino il corpo della mamma cambia rapidamente. I livelli degli ormoni si modificano, il seno si gonfia per la montata lattea e la stanchezza tende a prendere il sopravvento.

Anche i fattori emotivi facilitano il baby-blues: la neomamma si può sentire in ansia per il benessere del suo bambino e potrebbe non riuscire a gestire serenamente la fase di transizione dall'essere donna al diventare madre. Le nuove responsabilità possono, talvolta, avere un peso schiacciante.

Il baby-blues, per fortuna, non è una malattia e, così com'è arrivato,  se ne andrà.
Non è necessario nessun trattamento farmacologico: quello che è fondamentale è godere di un buon livello di rassicurazione e di sostegno da parte dei familiari e degli amici, riuscire a riposare il più possibile e far sì che la priorità sia trascorrere il tempo col proprio bambino allo scopo di costruire una relazione con lui.
La privazione del sonno può peggiorare le cose quindi è necessario riposare ogni volta che si può, anche un sonnellino di pochi minuti può essere di grande aiuto per recuperare le energie.


Come supportare una neo-mamma che sta attraversando il baby-blues?

Partner, amici e parenti: la cosa migliore che potete fare è rassicurare la madre e dirle che moltissime donne si sono sentite esattamente come lei dopo il parto. Se è al primo figlio ditele che non deve meravigliarsi dei sentimenti che prova: semplicemente non ha mai vissuto tutto questo in precedenza ed è normale che si senta sopraffatta dalle emozioni e dalla stanchezza.


Ascoltatela. Incoraggiatela a piangere, se necessario. Sottolineate il meraviglioso compito che sta portando avanti. Riducete il più possibile le visite dei parenti e degli amici, almeno per le prime settimane.  Rispondete al telefono. Preparatele qualcosa da mangiare perché potrebbe sentirsi troppo stanca per cucinare arrivando a saltare i pasti. Aiutatela a creare un programma e ad impostare le priorità: stabilite insieme quali sono le cose che devono essere fatte con un urgenza e posticipate quelle che possono aspettare.

Datele la possibilità di prendersi cura di se stessa. Insistete sul fatto che deve riposare il più possibile e offritevi volontariamente di badare al bambino mentre lei fa una doccia o dorme.
Soprattutto, fatele sapere che siete lì per lei, non importa a fare cosa.


Baby-blues o depressione postpartum ?

Si può rischiare di confondere il baby-blues (BB) con la depressione postpartum (DPP) perché hanno sintomi in parte simili. Come fare per distinguerli?

Se la mamma ha partorito da meno di quindici giorni la sintomatologia che abbiamo descritto è normale. Se la neo-mamma, però, continua a sentirsi in questo modo per più di  2-3 settimane dopo il parto, assicuratevi che venga visitata dal proprio medico o dalla sua ostetrica di fiducia. Se c'è una storia di depressione pregressa, se ci sono stati casi di depressione nella sua famiglia di origine  o se i sintomi  (pensieri negativi o sentimenti di ansia) sono particolarmente intensi, chiedete l'assistenza di un professionista che potrà esservi d'aiuto.

#SosteniamoLeMamme. Fin dai primi giorni.

Chiaraluce


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