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La nascita di una mamma: il prima e il dopo

5 commenti
Abbiamo stretto tra le mani il test di gravidanza positivo che ha cambiato per sempre il nostro futuro. Abbiamo trascorso i primi mesi di gravidanza a sperare che tutto andasse bene, a combattere contro la nausea, ad ascoltare il nostro corpo per decodificare ogni più piccolo segnale della sua presenza.
Abbiamo passato la seconda parte dell’attesa ad immaginare il suo viso, ad emozionarci per i suoi primi calcetti e a sognare come sarebbe stata la nostra vita insieme.
                           
Siamo state coccolate per 9 lunghissimi mesi da tutti: partner, familiari, amici e parenti. Ci siamo sentite importanti perché dentro di noi custodivamo un tesoro prezioso: una vita che cresceva millimetro dopo millimetro e un amore che si ingigantiva giorno dopo giorno.

Abbiamo avuto paura, da un lato, ma eravamo desiderose che la DPP si avvicinasse per abbracciare finalmente il nostro piccolo e cominciare la meravigliosa vita familiare che ci aspettava.

Sì, una vita meravigliosa come quella vista tante volte nei film, dove le mamme, subito dopo il parto sono già in perfetta forma e compiono il loro dovere come se fossero geneticamente programmate per farlo.
E vogliamo parlare delle copertine patinate dedicate alle neo-mamme dello spettacolo? Sì, anche noi ci siamo immaginate  felici e sorridenti come loro quando avremmo stretto tra le braccia il nostro piccolino.
Oppure, leggendo le tante riviste che si occupano della gravidanza, ci siamo convinte che l’istinto materno ci avrebbe guidato alla decodifica del linguaggio neonatale e, in quanto madri, saremmo state in grado di distinguere i singoli vagiti del nostro bambino associando ad ognuno di loro il bisogno corrispondente: fame, sonno, coliche, freddo, caldo.

Questo in teoria. La pratica è un’altra cosa.

Questo spazio vuole dare la possibilità a tutte le neo-mamme di parlare della pratica, di quello che succede una volta tornati a casa con il proprio bambino. Un’oasi  per accogliere quello che ogni mamma ha il diritto di urlare al mondo senza sentirsi un’aliena: difficoltà, desideri, necessità ma anche urla di gioia per ogni piccola conquista o lacrime di tristezza per le difficoltà che sembrano insormontabili. O, più semplicemente, un luogo in cui poter  leggere le esperienze di altre mamme che stanno attraversando lo stesso oceano emotivo o che l’hanno superato e che, anche indirettamente, possono lanciare un salvagente a cui aggrapparsi per raggiungere l’altra sponda. Perché la riva rappresenta la costruzione della relazione con il proprio bambino, che però non viene donata con il parto. Ci vuole pazienza, coraggio, forza e fiducia nelle proprie risorse. Quelle sì, le abbiamo. Ma gli ormoni impazziti, gli orari sballati, le priorità rovesciate le hanno nascoste per bene e noi non sappiamo dove andarle a cercare.
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Abdelghafour

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5 commenti

  1. donna incinta coccolata?? Per me non è stato affatto così...anzi mi dicevano spesso "non hai mica una malattia!" :(
    Mi sono arrangiata totalmente a farmi il trasloco, ho avuto il totale disinteresse da parte di mia mamma, mia sorella e mio fratello. Ho avuto un tentativo di cornificazione da parte di colui che avrebbe dovuto starmi più vicino...purtroppo gli è andato male e me lo sono venuti a dire...liti, pianti, arrabbiature. Io coccole non ne ho viste...invidia molta quella sia ma coccole niente!
    Poi mi aspettavo il mio bel parto...naturale con le contrazioni, le spinte...chiamare il mio compagno e dirgli "ci siamo!" ma non è stato così. Parto prematuro con cesareo per mancata induzione. :( Un mese e mezzo in anticipo...sensi di colpa a non finire. Per ben 4 giorni dopo il parto con 40 di febbre...impossibilitata a vedere la mia piccolina...sensi di colpa e paura anche li...il terrore...poi finalmente posso abbracciare quel minuscolo corpicino di 1830 gr...fare la marsupio terapia e recuperare il tempo perduto. 24 giorni in ospedale...avanti e indietro...in più alcuni mi facevano sentire una merda perchè "dovevo star attenta a non trascurare troppo il mio compagno!" facevo da mangiare anche per lui e considerato il suo grande aiuto e interessamento a me prima e dopo la gravidanza beh poteva anche arrangiarsi. In ospedale le infermiere e le dottoresse tutte eccezionali...addirittura l'Ospedale mi dava pranzo e cena e la possibilità di dormire in una camera a me riservata...davvero questa è una gran cosa.
    Ora a distanza di 4 mesi e mezzo la mia bambina sta benissimo....allatto al seno e ora pesa sui 6 kg. Ma ora arrivano tutti quei consigli di chi sa...sa cosa? Sa come farti sentire inadeguata, sa farti sentire una nullità, sa farti sentire sbagliata...proprio le persone che dovrebbero starti più vicine, coccolarti di più...macchè quelle son proprio le prime a puntarti il dito! :'(

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  2. Gioix quello che hai vissuto non deve essere stato facile da affrontare... Non solo la gravidanza ma anche il parto e il dopo devono averti messo davvero alla prova... Sei stata davvero coraggiosa e forte: la tua bambina ora sta benissimo, sei riuscita a nutrirla del tuo latte e la sua serenità e' la risposta migliore a qualsiasi consiglio NON richiesto. Roosvelt diceva: "Nessuno può farti sentire infelice se tu non glielo consenti", io credo che sia davvero una grande verità...

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  3. Sono d'accordo con Chiaraluce! Devi essere orgogliosa di te stessa! nonostante tutte queste difficoltà sei riuscita a farcela e così dovrai andare avanti, non farti mai abbattere! insegna alla tua piccola a essere come te.. vedrai avrà davanti una vita bellissima e ti darà tantissime soddisfazioni! Un bacio
    MArzia (fiorediluna)

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  4. Gioix77, anche se è passato un po' dal tuo post, quella da te descritta è una situazione che fa riflettere sempre e comunque.
    Vorrei dirti che sei stata una gran donna, a priori, senza conoscerti, e che di fronte a tanto egoismo la sola cosa che conta è la tua piccola creatura e te stessa, che devi trovare la forze e la serenità per trasmetterle al tuo bimbo, come solo le donne sanno fare.
    Ti parla una che il 26 novembre del 2011 ha partorito e che 12 giorni dopo ha perso la propria madre, ancora giovane.
    In casi così dolorosi, bisogna prendere a spallate la vita e emergere.
    Continua a lottare!
    Ivana

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