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#SosteniamoLeMamme: tutto l'anno!

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Maggio è appena trascorso e le iniziative che abbiamo ideato per aumentare la consapevolezza sui disturbi dell'umore nel periodo perinatale hanno avuto, grazie a voi, un grande successo.

Il Social Event ha raccolto le vostre esperienze sul supporto in gravidanza e nel postpartum contribuendo a diffonderne l'importanza in Rete.

Abbiamo ospitato con immenso piacere diverse professioniste che, oltre a condividere la propria esperienza di maternità, hanno spiegato perché, ognuna per il proprio settore di competenza, è fondamentale il sostegno alle donne nel periodo perinatale.
Le loro interviste hanno riguardato tematiche importanti come l'allattamento, il lutto perinatale, le emozioni, le competenze e i desideri delle mamme, le parole e la rete di supporto, la relazione, il sostegno reciproco e l'ascolto.

Dalla collaborazione tra QNUM e l'Associazione Web Family è nato il progetto Sosteniamo Le Mamme perché tutte le future e neomamme hanno il  diritto di essere supportate nel periodo perinatale per conoscere, affrontare e condividere la fase fisiologica del baby-blues, allo scopo di prevenire sindromi depressive (DPP) e potenziare il benessere individuale e e familiare.

Tra gli obiettivi da raggiungere c'è la costruzione di una Rete di supporto sul territorio formata da professionisti, associazioni e gruppi  che organizzano attività a sostegno delle madri nel periodo perinatale. Se rappresenti una di queste realtà e vuoi entrare a far parte della nostra rete di contatti, compila questo breve questionario.

Da pochi giorni è finalmente online il sito dell'Associazione Web Family, dagli un'occhiata per conoscere le nostre iniziative e se senti di condividere la nostra mission diventa socio!

Continua a seguirci e, se non l'hai ancora fatto, iscriviti alla nostra Newsletter: oltre a scaricare gratuitamente il nostro e-book #50 S-consigli per sopravvivere nel postpartum potrai essere sempre aggiornata sulle novità in anteprima!

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#SosteniamoLeMamme: l'importanza dell'ascolto - Maria Cecilia Gioia, Phd, Psicologa e Psicoterapeuta

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Come psicologa esperta in perinatalità, psicoterapeuta e ricercatrice ci potresti descrivere di cosa ti occupi a livello professionale e in cosa consiste il tuo lavoro di supporto alla maternità?
Sono responsabile dell’Ambulatorio per il Benessere Psicofisico della Donna (riconosciuto ONDA) nell’UO di Ostetricia e Ginecologia presso la Casa di Cura Sacro Cuore (IGreco Ospedali Riuniti). Dalla mia personale esperienza ritengo la psicologia perinatale un servizio necessario in un reparto di Ostetricia e Ginecologia, ecco perché ho proposto e avviato un servizio di psicologia che comprende vari settori e si articola in diverse attività quali l’assistenza in reparto con la somministrazione di scale psicodiagnostiche nel postpartum, il servizio di psicoterapia attraverso la creazione di un ambulatorio per diagnosi e cura di psicopatologie nel periodo pre e postnatale, il sostegno psicologico alla donna che lo richiede durante il travaglio ed il parto, i percorsi di accompagnamento alla nascita e alla genitorialità ed infine la formazione degli operatori e i tirocini postlaurea e durante la specializzazione in psicoterapia per giovani psicologhe che vogliono approfondire questi temi. Fornire assistenza psicologica nel reparto significa fondamentalmente lavorare in un setting che non è familiare alla pratica psicoterapeutica perché i luoghi di lavoro sono molteplici, quali il letto della donna, il corridoio o la stanza travaglio, la sala parto o la sala operatoria. Individuare precocemente la predisposizione o l’eventuale comparsa di alcuni disturbi, permette una presa in carico precoce, attraverso un trattamento psicoterapeutico durante la gravidanza (o il puerperio), con tempi d’intervento e di cura, estremamente più rapidi, vista la contingenza della donna. Gli strumenti terapeutici principali rimangono l’ascolto, il sostegno e lo sviluppo di consapevolezza su competenze già presenti o da acquisire. Come psicoterapeuta cognitivo comportamentale lavoro molto su un trattamento strutturato che offre alla mamma un intervento efficace sia per se stessa che per la relazione madre-bambino, coinvolgendo la figura del papà e promuovendo la rete familiare e sociale.
Il mio obiettivo primario durante i percorsi di accompagnamento alla nascita e alla genitorialità è offrire un’occasione di incontro per le mamme e i papà per promuovere la consapevolezza delle proprie competenze genitoriali attraverso il confronto dei propri pensieri e delle proprie emozioni nel gruppo. E' importante sottolineare come i percorsi di accompagnamento, rappresentano per me un osservatorio psicologico privilegiato dell’ultimo trimestre di gravidanza, per individuare alcune situazioni a rischio psicologico e per offrire eventuale supporto terapeutico. Inoltre il successivo incontro del gruppo programmato nel postpartum offre la possibilità di confrontare i vari vissuti delle mamme e identificare eventuali disagi.

