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Non voglio allattare!

70 commenti
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Avete appena partorito, e già di per sé non è stato idilliaco come ve lo aspettavate. Siete tornate a casa e volevate essere felici, ma non lo siete. E questo vi fa sentire in colpa. L’allattamento non è così semplice come immaginavate e questo vi rende tutto più difficile.
Perché non siete delle buone mamme?

La buona mamma non esiste. E’ un mito. Esiste la mamma che è aiutata e sorretta da una rete che le si forma accanto.
Spesso nella frenesia della vita quotidiana questa rete non si forma, e la mamma che già soffre di baby blues vede la situazione sfuggirle di mano e il castello incantato che aveva costruito attorno al bambino sgretolarsi.
Oggi c’è, fortunatamente, molta informazione riguardo alle cure da prestare al proprio bambino, e tutte ormai sappiamo quanto sia importante allattare il proprio bimbo.
Ma a volte proprio questa conoscenza fa sì che la donna particolarmente vulnerabile di fronte ad un allattamento difficile si senta inutile. Ho visto madri piangere davanti al tiralatte.
Ho visto madri diventare iperprotettive verso figli fino ad annullarsi e risentire del baby blues fino a mesi dopo il parto, e quello non si chiama più baby blues ma depressione post partum.
A volte è necessario non tanto per ragioni di salute Fisica, ma quanto per ragioni di salute psichica. Sto parlando di quello che tutte noi diciamo sotto voce.
Biberon. Aggiunta. Allattamento artificiale.

Quando l’allattamento diventa pesante e difficile, quando sentiamo di non farcela più di essere inutili, evitiamo problemi peggiori, non siamo fattrici e neppure mucche da latte. Possiamo scegliere.
Vale molto più per il bambino una poppata al biberon data da una madre serena che un allattamento privo di tenerezza e per obbligo da parte di una madre stanca.
Il latte artificiale non è completo come quello materno, ma questo non significa che sia e sarà la causa di tutti i mali di nostro figlio.
Il latte formulato ha di per sé dei requisiti minimi richiesti per legge e che si confanno alle esigenze nutrizionali del bambino, ed in effetti non si giustifica la presenza enorme di diversi marchi in commercio. Insomma, potete comprare quello che costa meno. E’ bene però seguire attentamente le istruzioni all’interno della scatola e non eccedere “sovrabbondando” (il rischio è l’obesità infantile con tutte le malattie che ne conseguono) e seguire non le tabelle che vengono inserite nella confezione ma questo semplice calcolo:

Peso del neonatox150/numero dei pasti.

In caso di coliche spesso è meglio optare per un latte HA , ipoallergenico o per una formula confort. Ma di coliche parleremo in un altro appuntamento. Mi raccomando mai dare latte vaccino al bambino al di sotto dell’anno di età!

Statemi bene.

Mammadifretta.


fonte: pagine mediche
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Abdelghafour

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70 commenti

  1. Questo post affronta un argomento spesso messo a tacere, perche' la recente mitizzazione dell'allattaemento al seno, la pubblicita' pro-allattametno naturale, i benefici che ne trae il bambino ecc ecc ecc sono le ultime frontiere della ricerca neonatale. Ma hanno il grave difetto di far sentire qualcuna, che tanto fortunata non e' stata, una mamma di serie B, per mancanza di validi aiuti magari, o per necessita' insormontabili.
    Io sono tra le mamme che hanno dato la "giunta", e non mi vergogno di dirlo. Tornata a casa dopo il parto, e' scomparso il latte, nonostante la montata "eccezionale" che avevo avuto in ospedale. Perche'? Non lo so. Forse perche' la mente umana e' ingovernabile, talvolta. Cosi' la mia piccola, dai 10 giorni in poi, ha preso la famosa giunta. Ho fatto di tutto per farmi tornare il latte, perche' VOLEVO allattare. E ci sono, in parte riuscita. Poi, tornata a Londra, sola con una pupa di due mesi, il latte e' cominciato a diminuire nuovamente. Al quarto mese sono andata agli incontri di breastfeeding organizzati dalla salute pubblica inglese: volevo allattare ancora per un pochino. Mi sono sentita dire: smetti completamente di dare il biberon, la bambina e' ormai abbastanza grande da non deperire troppo, solo cosi' ti puo' tornare. Sono tornata a casa con il morale sotto i tacchi. Ho provato, il primo giorno. Ma non ho avuto il cuore di imporre alla mia bambina un sacrificio tale soltanto perche' IO volevo allattarla ancora un po'. Dopotutto in meno di un paio di mesi avrei iniziato lo svezzamento.... Ne valeva davvero la pena? No. La decisione e' stata NO. Ho continuato a darle il seno, poca roba per la verita', anche se il latte e' di poco aumentato grazie alla mia volonta', alla tisana "lattifera" e alle vitamine per cui ho speso un capitale. Non avevo voglia di sentirmi una "fallita". Ma alla soglia dei sei mesi non ne avevo proprio piu'. E lei, in verita', e' cresciuta benissimo, ciucciando quello che poteva ma apprezzando il latte artificiale prima e le creme di latte poi. A sei mesi ha preso il suo primo raffreddore: era Natale.
    Adesso sono contenta di aver fatto quello che ho fatto: sarebbe stata una fatica inutile. E non mi sento affatto una fallita.
    Questa e' la mia esperienza, scusate del romanzo!

