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Allattare: sì, no, forse…. L’importanza del corretto supporto degli esperti del settore

12 commenti
 Ho visto in questi giorni uno scatenarsi di polemiche sull’allattamento..e così ho sentito di voler dire la mia, dato che anche per me è parte integrante del lavoro sostenere le neomamme in questo aspetto…
Allattare… Innato? Da imparare? È un obbligo?
Gira su Facebook un post, messo su da una mamma e proposto da una categoria, in cui si propone di denunciare chiunque suggerisca ad una neomamma una marca di latte artificiale.
Se è vietato dalla legge, un motivo ci sarà.
Senz’altro l’obbiettivo di questa iniziativa è boicottare tutti quelli che non sostengono l’allattamento al seno, puntando sul business del latte in polvere e abbandonando la mamma, peggio ancora guadagnandoci, anziché sostenerla in questa magnifica avventura. E questo mi pare condivisibile senza dubbi.
Ma mi domando se tali iniziative risolvano il problema.
Per curare sul serio una malattia, non si agisce sui sintomi ma sulle cause.
Così per la mentalità dell’allattamento: prendere di mira l’ultimo anello della catena non so quanto serva, se poi non c’è stata la formazione prima.
Vietare a chiunque di parlare di artificiale potrebbe essere da valutare se e solo se le mamme siano state sicuramente formate, istruite, sostenute, se abbiano sostegno a casa, se siamo sicuri che ci sia latte in abbondanza e…se lo vogliono davvero. Ce lo siamo mai chiesto?
Credo sia fondamentale non dimenticare mai questo aspetto.
Anche nel mio sito, dove ho pubblicato una dispensa specifica sull’argomento, ho usato questa metafora: l’allattamento è una meravigliosa storia d’amore.
Tra mamma e bambino.
Dipende esclusivamente da loro due: ne sono i protagonisti assoluti e tutti, ma proprio tutti gli altri, professionisti compresi, sono attori sullo sfondo che possono dare consigli e niente più.
Senza indurre sensi di colpa, senza recriminazioni. Senza imporre la propria volontà, anche se ben formata professionalmente.
Un cucciolo di una mamma che “distribuisce latte” ma che è sfinita, si sente nervosa o in colpa, perché fa “quello che deve fare perché l’ha detto qualcun altro” beh…se ne fa poco o niente.
O un piccolo che per tanti motivi (una nascita prematura, una condizione di salute particolare) si sia abituato al biberon e non vuol saperne del seno?
Non è forse giusto rispettare le volontà di queste due persone, che hanno il diritto di dire “non ce la faccio, non mi va, non ho risorse in questo momento per questo percorso?”
Pensiamoci.
Anche i bambini hanno la loro volontà. O i loro problemi.
Un frenulo corto, una fisiologia del seno particolare, una condizione di salute o psicologica, seppur transitoria, possono essere di ostacolo a un buon avvio.
Il compito di un professionista serio è dare le corrette informazioni, sostenere la mamma, incoraggiarla, illustrare vantaggi e limiti di tante scelte…avendo rispetto delle sue idee, limiti, risorse.
Basta con le mamme che piangono perché sedicenti esperti hanno detto loro che se il bambino non prende il latte materno quasi sicuramente sarà vittima della sids.
Basta con terroriste dell’allattamento che si rivolgono a una mamma che nonostante una piccola giunta iniziale ha allattato notte e giorno nove mesi dicendole “Certo, per quel poco latte che tuo figlio ha preso…”
Basta sentire che un piccolo non prenderà mai più il seno perché la mamma una volta, disperata, gli ha dato il ciuccio per dormire un’ora.
Basta.
Se alla base di qualsiasi dichiarazione ci sono delle verità più o meno discutibili, l’intelligenza, il buon senso e il tatto di chi le filtra, rendendo una minaccia un dolce consiglio, trasforma un buon servizio di sostegno nell’ennesima campana che la mamma deve subire, che la stordisce e la svilisce.
Non sarà che le mamme dovranno difendersi anche da noi, esperti straripanti di nozioni ma poveri di empatia?
Sarebbe veramente una grave, grave sconfitta.


Dott.ssa Barbara Capponi
Psicologa Assistente Alla Maternità

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Abdelghafour

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12 commenti

  1. Bellissimo post: condivido pienamente tutto quello che la dott.ssa scrive. Ci troviamo assurdamente in una condizione in cui la neomamma è sottoposta ad una montagna di pressioni psicologiche, che, unite allo stress fisico post parto, sicuramente non aiutano. Io volevo allattare seriamente. Per 9 mesi mi sono informata il più possibile. Ero fermamente decisa che l'avrei fatto. E poi invece, dopo un mese e mezzo di tentativi continui, poppate infinite che duravano anche 24 ore, pianti e crisi di nervi, ho scelto di smettere e solo quando ho fatto pace col mio senso di colpa, sono diventata finalmente una madre. Ancora oggi però mi sento addosso gli sguardi pieni di critica di chi è convinto solo che io non mi sia impegnata e sacrificata abbastanza. Continuo a sostenere che l'allattamento al seno sia la cosa migliore. Quando però questo non comporta l'esaurimento nervoso della mamma, quando il latte c'è in abbondanza: io avevo il latte, ma la quantità non è MAI aumentata in tutto il tempo. Il bimbo piangeva di continuo, notte e giorno e quando mi sono rivolta ad una professionista esperta, mi sono sentita dire con arroganza: "io costo molto, mi chiami solo se è sicura che non vuole spendere soldi per l'artificiale", come se io avessi problemi ad allattare per una questione di soldi. Ci sarebbe molto da dire: intanto grazie di aver dato voce anche a questo argomento che sembra essere tabù. Silvia