Per il sostegno in reparto al lutto perinatale ho proposto delle linee guida di riferimento aderendo al protocollo suggerito dalla letteratura internazionale sulla morte pretermine, che sostengono gli operatori durante tutto il percorso che la mamma deve compiere per dare alla luce il suo bambino. I genitori dal momento dell’entrata in reparto e dalla successiva diagnosi sono adeguatamente accolti dal personale sanitario che provvede a chiamarmi. Il mio ruolo come psicologa è il sostegno immediato della coppia rispetto alla diagnosi di morte, e di successiva informazione di entrambi o solo il padre, del percorso che dovranno affrontare. Qualora la madre lo desideri, assicuro la mia presenza durante il travaglio e il parto, in sala parto o in sala operatoria. I tempi psicologici durante la gestione di un lutto perinatale sono veloci ma durano un’eternità, da qui la necessità di essere costantemente formati ad accogliere, lavorare,  accettare e riconoscere le dinamiche psicologiche che si attivano a contatto della morte, in particolare di un bimbo.

Che tipo di supporto hai (o non hai) ricevuto quando sei ri-nata mamma?
Come mamma di cielo e di terra ho conosciuto l’assenza del sostegno soprattutto nelle prime gravidanze, banco di prova di una maternità molto “studiata” ma scarsamente sostenuta e accompagnata. E tutto questo ha fatto nascere in me il bisogno di rispondere ai bisogni delle mamme e dei papà, ecco perché 4 anni fa ho ideato e fondato grazie alla collaborazione di meravigliose donne, mamme e professioniste l’Associazione Culturale MammacheMamme, una realtà a servizio delle famiglie del territorio dal preconcepimento in poi. L’ associazione nasce dalle nostre personali esperienze ed esigenze di madri, dal bisogno di rompere l‛isolamento in cui ci si trova a vivere, molte volte, in questo importante momento di vita e dal desiderio di costruire spazi di confronto e socializzazione, in cui crescere come persone e come genitori.
Partiamo dal presupposto che ogni madre ha necessità di essere curata per poter curare, accudita per poter accudire, incoraggiata per poter infondere sicurezza al proprio bambino.
Puntiamo, pertanto, a costruire questa rete, per diventare un punto di riferimento per le famiglie, dal pre-concepimento in poi.

Perché secondo la tua esperienza personale e professionale è importante sostenere le mamme?
Noi operatori che abbiamo il privilegio di accompagnare l’evento nascita e la genitorialità abbiamo il dovere di nutrire di consapevolezza il potere e il sapere già presente nella coppia genitoriale. Per fare questo, è necessario che l’operatore abbia lavorato sul suo sapere e a prescindere dal suo vissuto personale, imparato a vedere la coppia come custode di grandi risorse e possibilità; che abbia accettato i propri limiti nella sua storia e che conosca i confini di intervento ricordando a se stesso il proprio ruolo e i propri strumenti.
L’ascolto, l’accoglienza, il sostegno, il silenzio e la conoscenza del potere della coppia permette questo passaggio nutriente che conferisce ai mesi di endogestazione un valore educativo e di crescita per promuovere salute e benessere psicofisico.