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  2. grazie mamma design, il mio post voleva essere proprio questo, un modo per ridare in parte il coraggio e la forza a quelle mamme che non ce l'hanno fatta. Io non penso avrebbe avuto molto senso far soffrire la bambina dopo che già da mesi prendeva il latte artificiale. Grazie per la tua testimonianza

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  3. Grazie a te, mi fai sentire un po' meglio rispetto alla scelta fatta. Anche se e' stata fatta con tanti sentimenti contrastanti, perche' e' proprio vero che l'allattamento e' il momento piu' intenso insieme al tuo bambino.....!

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  4. oh basta là.
    Quindi il fatto che piangessi disperata davanti a una bimba di un anno che si scofanava i ravioli, pensando ohmygosh non l'ho allattata non riuscirà mai a rimettersi in pari col peso, non lo posso più spacciare per baby blues recidivo.
    io speriamo solo di non ricarcarci.
    io ho comprato tre biberon e due scatolozzi di LA, e ancora neanche un pigiamino.
    Io speriamo che me la cavo, stavolta...

    PS per i 39 orribili giorni in cui ho allattato, a me allattare non è piaciuto per niente. non m'è parso tutto sto gran momento magico, ricordo solo sete e mal di schiena lancinante.

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  5. AGGHIACCIANTE! che brutto articolo e che brutti commenti. La sagra della disinformazione. Inutile anche solo argomentare, dopo ciò che ho letto mi limiterò a segnalare questo scempio alle associazioni per l'allattamento come uno dei peggior articoli dell'anno.

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    1. Ignorante e bigotta sei.Chi ti da il diritto di giudicare?le persone come te non meritano figli

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  6. e vabbè, non si può essere sempre i migliori. In ogni caso è proprio questo modo di porsi che danneggia l'informazione.

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  7. Un bell'articolo controcorrente, in un periodo in cui l'allattamento al seno è mitizzato come panacea di tutti i mali.
    Io sono figlia del boom economico, nata in un periodo in cui esisteva solo il latte artificiale, e nulla era meglio di un buon biberon, altro che tetta...eppure son cresciuta bene. Non credo che le bronchiti che avevo da piccola fossero causate dai biberon trangugiati, o che il mio baby blues sia colpa del mancato rapporto col seno materno....
    d'altra parte, mio figlio lo allatto al seno, perchè fin dal primo giorno di gravidanza sono stata sommersa da informazioni e consigli sugli innegabili benefici dell'allattamento. Nulla di male, anzi....ma solo perchè ho avuto la fortuna di farcela. E se non avessi avuto abbastanza latte? E se avessi dovuto prendere farmaci in contrasto con l'allattamento? Credo che mi sarei sentita una cattiva mamma, perchè ad oggi l'allattamento al seno sembra essere l'unico modo di essere una brava mamma. E questo è brutto, abbiamo già abbastanza occasioni per sentirci mamme scriteriate :)

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  8. Un bell'articolo controcorrente, in un periodo in cui l'allattamento al seno è mitizzato come panacea di tutti i mali.
    Io sono figlia del boom economico, nata in un periodo in cui esisteva solo il latte artificiale, e nulla era meglio di un buon biberon, altro che tetta...eppure son cresciuta bene. Non credo che le bronchiti che avevo da piccola fossero causate dai biberon trangugiati, o che il mio baby blues sia colpa del mancato rapporto col seno materno....
    d'altra parte, mio figlio lo allatto al seno, perchè fin dal primo giorno di gravidanza sono stata sommersa da informazioni e consigli sugli innegabili benefici dell'allattamento. Nulla di male, anzi....ma solo perchè ho avuto la fortuna di farcela. E se non avessi avuto abbastanza latte? E se avessi dovuto prendere farmaci in contrasto con l'allattamento? Credo che mi sarei sentita una cattiva mamma, perchè ad oggi l'allattamento al seno sembra essere l'unico modo di essere una brava mamma. E questo è brutto, abbiamo già abbastanza occasioni per sentirci mamme scriteriate :)

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  9. MAMMADIFRETTA, FORSE VAI TROPPO DI FRETTA PER RENDERTI CONTO DELLA GROSSOLANITà DEL TUO PSEUDO ARTICOLO. DOVRESTI RIVEDERE UN ATTIMINO CERTI PARAMETRI QUANDO SI PARLA DI ALLATTAMENTO E ALIMENTAZIONE. VEDI UN Pò SE QUESTO PUò ESSERTI DI AIUTO. CITO TESTUALMENTE:

    "Suggerimenti pratici per migliorare il nostro linguaggio.
    SPECIALE Evitiamo di usare SPECIALE. Speciali sono le cose lontane dalla nostra vita di tutti i giorni. L’allattamento è una cosa normale, non idilliaca. La fanno milioni di donne ogni giorno senza tante storie!

