yes
no
6/mamme/slider
no
Image and video hosting by TinyPic

Allattare non è solo alimentare

5 commenti
 Mamma = Mammifero: tutti i mammiferi dopo il parto producono latte per alimentare i propri cuccioli. Il nostro corpo produce latte, tutti i corpi femminili producono latte, ma i nostri corpi sono fatti anche di anima e testa e se una donna non riesce ad allattare ci sono ragioni importanti che comunemente si ritrovano in questioni emozionali e non fisiche.
La mancanza di sostegno e d’informazioni adeguate o d’informazioni contrastanti può impedire al latte di fluire.
Spesso succede ancora in ospedale, dove le madri ricevono le primissime informazioni: “con quei capezzoli non potrai mai allattare”, “attaccalo cinque minuti per seno”, “non è capace di attaccarlo le faccio vedere io come deve fare”, “non vede che così lo fa morir di fame”!
Tutti questi consigli nella maggior parte dei casi non richiesti, non aiutano nessuna mamma, si trasformano in un senso di fallimento, di rabbia: ma come, tutte possono allattare ed io no? Non sono una brava mamma?
A casa poi ci si sente sole, ci si sente sopraffatte da tutto questo, il bambino piange ed io non ho latte perché altrimenti non piangerebbe. E allora arriva l’aggiuntina, “magari la sera così dorme di più e lei può riposare Signora”. E aggiuntina dopo aggiuntina l’allattamento al seno finisce.
Ibu Robin Lim dice “una donna che non ha allattato è una donna che è stata lasciata sola”: allattare non sempre è facile, non sempre è poesia, non sempre è uno scorrere placido, ma gli intoppi, le crisi si possono superare con le informazioni corrette e il giusto sostegno.
Siamo abituate a ragionare, ma forse siamo più stupide di quello che crediamo e ci complichiamo la vita negando i nostri istinti; alle mamme si dovrebbe ricordare ancora in gravidanza, che allattare non è solo alimentare, non è orari o bilance, che il latte materno non è solo alimento, ma è amore, comunicazione, appoggio, calore, accoglimento.
Per molti questa è retorica, ma solo così può funzionare l’allattamento; solo ponendoci in ascolto del nostro bambino, solo tenendolo accanto a noi, annusandolo, continuando a essere un tutt’uno con il lui, trascurando tutto il resto: questo non significa trasformarsi in mucche o fattrici, ma prestare attenzione solo al miracolo che noi stesse abbiamo creato.
E quando arriva l’intoppo, la difficoltà ricordiamoci che la parola d’ordine è pazienza, restiamo con il nostro bambino, non separiamoci da lui, limitiamo le interferenze non richieste, piuttosto creiamoci una rete di sostegno e cerchiamo la condivisione di queste esperienze. Cerchiamo i gruppi di sostegno, le associazioni che si occupano di allattamento e chiediamo.
E se poi non fa per me? Una collega, ma soprattutto una cara amica mi ricorda sempre che tutte le donne possono allattare, ma allattare non è per tutte le donne.


Doula – Consulente Allattamento IBCLC Georgia



Potete trovare aiuto e informazioni sull’allattamento:





 Immagine presa qui

author profile image
Abdelghafour

Lorem Ipsum is simply dummy text of the printing and typesetting industry. Lorem Ipsum has been the industry's standard dummy text ever since the 1500s, when an unknown printer took a galley of type and scrambled it to make a type specimen book.