Una rete di supporto funzionale quali caratteristiche, servizi e modalità dovrebbe avere?
Dovrebbe innanzitutto esserci e abbracciare in maniera trasversale i neogenitori sintonizzandosi sui bisogni quotidiani. Per fare questo è necessario imparare ad ascoltare davvero, non fornendo soluzioni precostituite, ma sollecitando le risorse e le competenze, di cui spesso, noi genitori, siamo portatori sani e inconsapevoli. Dovrebbe realizzare intorno ad ogni neogenitore quella rete di sostegno tanto citata, ma ahimè scarsamente presente e funzionale attraverso azioni concrete e contestualizzate. Come associazione presente sul territorio, proponiamo ogni mese una serie di attività di promozione e sostegno alle famiglie, oltre il lavoro quotidiano attraverso la pagina di facebook, il nostro sito e la creazione di gruppi di supporto online facilitati da psicologhe e mamme adeguatamente formate per fornire il sostegno alla pari. Il nostro motto è “Per allevare un bambino (ma anche una mamma e un papà)  ci vuole un intero villaggio”, ecco noi vogliamo essere quel villaggio, ogni giorno,  promuovendo sostegno e salute.

#SosteniamoLeMamme: cosa ti sentiresti di dire alle mamme che stanno per affrontare lo tsunami emotivo della maternità?
Direi che sono davvero coraggiose ad intraprendere questa avventura che ci fa ri-nascere come donne,  e che ci trasforma in mamme senza snaturare la nostra natura. Ogni donna è portatrice sana di una diversità che rende il cammino verso la maternità, un percorso unico e scarsamente replicabile perché racconta di noi, della nostra storia e delle nostre radici. E ci ricorda il significato del prendersi cura, elemento essenziale da cui partire. Perché non possiamo prenderci cura del nostro bambino, se non iniziamo a prenderci cura di noi.
Come donne e mamme impariamo a chiedere aiuto e sostegno per sostenerci e per imparare a sostenere.

M. Cecilia Gioia, Phd, Psicologa-psicoterapeuta
Responsabile Ambulatorio Benessere Psicofisico della Donna, 
Casa di Cura Sacro Cuore (IGreco Ospedali Riuniti)

#SosteniamoLeMamme: facciamo Rete!

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I disturbi dell'umore nel Postpartum colpiscono 1 donna su 7 a livello mondiale eppure, ancora oggi, se ne parla poco. 
O peggio, lo si fa quando terribili eventi di cronaca riportano all'attenzione l'importanza di un tema fondamentale come il benessere psicofisico di mamma e bambino.
Quando una neomamma arriva a compiere il gesto estremo di togliere la vita a se stessa o al suo piccolo ci si chiede cosa le sia "scattato" nella mente per arrivare a tanto.
E la si giudica, spesso.
"Solo una pazza può fare una cosa del genere!"
"Certa gente non dovrebbe fare figli!"
"Cosa pensava? Non lo sapeva a cosa andava incontro?"
"Doveva pensarci prima!"
"Cosa le mancava per essere felice?"

Nella maggioranza dei casi nessuno sembra accorgersi di nulla prima della tragedia. 
Come mai?
Ignoranza.
Le persone ignorano quali siano i sintomi da tenere sotto controllo.
Ignorano la portata delle emozioni ambivalenti che prova una donna dopo il parto.
Ignorano la fatica dandola per scontata. Ma un cambiamento come quello che comporta la ri-nascita di una madre non può e non deve essere ignorato.

In primis dai professionisti che si prendono cura della persona e che dovrebbero avere a cuore il suo benessere, non solo da un punto di vista fisico ma anche psicologico.
Anche i familiari devono essere adeguatamente preparati a riconoscere i segnali che possono predire un malessere che va tenuto sotto controllo e, nel caso, segnalato.
E infine le donne, nella preparazione alla loro ri-nascita, devono essere informate rispetto ai cambiamenti fisici ed emotivi che si troveranno ad affrontare e accompagnate nella costruzione di una rete di supporto che possa sostenerle al meglio.