    MA Attenzione all’uso del MA: il messaggio importante viene sempre DOPO il “ma”.
    Invece di “Allattare è importante, ma è una decisione della madre” molto meglio dire: “Allattare è una decisione della madre, ma è importante”. E al posto di sottolineare “Allattare fa bene, MA è difficile” sarebbe bene girare la frase in: “Allattare può essere impegnativo, MA è salutare”.

    ANCORA ...e dell’ ANCORA, perché significa “oltre la media”. Piuttosto che esprimere il concetto “Allatti ancora?” molto meglio dire: “Avete fatto un sacco di strada con l'allattamento, che bello vedervi allattare!”

    PROLUNGATO Altra parola fuorviante è PROLUNGATO. Rispetto ai marker biologici della fisiologia umana, si dovrebbe chiamare “allattamento prolungato” un allattamen- to che va oltre gli 8 anni (sì, proprio così) e si dovrebbe definire “svezzamento anticipato” ogni svezzamento che si interrompa prima dei 2 anni e mezzo.

    COLPA Attenzione a non mitizzare il senso di COLPA. Non è mai colpa di una madre se smette contro il suo volere l’allattamento. È colpa della mancata informazione, del mancato sostegno, delle pretese non fisiologiche della società. Sta a noi comunicatori ed operatori farglielo comprendere."

    (Dalla sessione “Bada a come parli” tenuta da Diane Wiessinger al Convegno de Le Leche League Italia, Trevi aprile 2011).

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  10. E SE NON DOVESSE BASTARTI:

    “L’allattamento è un metodo senza pari per fornire ai bambini un nutrimento ideale per crescere e svilupparsi in salute; è inoltre parte integrante del processo riproduttivo, con notevoli implicazioni per la salute della madre. Come raccomandazione sanitaria generale, per avere le migliori possibilità di crescere e svilupparsi in maniera regolare, nei primi sei mesi di vita i neonati dovrebbero essere nutriti esclusivamente con latte materno. In seguito, per soddisfare il crescente fabbisogno nutrizionale, la dieta va integrata con cibi complementari idonei e sicuri, proseguendo l’allattamento fino all’età di due anni o oltre”.
    (dalla Strategia Globale per l’Alimentazione dei Lattanti e dei Bambini - Scopo e Obiettivi, pag 10)

    L’OMS indica inoltre le seguenti misure di promozione dell’allattamento (sottolineature aggiunte):
    • Garantire che tutti coloro incaricati della comunicazione con il pubblico, comprese le autorità scolastiche e i media, forniscano informazioni corrette e complete sulle migliori pratiche di alimentazione dei bambini, considerando le prevalenti circostanze sociali, culturali e ambientali.
    (dalla Strategia Globale per l’Alimentazione dei Lattanti e dei Bambini – Misure di Promozione, pag 14)

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  11. Inoltre, quanti luoghi comuni e disinformazione leggo nei commenti.
    Lo sapete che durante l'allattamento, in caso di necessità, è possibile assumere determinati medicinali? esiste anche un numero verde che ti dice quali si possono assumere e quali no. Sapete che tranne RARISSIMI casi TUTTE le mamme hanno il latte? Sapete che il latte della mamma è SEMPRE nutriente per il proprio bambino?
    Inoltre, sapete quali sono i danni del latte artificiale?

    SAPETE CHE L'ALLATTAMENTO NON è UNA FORTUNA Nè TANTOMENO UN MITO O UNA MODA MA UN ATTO FISIOLOGICO, NATURALE E NORMALE?! chiedetelo alle milioni di mamme nel mondo che vivono in situazioni molto ma molto più disagiate di voi mamme di fretta o pinguinelle...non mi sembra che loro si pongano il problema se allattare o meno, il dubbio sul da farsi non sussiste e non hanno neppure il problema del "mi è andato via il latte"!

    INFORMAZIONE PER FAVORE. Non controinformazione!

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    1. Mi figlio ha perso 150gr in 2giorni...era apatico e assente...secondo te il mio dargli il latte artificiale è stato un capriccio?

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  12. Confronto per favore. Non scontro!

    Senza nessun intento polemico, per carità. Solo un po' di ironia che di questi tempi ci vuole!

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  13. la polemica nasce dal titolo stesso di questo ppseudo articolo: non voglio allattare.
    VOLERE????
    Cosa significa?
    Di cosa stiamo parlando?
    Ma vi rendete conto o no della gravità delle cose che dite?

    VI RENDETE CONTO OPPURE NO?
    L'ironia, pinguinella, dovrebbe stare nelle cose che scrivete?
    A me fate piangere, non ridere.