5 commenti

  1. L'allattamento è molto importante per mamam e bimbo, ma, secondo me, non bisogna calcare troppo la mano sul fatto che sia indispensabile. Dalle mie parti l'allattamento al seno è promosso tantissimo sia dai corsi pre e post parto che all'ospedale che da alcune associazioni, ma forse tutto questo parlarne è troppo, anche perchè, se poi una mamma ha problemi, forse potrebbe sentirsi inadeguata e cadere in depressione. Il latte materno è il miglior nutrimento e l'allattamento rinforza il legame con la mamma, ma è tutto solo un di più. I bambini si nutrono bene anche con il latta artificiale e non è che un bimbo non allattato al seno sia meno legato alla madre. Io ho allattato al seno e ne sono stata felice, ma ho passato il primo mese tra difficoltà e problemi, e nessuno me ne aveva mai parlato. Secondo me sarebbe bene dire alle mamme: guardate che potreste avere infiammazione ai capezzoli, ragadi, sentirete male quando il bambino mangia (almeno per i primi giorni), ingorghi o mastiti, ma non demordete, tutto passa. Invece dei problemi non se ne parla mai, delle difficoltà che quasi tutte le mamme incontrano e che, spesso, o ignoravano o conoscevano appena. Quindi dico io: perchè tacere tutto? Sarà che io sono una che preferisce sapere sempre l'aspetto bello e quello brutto di ogni cosa, ma la seconda notte in ospedale, quando Sergio mi faceva piangere dal dolore e io non riuscivo ad attaccarlo, mi sono sentita davvero inadeguata ed ho seriamente pensato al latte artificiale. Poi il momento è passato e l'ho allattato felicemente ed esclusivamente per quasi 6 mesi.
    Tirando le somme: diciamo alle mamme quello che le aspetta, sia nel bene che nel male, perchè spesso tutto questo parlare di allattamento e della sua necessità lo fa sembrare troppo facile, mentre a volte l'inizio non è dei migliori. Io dico che, se una mamma sa che potrebbe avere delle difficoltà, partirà più motivata perchè, ritrovarsi in mezzo a problemi che non sapevi di poter avere, ti fa sentire in qualche modo 'sbagliata', mentre invece è tutto normale, tutto segue il suo corso, è una fase che passerà e presto allatterai con una naturalezza spiazzante.

    RispondiElimina
  2. bellissimo pot cara. Le reti sono indispensabili e non sempre presenti, in ospedale è una lotta contro le informazioni scorrette date da chi non è preparato, o addirittura ancora contro l'aggiunta "a priori" da parte dei pediatri, e se dici di dare soluzione glucosata se la mamma sta male per darle tregua non ti credono.Se dici che le prime ventiquattro ore bastano pochissime gocce di latte, non ti credono. Perchè spesso accanto ci sono le nonne. figlie dell'allattamento artificile pubblicizzato così tanto negli anni 70.Le doule dovrebbero esserci ovunque, perchè le puericultrici (orale infermiere pediatriche) hanno solo poche ore per stimolare una madre ad allattare. Purtroppo le carenze nel nostro paese sono ancora tantissime

    RispondiElimina
  3. @serena: sono d'accordo con te, e ci vorrebbe anche la collaborazione dei ginecologi in fase si gestazione , perchè a volte basterebbe l'uso preventivo di creme emollienti per i capezzoli, e soprattutto far capire che l'uso dei ciucci vari è controproducente. Ma credimi, nulla è più difficile, visto che a volte l'impressione è di avere davanti diverse fazioni religiose, per l'operatore diventa davvero difficile.

    RispondiElimina
  4. Bel post, Georgia.
    Sono contenta che si cominci a dare informazioni concrete su questo sito!

    RispondiElimina
  5. La rete di sostegno è essenziale, secondo me. Sono felicemente allattante (e a tutto spiano, aggiungerei :D) perchè mi sono intestardita e sono andata a cercarmi altre mamme con esperienza invece che ascoltare i soliti consigli di giunta e orari di un pediatra scarso. Nel mio caso ha fatto anche molto l'esempio, dato che ho ricordi molto nitidi di mio fratello allattato da mia mamma. Se c'era riuscita lei, perchè non avrei dovuto riuscirci anch'io? E infatti :D

    Quello che vorrei fare ora è restituire un po' di quanto ricevuto.

    RispondiElimina

Ti va di parlarne?

no