#SosteniamoLeMamme è un progetto che mira anche questo, a creare una Rete di professionisti, strutture, gruppi, associazioni che si occupano di supportare le mamme nel loro processo di ri-nascita che esistono già sul territorio ma di cui si parla troppo poco.

Decine di madri ci hanno scritto per avere riferimenti sul territorio a cui fare riferimento in caso di bisogno e troppo spesso non abbiamo avuto una risposta concreta da fornire, o perché non c'erano strutture vicine o perché non ne avevamo notizia.

Il lavoro da fare per sostenere le mamme è ancora molto ma da qualche parte bisogna cominciare.
Noi partiamo da qui:

chiediamo a tutti i professionisti, associazioni, gruppi di supporto che organizzano attività a sostegno delle madri nel periodo perinatale di compilare questo breve questionario per entrare a far parte della nostra rete di contatti.

Segnaleremo i vostri recapiti alle mamme che ne faranno richiesta.
Non è previsto il pagamento di nessuna quota, né affiliazioni varie.
Perché lo facciamo?
Perché #SosteniamoLeMamme da anni e crediamo fortemente che insieme possiamo fare molto.




#SosteniamoLeMamme: l'importanza del desiderio - Luisa Musto, Strada per un Sogno ONLUS

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Come fondatrice dell’Associazione Strada per un Sogno Onlus, ci potresti descrivere in cosa consiste il vostro lavoro di supporto alla maternità?
Strada per un sogno ONLUS segue tutte le persone che ricevono una diagnosi di infertilità e sono costrette, se vogliono diventare genitori, a farsi aiutare dalla scienza. La stragrande maggioranza deve affrontare il percorso della fecondazione assistita. Molto spesso tra il momento in cui queste persone decidono di mettere al mondo un figlio e quello in cui ci riescono passa tanto tempo, a volte anni. Anni in cui questo figlio è sognato, inseguito, sperato. Anni in cui c’è un susseguirsi di sentimenti contrastanti che si agitano nel cuore di questi aspiranti genitori. Anni in cui si è “già genitori” pur non essendolo ancora fisicamente. Questa mancanza è assolutamente “lacerante” e isola tantissimo chi la subisce, anche perché ovviamente il resto del mondo vive normalmente nonostante noi. Si finisce in molti casi per nascondersi, vergognarsi, sentirsi difettosi.
Noi cerchiamo di intervenire su molteplici fronti. Ci occupiamo di dare un supporto informativo organizzando incontri gratuiti con esperti del settore, un sostegno emotivo attraverso un Forum molto frequentato e attivo dal 2010 e la nostra partecipazione ai social e un aiuto economico dove possiamo, cercando di sensibilizzare i centri a praticare agevolazioni a chi si rivolge loro per i trattamenti.
Cerchiamo anche di partecipare alle battaglie per i diritti dei pazienti infertili, facendoci portavoce delle loro esigenze.
Le famiglie che abbiamo contribuito a formare rimangono poi fedeli al nostro progetto e questo crea una rete di solidarietà che funziona. Ad oggi ci chiamano “zie” quasi 700 bambini. Una soddisfazione enorme che si rinnova continuamente.

Che tipo di supporto hai (o non hai) ricevuto quando sei ri-nata mamma?
Io sono stata fortunata perché il consultorio della mia zona contava uno staff molto valido, che già per la mia prima gravidanza mi ha consentito di avere informazioni e supporto.
Ho avuto per mia buona sorte due splendide gravidanze, nella seconda essendo già mamma ho forse potuto assaporare di più la bellezza dei miei nove mesi di attesa.  La prima volta, venendo da un percorso di PMA lungo e travagliato (ho avuto purtroppo anche un aborto), l’ho vissuta con maggiore ansia.
Anche in ospedale sono stata ben seguita, l’allattamento è partito subito e senza problemi, per cui sono tutti bei ricordi. Il mio pensiero però va a chi non ha queste fortune e si sente sola e poco capita.
Come nel mondo della fecondazione assistita, anche qui c’è molto lavoro da fare.