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  14. o ho argomentato secondo fonti e ricerche mediche(citate), e secondo la mia esperienza.Io lavoro sul campo e faccio aggiornamenti continui, tu stai urlando. Se una donna non vuole allattare è libera di non farlo, e nessuno si può ergere a giudice. Nessuno.L'informazione sull'allattamento è fatta ampiamente su tutti i siti internet e negli ospedali , quello che era mia intenzione fare era dare sostegno a chi l'allattamento lo vive come una forzatura e non come una scelta. Ho detto che fuori da ogni dubbio l'allattamento materno ha dei benefici enormi,ma la mia esperienza mi dice che non sempre è idilliaco e rilassante. E siccome se è un incubo c'è un'alternativa io l'ho detta, non mi pare di aver mai detto a tutti di non allattare, ma esattamente il contrario,detto questo non credo di doverm difendere da nulla Soprattutto dalle urla (il maiuscolo equivale alle urla, sai?)

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  15. Ciao cara mammadifretta, commento x la prima vv xe questo discorso mi preme molto. Sono d accordo con cio che scrivi, fino all ultima riga. Sono stata aspramente criticata x aver scritto articoli simili a questo e penso che nulla possa mettere d accordo le tettalebane e quelle che ci han provato, ma niente. Penso che poco sia meglio d nulla, santa hogg, ma che la liberta d sentirsi liberi, oltre che informati, sia il primo passo. Inoltre la mia critica personale va a alcuni ospedali dove invece d promuovere l allattamento al seno si produce solo ansia in donne gia vulnerabili. Mi riservo di scegliere se essere una martire o una mamma serena. :-)

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  16. ostetricacristina12 dicembre 2011 14:40

    Mi va di parlarne eccome!
    Sin dal primo anno di università ho sviluppato un certo interesse nei confronti dell'allattamento.
    Così "fanaticamente innamorata" di latte e bonding e coccola etc... guardavo male o arrivavo ad ignorare le mamme che per scelta non allattavano.
    Ho passato così i primi 2 anni di università, ho seguito più di 50 donne nel post partum e tutte loro hanno allattato per periodi più o meno lunghi.
    Poi è toccato a me, al terzo anno di università arriva il MIO cucciolo, devo affrontare il MIO travaglio, devo gestire il MIO seno!
    Ci riuscirò? sarò una buona mamma-ostetrica? ed essendo ostetrica, se dovesse succedere che per qualche motivo mi cesarizzano o non riesco ad allattare cosa penserà la mia categoria di me? insomma, 9 mesi passati a pensare ai se e ai ma, a non fare un corso pre parto( credendo di tenere il sapere nelle tasche e non avere bisogno di un confronto) insomma, nove mesi buttati a correre, a dare esami, a mettere su la mia casa, nove mesi senza ascoltare mia figlia, nove mesi senza ascoltare me.
    Ho dato l'ultimo esame all'università il 16 maggio 2009, mia figlia è nata il 18 maggio 2009 e... cavolo quanto è stato difficile!!
    Non sapevo come gestire il dolore, sarei morta, un infarto non mi avrebbe fatto vedere la mia bambina!
    Poi l'illuminazione, mi metto sotto la doccia, ci resto 5 ore e poi partorisco in vasca.
    Fin qui tutto bene.
    La mia bimba nasce, mi guarda, ci "innamoriamo", l'ostetrica le passa una mano in faccia e via, un pianto che finisce solo attaccata al seno.

    Quando torno a casa(12 ore dopo il parto) la mia piccola ciuccia, ciuccia, piange, ciuccia, piange...ma non dorme mai?No, cioè poco.

    Ho contato parecchi giorni 18/20 ore di seno, rigurgitava in continuazione, ad una settimana dalla nascita pesava 170gr in più del peso con cui è nata... latte c'è, e tanto, cresce bene, ma la mia bimba piange, disperata, e io non so cosa fare.
    Dopo 15 giorni il pediatra mi ha detto che aveva la clavicola rotta, probabilmente un trauma da parto.
    Nessuno me lo aveva detto, mi sono sentita morire!in agitazione ho provato a pensare se e come avrei potuto farle male, e poi ho capito tante cose...
    Scusate se mi stò dilungando, ma questa esperienza mi ha cambiata come persona, come mamma e anche come ostetrica.

    Alla fine mia figlia ha iniziato a calmarsi, la spalla non le faceva più male e io ho potuto allattarla fino a 9 mesi esclusivamente al seno.
    Una volta iniziato lo svezzamento(facilissimo per me)ha preso ancora il seno un paio di mesi a colazione e prima delle nanne, poi un giorno, a 11 mesi e mezzo mi ha detto "NO" con la testa, non voleva più il seno!

    E' stato un lutto, mi son sentita persa.

    Tutto questo per dire che la mia esperienza mi ha insegnato che SOLE è DIFFICILE, che alle volte i dubbi insinuati da parenti e tv sono difficili da gestire.

    Bisogna saper rispettare ogni scelta, EMPATIA è la parola d'ordine, il fanatismo come il disinteresse sono armi, non soluzioni.

    Rispetto il pensiero di tutti, ma io ho scelto di STARE CON LE DONNE. anche se non allattano.