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  2. Grazie a te cara Silvia per averci raccontato la tua esperienza. Sei stata molto brava a tentare con tenacia la strada dell'allattamento, ma a volte per una serie di motivi, non ultima la condizione di volontà o di salute o ancora di prematurità del bambino, non è possibile avviarla.
    Sei stata sfortunata ad aver trovato una professionista che non ti abbia ascoltata, e dici che anche oggi qualcuno ti guarda torvo perchè pensa che tu non ti sia impegnata....lasciali fare.
    Il tuo essere meravigliosamente mamma, come dimostrano che sei le tue parole e la tua storia, con le tue sofferenze, il tuo impegno, non può dipendere dal feedback degli altri...chiunque essi siano: professionisti, amiche, parenti, vicine di casa.
    L'unica misura di come stiano andando le cose è l'amore e la serenità tra mamma e bambino: non quanti litri di latte siano stati erogati.

    E allora avanti, orgogliosa di quanti sacrifici tu abbia messo nell'impegno di fare una cosa buona, ma ancora di più di quanto tu sia stata forte per te e per la tua creatura a tirare avanti in mezzo a tanta difficoltà.
    Un abbraccio

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  3. Bellissimo, questo post, Barbara.
    Mi auguro che in tanti lo leggano.....

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  4. Grazie a voi. Oltre a essere contenta dei vostri apprezzamenti ;), mi fa piacere vedere che questo modo di lavorare sia apprezzato. Credo davvero che tutti i professionisti debbano essere orgogliosi di essere a servizio delle mamme, rispettando i loro vissuti, limiti e decisioni,anche nell'allattamento al seno, che è di certo auspicabile, ma non deve diventare mai un incubo per nessuno.
    Grazie ancora a tutti e aproffitto per fare i miei auguri per Natale.

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  5. http://domodama.wordpress.com/2011/12/21/latte-di-mamma-prodotto-o-processo/

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  6. Faccio parte di un gruppo di sostegno all'allattamento, e siccome spesso veniamo additate come "talebane dell'allattamento", ho voluto condividere il tuo post sul nostro sito proprio perchè esprime chiaramente e in maniera completa la nostra filosofia di aiuto da mamma a mamma.
    Grazie Barbara!
    Erika
    Associazione di volontariato MammeAmiche
    www.mammeamiche.org

    http://www.mammeamiche.org/2011/12/allattare-si-no-forse…-l’importanza-del-corretto-supporto-degli-esperti-del-settore/

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  7. Grazie sia a Domodama che a Erika di MammeAmiche per essere passate di qua e per aver lasciato il link ai vostri splendidi progetti!
    Vi ricordo che se volete segnalare le iniziative che organizzate concretamente sul territorio a favore delle neo-mamme potete inviarmi una mail con le date e sarò ben felice di inserirle nell'Agenda del sito! A presto!

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  8. Grazie anche da parte mia per aver apprezzato l' articolo.
    sono felice che ci siano altri professionisti che condividano l'idea di supportare le mamme, e non di sostituirsi a loro nel meraviglioso viaggio che è la maternità.
    A presto!

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  9. Ciao mi chiamo Silvia e Sono l'autrice del blog www.missmaryblog.it, trovo questo post veramente interessante e finalmente VERO!!!io sono una forte sostenitrice dell'allattamento al seno, ho allattato il mio primo figlio e tutt' ora allatto la mia piccola di sette mesi e mezzo! Ho sl bisogno di un confronto, sul mio blog ho postato due articoli, uno sull'allattamento al seno e l'altro su quello artificiale, per il primo, hO semplicemente parlato della mia esperienza, mentre per il secondo hO cercato di non colpevolizzare nessuna mamma; sono cOnvinta che ogni mamma possa prendere la decisione migliore per lei ed il suo bimbo! In seguito ho ricevuto un commento sgradevole, che ha colpito me, in quanto blogget (anche se la persona ha semplicemente detto la sua opinione ovviamente diversa dalla mia), ma sopratutto me come mamma; scandalizzandosi del fatto che io a 10 mesi del mio primo figlio abbia deciso di smettere di allattarlo! Senza neanche chiedere il motivo, spesso le persone che lavorano nel settore danno giudizi troppo affrettati e sono convinta che spesso questo atteggiamento porta una neo mamma a sottovalutarsi e a non chiedere il giusto aiuto!
    Trovo questo post veramente utile e vi chiedo se posso linkarvi in uno dei miei prossimi articoli!!! Scusate per lo sfogo! Silvia

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  10. Ciao Silvia, benvenuta! Non devi assolutamente scusarti, questo spazio è nato proprio per permettere a tutte le mamme di 'sfogarsi' un po', condividere emozioni e informazioni attraverso il dialogo. Spesso, però, specie con argomenti 'caldi' come l'allattamento, si formano degli schieramenti che a volte fanno perdere di vista la cosa che più conta: la serenità della mamma e del bambino. Certo che puoi linkare il post, anzi, ci fa molto piacere contribuire allo scambio di opinioni che, quando espresse con modi rispettosi e costruttivi, non possono che arricchire reciprocamente. A presto!

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