Perché secondo la tua esperienza è importante sostenere le mamme?
Diventare mamma è un progetto totalizzante, che per quanto lo si immagini, lo si desideri e lo si sogni è sempre “più forte” di quel che si era creduto. Nel bene e nel male, perché è anche un qualcosa che impegna fisicamente, stravolge emotivamente, mette a nudo i nostri sentimenti.
Le mamme che diventano tali grazie alla pma hanno inoltre i loro “anni di desiderio” che secondo tutti gli altri dovrebbero impedire di sentire fatica, inadeguatezza, paure. E invece tutte le donne, chi più chi meno, hanno di questi sentimenti. A volte si sentono “troppo”, altre “troppo poco”.
“Ma non era quello che volevi?”
“Lo hai tanto desiderato e adesso che fai, ti deprimi?”
“Ora non fare che siccome hai faticato per averlo questo figlio lo vizi”
Sono tutte frasi che risuonano spesso nelle orecchie di queste donne, è successo anche a me. Questo può creare davvero un vortice pericoloso, perché magari non si confessa il proprio disagio per la vergogna, dopo aver percorso questa strada, di sembrare quasi irriconoscenti ad avercela fatta.
Riuscire a sentirsi “mamme come tutte le altre” può diventare un processo difficile. Anche per questo è importante che queste donne non si sentano sole.

Una rete di supporto funzionale quali caratteristiche, servizi e modalità dovrebbe avere?
Del prima si parla assai poco. In Italia molte coppie hanno difficoltà di concepimento. Molte sono sterili. I medici di famiglia e i ginecologi di base, quelli che non si occupano di infertilità per capirci, sono spesso disinformati e non riescono a dare indicazioni precise. Servirebbero punti di informazione gratuita e mirata, che consenta di perdere meno tempo possibile. Il tempo in questi casi è spesso preziosissimo, l’età materna è una discriminante importante. Si pensa che questi temi siano slegati da un discorso unico che riguarda la maternità, ma non è così. L’infertilità è una delle facce della medaglia.
Ci sono argomenti poi che sono veramente “nevralgici” e sono comuni a tutte le gravidanze, da pma o naturali che siano, come allattamento, ripresa dopo il parto di una vita normale anche intima, bisogno di confronto con persone che vivono la stessa avventura meravigliosa che viviamo noi. Tanto per iniziare.
Sono tutte aree di intervento che ovviamente aprono un mondo.

"Le gravidanze PMA sono sogni a lungo cullati nel cuore". Strada per un Sogno Onlus svolge un lavoro importantissimo per sostenere le mamme a ri-nascere. In che modo, tutti noi, possiamo fare la nostra parte per sostenere queste famiglie?
Fino a che si è in corsa si vive col tempo scandito dalle tabelle di marcia che ci dettano i medici, quelli che ci seguono. Analisi, esami, farmaci, orari, tutto è rigorosamente incasellato. Mi ricordo che mettevo le mie medicine in un foglio excel e coloravo le caselline man mano. Tutto preciso e catalogato.
In tutto questo forse si perde una cosa fondamentale: pur con la mediazione di medici, biologi, infermieri, donatori se si fa eterologa, si sta facendo un qualcosa di primordiale e meraviglioso: si sta accogliendo un figlio, si sta iniziando un rapporto che sarà per la vita, ci si sta innamorando di un amore viscerale. Forse questa parte, orientate al risultato come siamo costrette ad essere, si dimentica. Dovrebbe essere sviluppata una rete di supporto psicologico che permetta di recuperarla. Sia durante il percorso che dopo, durante una gravidanza che spesso non ci permettiamo di vivere appieno, nel terrore di perderla.
Quello della fecondazione assistita inoltre è un percorso spesso duro, che porta anche la coppia a livelli di tensione che possono diventare insopportabili. Aiutare i partner a non interrompere il loro dialogo è fondamentale.
Così come è fondamentale aiutare queste donne a sentirsi “semplicemente mamme”, con le paure e le ansie che normalmente hanno le mamme, senza dover essere super donne che nulla più temono.

Aumentando infine il numero delle nostre famiglie, che nel tempo per fortuna cresce sempre più e che noi non vogliamo assolutamente abbandonare una volta raggiunto il sogno, è molto importante che si crei una rete che interagisca con noi nella difesa di questi traguardi faticosamente conquistati.