    E' questa l'essenza del mio lavoro, SAPERE(studi) SAPER ESSERE (professionalità) e SAPER STARE(empatia). Ongi mamma è la mamma perfetta per il proprio bimbo, a prescindere dalle proprie scelte.

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  17. ostetricacristina mi ricordi la mia esperienza..anche la mia cucciola è nata al terzo anno di università ..durissima. ma ce l'abbiamo fatta. :)

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  18. Scusate se mi intrometto di nuovo in questa discussione che mi sembra stia degenerado. L'articolo di Mammadiretta, anche se scritto di corsa come dici, cara C.S., voleva essere sicuramente solo INFORMATIVO. Ostetrica Crsitina ha detto una grande verita': ogni mamma e' una mamma a se', con o senza latte. Magari una corretta informazione avrebbe fatto fare ad alcune donne delle scelte diverse, ed allora ben venga. Ma anche il fanatismo non porta molto lontano. OGNI DONNA E' LIBERA DI SCEGLIERE QUAL'E' LA COSA MIGLIORE PER LEI COME MAMMA, e la scelta contraria, ovvero quella obbligata, di dover allattare per forza perche' fa bene, e' fondamentale, e' salutare, e' un diritto del bambino, ecc ecc ecc, puo' avere conseguenze piu' gravi di un mancato allattamento al seno. Perche' una mamma e' prima di tutto una persona, non una mucca da allevamento. Non sono una psicologa, ma non credo di averne bisogno per capire la psiche umana. Basta avere un po' di sensibilita'. O di EMPATIA, come volete chiamarla. E per favore, moderate i toni. Chiaraluce, perdonami l'intromissione, ma non mi piacciono le parole urlate. Vorrei che questo articolo continuasse ad essere COSTRUTTIVO. Buona giornata a tutti i ma va' va', ai C.S. e alle pingui. Ascoltate Mammaatorino, che e' una voce libera e disinteressata.

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  19. Bene. Spiegami allora, per favore, cosa c'è di costruttivo in un articolo o presunto tale come questo. Spiegami cosa significa aiutare una mamma, per te, che immagino ti dedichi tanto amorevolmente al tuo lavoro. Spiegami, se vuoi anche con lettere maiuscole, cosa significa empatia. E poi magari spiegami cosa significa essere una mucca. Spiegami dove stanno i diritti dei bambini. Spiegami cosa significa fanatismo.
    In ordine sparso vi cito le vostre sensibilissime parole, dolci e piene di empatia, oltre che di buona energia:
    Mucche (ripetuta)
    Fanatismo
    Martiri
    Latte artificiale
    Stanchezza
    "è stato duro" (prova a dirlo ad una mamma del kenia)
    libertà (la vostra, non quella di quella creatura che non ha scelto di venire al mondo)
    devo continuare? no.

    Conosci il significato delle parole che usi? Sei a conoscenza del fatto che tutto ciò che fate qui è dare informazioni errate?

    Adesso, so bene che ve la raccontate tra di voi e siete molto felici e soddisfatte di questo. Non siete aperte a confronti di nessun tipo, ne accettate pareri opposti al vostro, che da brave ostetriche dovreste promuovere l'allattamento, non viceversa.
    So bene che c'è chi ci guadagna in tutto questo e lo trovo vergognoso e trister.
    So bene che la presunzione genera ignoranza.
    Vi lascio, care esperte, mamme di fretta/design/so tutto io ai vostri preziosi consigli, a raccontarvela tra di voi. Brave! Buona vita, buon lavoro e mi raccomando: non sentitevi in colpa se non siete riuscite. In realtà la vostra è stata una scelta!

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  20. L'allattamento è una questione delicata. Prova ne è il fatto che molte mamme (io per prima) a causa della disinformazione e della mancanza di sostegno hanno faticato (e tanto!) per riuscire a vivere una delle esperienze più importanti ed emotivamente intense della maternità. Io non sono un'esperta e quindi non discuto in merito ai contenuti dell'articolo: lo farà chi ha le competenze adeguate per farlo (l'autrice e le altre esperte che hanno scritto articoli che saranno pubblicati nei prossimi giorni). Ci tengo però a dire che questo vuole essere un luogo di condivisione emotiva, di scambio di esperienze e di supporto. Si può legittimamente non condividere il punto di vista di chi ha scritto il post e magari anche contribuire ad avviare un dialogo costruttivo ma non ritengo corretto accanirsi contro chi ha evidentemente vissuto l'allattamento, per i motivi di cui sopra, come un'esperienza tutt'altro che felice.
    C.S. io sono la prima a sostenere l’importanza dell’allattamento al seno e solo io so quanto abbia sofferto per portare avanti fino in fondo questa mia convinzione perché purtroppo, almeno cinque anni fa, non c’era intorno a me una valida rete di sostegno che la pensasse come me e che mi aiutasse a compiere il gesto più naturale per una mamma. Io non mi sono arresa e ho pagato un prezzo molto alto e se tornassi indietro comunque lo rifarei. Ma a quelle mamme che non ci sono riuscite (per tanti, troppi motivi che non possono chiaramente essere ricondotti al solo e provocatorio ‘non voglio allattare’) che messaggio vogliamo dare? Che sono delle pessime mamme? No, non lo sono. E’ pessima la rete di supporto che hanno avuto a disposizione.