Luisa Musto, Strada per un Sogno ONLUS
stradaperunsognonlus.it

#SosteniamoLeMamme: l'importanza del sostegno reciproco - Silvia Del Bello, Doula

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Ci potresti descrivere di cosa ti occupi a livello professionale e in cosa consiste il tuo lavoro di supporto alla maternità?
Sono una Doula (nome di origine greca: “far da madre alla madre”) e sto accanto alla mamma e ai membri della nuova famiglia sostenendoli  a livello pratico, emotivo e spirituale dal concepimento al primo anno di vita del bimbo e lavoro in tutte le Marche, quando è possibile.
Sono socia dell’associazione “Un Caldo Abbraccio” di Osimo (Ancona) composta da mamme-professioniste che si occupano della nascita e della genitorialità nel rispetto dei principi dell’attaccamento parentale attraverso la pratica di una nascita  naturale, del babywearing, del massaggio, dell’allattamento prolungato , del co-sleeping e della non-violenza.
Oltre ad essere una doula sono anche un’educatrice professionale, per cui utilizzo la mia decennale esperienza sul piano educativo  per affiancare i genitori nel crescere, ascoltare ed amare i propri figli, rispettando le esigenze di ognuno.
Inoltre, grazie alla continua formazione personale, intraprendo con la famiglia un vero e proprio viaggio di consapevolezza attraverso l’utilizzo di visualizzazioni, di varie espressioni artistiche, della comico terapia, del massaggio, dell’equilibrio dei quattro elementi  e… Ciò che conta veramente per me è che  siano loro a scegliere liberamente e coscientemente ogni passo,  sin dal primo istante in cui decidono di dare alla luce un bambino.
Non ho competenze mediche ed è per questo che collaboro con l’equipe medica, quando necessario, e con altre figure para-mediche per dare maggiore supporto alla famiglia.
Spesso è chi mi chiama a darmi il ruolo di cui ha bisogno e quasi sempre capita che, una volta istaurata la fiducia reciproca, il nostro rapporto cambi e mi ritrovo ad avere più ruoli contemporaneamente!
Ad esempio mi può accadere che durante un incontro con una mamma in gravidanza facciamo  una visualizzazione del bimbo,  un massaggio dove lei desidera, due parole  sui suoi dubbi o paure di fronte ad una tazza di thè e poi le vado a fare la spesa o vado al parco con l’altro bimbo, mentre lei fa una doccia.

Che tipo di supporto hai (o non hai) ricevuto quando sei ri-nata mamma?
Ho due figli ed entrambi sono nati in casa con la presenza di una grande donna e ostetrica privata, Emanuela Banchetti e del loro babbo. In entrambe le gravidanze, inoltre, ho scelto di chiedere sostegno prima, durante e dopo il parto a mia sorella e ad alcune mie amiche. In base alla loro competenze e alle loro passioni ognuna mi è stata accanto durante i vari momenti.
Il supporto pratico poi non mi è certo mancato da parte dei miei genitori e dei miei suoceri.

Perché secondo la tua esperienza personale e professionale è importante sostenere le mamme?
Durante la gravidanza, il parto e la nascita di un figlio, viviamo una grande rinascita; improvvisamente ci ritroviamo ad essere genitori e non più figli.
Questa trasformazione crea una miriade di emozioni e sentimenti contrastanti che spesso vengono sommersi dalle parole e dai consigli egli esperti.
Sono fermamente convinta che l’unica verità sia quella che si nasconde dentro di noi e che ognuno, in fondo, sappia come affrontare questa nuova situazione, ma spesso ce ne dimentichiamo, presi dalla novità e dall’insicurezza.
Le figure di sostegno, come la doula, possono starci accanto in questo percorso  di crescita aiutandoci a ritrovare il nostro centro e la nostra forza, oltre che il nostro spazio.

Una rete di supporto funzionale quali caratteristiche, servizi e modalità dovrebbe avere?
Innanzitutto dovrebbe essere composto da vari professionisti interpellabili per ogni più svariata esigenza, raggiungibili grazie ad un portale e al passa parola.
Poi dovrebbe creare incontri di scambio e di confronto tra le varie famiglie, sulle tematiche inerenti alla nascita e alla crescita dei figli  in modo da evitare la solitudine che spesso si vive  in questi momenti.