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  21. nel dizionario italiano c'è una leggerissima differnza tra "volere" e "potere". Di cosa si sta parlando dunque? di donne che non hanno VOLUTO allattare, o donne che non hanno POTUTO?
    Scusami tanto se urlo!
    E, per favore, qualcuna è in grado di rispondere alle domande che ho fatto?
    Mi spiegate il significato delle parole usate?
    Dire mucca, o fanatica o molto altro ancora doveva essere un gesto costruttivo e pacifista nei confronti di chi invece ha scelto di seguire questa "moda" dell'allattamento?
    o voleva essere di sostegno a chi è in difficoltà con l'allattamento ed è in dubbio se proseguire o meno?
    Cara Chiaraluce, io non credo di accanirmi con chi ha vissuto l'allattamento come una tragedia, ma qui vedo molte donne accanite contro chi invece lo ha vissuto come un fatto naturale.La vogliamo chiamare invidia? Rabbia repressa?
    Parole forti, toni poco amichevoli...alla faccia dell'empatia e della sensibilità.

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  22. E allora diciamolo che esistono le reti di sostegno. Informiamo le mamme che non "sono riuscite" e che hanno trovato delle difficoltà che tante cose sono errate nelle loro informazioni e sopratutto che magari hanno avuto delle figure di riferimento sbagliate, magari a partire dalle ostetriche. Leggo i vostri commenti ed in ognuno di loro trovo motivazioni e conferme di quanto sia sempre più importante dare una REALE POSSIBILITA' DI SCELTA (lo urlo!) con tutte le corrette informazioni a nostra disposizione.
    1: il latte non può non esserci.
    2: la cesarizzazione (che poi anche qui ci sarebbe un mondo da scrivere) non annulla la possibilità di allattare.
    3: allattare non può mai essere peggio che non farlo, a meno che questo figlio non lo volevate.
    4: tettalebane non mi sembra affatto una critica costruttiva
    5: la HOgg propone di lasciar dormire i vostri figli da soli in una stanza a parte e di sfinirli tirandoli su e giù finchè non crollano dalla disperazione.
    6: non voglio allattare, in italiano, vuol dire non voglio allattare e no: non posso, ci ho provato, non ci riesco, cazzi e mazzi. vuol dire non voglio. e chi non vuole fare la prima cosa migliore che può fare per il proprio figlio, certo non si può riempire d'orgoglio.
    sapere, saper essere e saper stare sembra tanto il motto di una banca :)
    Io sono una consulente. se ne vogliamo parlare sono a vostra disposizione.

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  23. ma poi davvero, avevo perso un passaggio: mammadesign, l'allattamento sarebbe l'ultima frontiera dell'allattamento neonatale???????
    Ma cosa stai dicendo?
    Ma lo pensi davvero?
    Ma parlavi seriamente?
    "Le ultime frontiere della ricerca neonatale?"
    quindi mia nonna era avanti! seguiva la moda lei!
    ma insomma, donne: un minimo di decenza e di serietà.

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  24. Pare che la donna sia una persona e abbia anche il diritto di decidere di non allattare senza dare spiegazioni ad alcuno.in quanto a decenza e serietà, noi ci mettiamo la faccia, l'account, chiunque ha accesso ai nostri dati , sa chi siamo, vorrei capire invece perchè dall'altro lato vedo solo account anonimi. Io difendo e difenderò sempre il diritto della donna a fare come crede, a non essere oggetto di violenza alcuna. Le reti di sostegno sono frammentarie, e alla base c'è sempre un diritto inalienabile, che è quello di volerlo fare ed avere difficoltà. Se non voglio, nessuno mi può giudicare, puntare il dito, tantomeno obbligare. Per quanto riguarda la leache league non è oggetto di mia critica.Assolutamente , credo che sia utilissima. Ma c'è sempre l'elemento base: la donna deve volere.Se non vuole, ed è libera di non volere, non c'è leache legue che tenga.

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  25. Anonimo/a: questo sito nasce proprio perché una mamma (io) questa rete non l'ha avuta in quanto, all'epoca, non c'era o non mi è stata correttamente indicata; nasce perché ho faticato (immensamente!) per non farmi travolgere da tutti i consigli non richiesti e dannosi per il corretto instaurarsi della relazione con mio figlio; nasce perché credo profondamente nei vantaggi dell'allattamento al seno (e penso che di questo parere siano tutte le mamme che hanno scritto fino ad ora) ma tutte le persone che ho incontrato subito dopo il parto (tranne pochi operatori che si limitavano a dirmi di allattare perché era importante senza sostermi nel percorso) mi dicevano che non facevo il bene del mio bambino continuando ad intestardirmi in quel modo (se piangeva sempre evidentemente il mio latte o non era buono o era poco). Lo stesso pediatra mi ha prescritto l'aggiunta al quinto giorno di vita di mio figlio.
    Per questo tutte le persone che vogliono contribuire allo scambio di informazioni, alla diffusione di iniziative presenti sul territorio a sostegno della maternità, al dialogo costruttivo sia nei commenti che in chat e nel forum sono e saranno le benvenute.
    Non posso però sorvolare su alcuni commenti offensivi e inopportuni che ho rimosso e che continuerò ad eliminare se ci saranno persone che, celandosi dietro a nick anonimi, non apporteranno alcun tipo di contributo costruttivo al dialogo e non rispetteranno le regole della buona educazione che, sia nella vita reale che in rete, è indispensabile per qualsiasi tipo di interazione sociale.