#SosteniamoLeMamme: cosa possiamo fare per trasformare questo slogan in realtà?
Basterebbe divulgare il più possibile queste figure di sostegno con i vari mezzi di comunicazione, facendo pubblicità dai pediatri, nelle farmacie, dai medici di base, nei portali, nei social e nelle riviste delle mamme e quindi dimostrare che la possibilità di essere sostenute esiste davvero!

E soprattutto direi  #sosteniamocil’unl’altra



Silvia Del Bello, Doula
inviaggioconladoula.jimdo.com

#SosteniamoLeMamme: l'importanza della rete - Elena, Counselor e Formatrice

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Come counselor e formatrice ci potresti descrivere di cosa ti occupi a livello professionale e in cosa consiste il tuo lavoro di supporto alla maternità?
Mi occupo di dare ascolto e sostegno alle donne che affrontano il delicato periodo del pre e post partum, con sedute di counseling anche al proprio domicilio, in un setting quindi intimo, familiare e vicino al proprio bambino ed ai propri cari.
Da formatrice invece mi occupo di offrire consulenza e pacchetti formativi ad operatori nell’ambito della maternità (puericultrici, ostetriche, doule, educatrici prenatali, ginecologhe) su una comunicazione più empatica ed efficace con le donne in maternità.

Che tipo di supporto hai (o non hai) ricevuto quando sei ri-nata mamma?
Fondamentale per me è stata la rete di Amiche (con la A maiuscola) mamme che s’è creata con il corso pre-parto.
Da ormai più di due anni ci sosteniamo a vicenda giorno per giorno, per lo più attraverso i social ed i messaggi WhatsApp. Loro sono state molto utili ad affrontare gli ultimi mesi di gravidanza (caratterizzati purtroppo da un fresco lutto in famiglia) ed i primi giorni del puerperio.
Insieme abbiamo affrontato le difficoltà e le paure dei primi mesi (allattamento, prime malattie, notti insonni…) fino a ritrovarci in questo periodo a festeggiare l’arrivo dei fratellini dei nostri primogeniti.
La Solidarietà Femminile esiste…non ci credevo fino ad allora ma grazie a loro ne sono ora fortemente convinta!

Perché secondo la tua esperienza personale e professionale è importante sostenere le mamme?
Perché al giorno d’oggi, le mamme si ritrovano sempre più sole, fagocitate da una vita quotidiana assai frenetica e le famiglie attuali sono molto più ristrette rispetto a quelle delle nostre madri/nonne.
Gli aiuti provengono spesso da tate straniere ma talvolta neanche quelle perché molte neomamme, rimaste senza lavoro, si ritrovano a dover fare tutto da sole, tutto il giorno, con un piccolo frugoletto da gestire.
Molto utile è il Web che unisce ed è fonte inesauribile di informazioni, l’importante però è riuscire a selezionare bene.

Una rete di supporto funzionale quali caratteristiche, servizi e modalità dovrebbe avere?
Dovrebbe essere gestita da persone competenti (la buona volontà non basta anche se serve) nel campo delle relazioni d’aiuto: la maternità è un mondo complesso e delicato che porta con sé un bagaglio enorme di emozioni che bisogna saper gestire con professionalità ma anche empatia ed accettazione positiva incondizionata ed autentica. Fondamentale è la presenza di un supporto di rete qualificato per affrontare ogni caso in maniera adeguata.

#SosteniamoLeMamme: in che modo possiamo farlo tutti?
Semplicemente imparando TUTTI ad mettere un po’ da parte il giudizio.
Una mamma, esperta o meno non ha bisogno né di consigli né di valutazioni sul proprio modo di essere donna e genitrice. Ha bisogno di ascolto, pazienza, sorrisi, abbracci e magari qualcuno che prenda al posto suo il ferro da stiro o la roba da mettere in lavatrice. ;-)


Elena Maria Russo, Counselor, Formatrice del Metodo Gordon e Educatrice Professionale
elenamariarusso.com
elenamaria.russo@gmail.com
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