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  26. mamma alattante da 15 mesi...sono senza parole! Ho avuto il mio momento di difficoltà, e contro tutti che dicevano "latte artificiale" ho scelto di informarmi seriamente. Mi sono messa nei panni di mia figlia che aveva diritto ad essere allattata al seno da una mamma serena. E le due cose possono coincidere, credete. Occorre solo un pò di sforzo per capire dove è davvero il problema. Per qualcuna io sarei una di quelle "fortunate che hanno il latte". Io mi reputo fortunata ad avere avuto la possibilità di accedere ad informazioni che ci hanno salvate dal triste destino del biberon. Porto rispetto solo alle mamme che hanno il coraggio di dire "non allatto perchè non ne ho voglia", ma nello stesso tempo le invito a guardarsi un pò dentro e a rispettare un pò di più i diritti dei loro bambini.

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  27. Cara C.S., mi dispiace che tu abbia frainteso le mie parole. Ho solo risposto ad un tono che mi sembrava offensivo per chi, invece, quel sostegno (per contingenze particolari) non lo ha avuto.
    Io sono stata tra quelle mamme che HANNO FORTEMENTE VOLUTO allattare, e forse non ho avuto abbastanza sostegno all'inizio, non so. Ma una si chiede come mai appena tornata dall'ospedale dopo una montata da urlo ed i complimenti di tutte le ostetriche il latte la va via improvvisamente.... Ho preso vitamine, ho ingurgitato litri di tisane, ho attaccato la piccola nonostante i dolori del cesareo. Il latte mi e' tornato, ma non totalmente, non per la quantita' che necessitava alla mia piccola. Sono riuscita ad allattare molto (70-80% per i primi due mesi). Poi il latte ha cominciato a calare di nuovo, tornata a Londra, e li' ero sola con i miei dubbi e le mie paure (paura per la mia piccola, principalmente). Solo al quarto mese sono riuscita a trovare il corso di breastfeeding, ma a quel punto lei prendeva quasi totalmente latte artificiale, si faceva solo la colazione e la cena ormai, ed e' a quel punto che e' intervenuta la mia scelta. Pero', per favore, non farmi sentire come una persona che non ha voluto allattare, o che ha "sbagliato" la sua scelta, perche' e' la cosa piu' brutta per una mamma. L'articolo di Mammadifretta magari ha il titolo sbagliato, un po' troppo provocatorio sicuramente, e puo' essere scritto un po' troppo 'di fretta" ed essere travisato. Mi sembra che lei abbia raccontato la sua esperienza infermieristica, e che sia solo una voce che vuole aprire il dibattito su un problema che riguarda molte donne (credo, piu' di quelle che pensiamo), quello di uno stato psicologico particolare che impedisce la produzione di latte. E' li' che c'e' bisogno di sostegno, di una rete non solo informativa, ma di un sostegno reale. L'ostetrica inglese che mi ha suggerito di lasciar perdere il latte artificiale, dopo mesi che la mia bambina si nutriva anche di quello, "perche' cosi' il mio sarebbe tornato" non mi ha dato scelta. Mi ha detto soltanto "fai cosi". Non ha ascoltato i miei dubbi, non mi ha chiesto come stavo in quel momento, o come era stato nei mesi passati. C'e' stato un momento in cui mia figlia voleva soltanto il seno, ma il latte non veniva, non le bastava, lei si arrabbiava, e questo mi portava ancora piu' giu' psicologicamente..... Come fa, in tali condizioni, il latte, a tornare al 100%? Ti chiedo gentilmente di sviluppare questo tema, se ti sta a cuore. O di darci dei riferimenti. Lascia da parte la polemica pero', per favore, le mamme non hanno bisogno di questo, solo di sostegno psicologico. Io intanto ti spiego, come mi chiedi poco sopra, cosa ci trovo di costruttivo "in uno pseudo-articolo" come questo. Ci trovo l'aver posto l'accento sulle difficolta' psicologiche di alcune mamme che hanno sentito l'allattamento al seno (perche' magari il latte era venuto a mancare, inizialmente) come un dovere, non un piacere, e lo hanno vissuto male o malissimo. Ti ripeto, io non sono tra queste. La penso esattamente come te su QUASI tutto, tranne che sull'accanimento in taluni casi (che puo' essere assolutamente controproducente, a mio avviso).
    P.S. Se leggi il mio profilo su questo sito vedrai che sono una mamma che si dedica totalmente alla sua bambina, anche se amo il mio lavoro: sono a casa da tre anni e mezzo, lavoro da casa per quello che posso e sono felice di averlo fatto.

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  28. simona, anche io ho allattato, non ho mai parlato di mamme fortunate che hanno il latte. Il problema che il discorso è degenerato nei commenti. Io ho solo detto che se non vuoi non devi sentire la cosa come un peso, perchè è controproducente, Io mi tiravo il latte nello spogliatoio di una rianimazione pediatrica,perchè era lì che lavoravo, ma professionalmente non posso chiedere e imporre alle altre di fare la stessa cosa. I benefici dell'allattamento sono tantissimi, ma credo che ultimamente si criminalizzi chi non allatta, ma le crimilali sono altre, non certo chi per qualsiasi motivo non opta per l'allattamento. Socialmente l'imposizione morale di una pratica porta all'allontanamento della pratica stessa. Il mio compito è limitare i danni, non far fuggire dal circuito informativo delle mamme chi non ha allattato e per questo pensa di essere degenere, perchè non lo è.Taluni atteggiamenti non fanno altro che questo.Il tuo è un commento civilissimo e per questo ti ringrazio.

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  29. OstetricaCristina13 dicembre 2011 13:58

    CS, non credere che io non ti capisca, come ho scritto, nei primi anni di università mi sono sgolata col mondo per far passare gli stessi concetti che cerchi di far passare tu.
    Quindi non dico che non condivido assolutamente, anzi!
    Hai ragione quando parli di scelta e potere, anche io non condivido il "non allatto per scelta" ma mi sono resa conto (dopo la mia personale esperienza) che dire mille parole ad una persona non pronta a riceverle equivale a buttare i miei principi morali nel cestino dei rifiuti.
    Quando parlo di empatia significa cercare di capire quella mamma, anche se per me ha torto marcio, capire cosa è successo, da dove proviene quel rifiuto e assieme trovare una soluzione.
    La soluzione potrà essere quella che a me piace di più, cioè allattare al seno, ma potrebbe anche essere quella che proprio non mi piace: allatto col bibe.
    La differenza stà nel sapersi fermare prima di coinvolgersi in modo negativo.

    Il latte umano è un diritto del cuccilo d'uomo, lo sostengo e lo ribadisco, ma ci possono essere degli impedimenti? certo!
    Bene allora io lavoro con la mamma.

    Capisco perchè ti arrabbi, perchè alcune cose hanno fatto arrabbiare anche me, il fatto è che l'accanimento (e l'ho capito a forza di litigate, mal di stomaco e arrabbiature) non porta ottimi risultati.
    Con questo non mi voglio porre più in alto rispetto a te o a qualsiasi altro operatore che lavora in ambito materno-infantile.Dico solo la mia personalissima visione della vita in generale.
    PS: Sapere, Saper essere e Saper fare (che io ho trasformato volutamente in saper stare) non è il motto di una multinazionale, è semplicemente una delle colonne portanti delle professioni che possiedono un ordine, un codice deontologico, che devono usare etica professionale ad ogni "intervento". Non me lo sono inventato:) avrei inventato qualcosa di meno altisonante!! buona giornata a tutte.

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  30. C.S. ti poni in modo decisamente sbagliato. Non puoi conoscere le situazioni di tutte. Quello che è più giusto per te magari non può esserlo per me.

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  31. Non entro nel merito di ciò che è stato scritto in precedenza: penso che CS (nonostante i toni poco pacati, ma che in tutta verità comprendo) abbia già dato informazioni sufficienti al dibattito. Una sola cosa: l'allattamento a chi serve? A mio figlio, non a me. Per cui non mi interessa se non è idilliaco, se è un bel/brutto momento: il latte è un suo diritto (e non avete idea di meraviglia sia il latte umano.. non è minimamente riproducibile!) e io non glielo nego. Anch'io ho avuto momenti terribili all'inizio, ho pianto tantissimo dal dolore, mi sono chiesta come avrei potuto farcela, in balìa degli ormoni e delle ragadi. Ma ho tenuto botta. Ho continuato ad informarmi sempre di più, ho chiesto aiuto alle persone giuste, ho resistito sapendo che sarebbe passato, tutto quel male. E così è stato. Ora sono a quasi 16 mesi di allattamento. Ma non ho dato aggiunte, non ho dato ciucci, ho vissuto un mese sul divano con mio figlio. Se vuoi puoi, questo è tutto.

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  32. Scusatemi ma in quanto co prodecer del blog pessime mamme mi sento piu che in dovere di intervenire....io non ho poptuto allattare e sapete per colpa di chi? Per colpa dei medici, delle ostetriche e delle infermiere dell ospedale che non mi hanno voluto spiegare come attaccare mia figlia "perche e una cosa naturale", che quando piangendo ho chiesto loro di aiutarmi perche mia figlia urlava dalla fame mi hanno risposto "lasci perdere, si vede che tara lei e la bambina non c'è feeling, forse le sta antipatica!" e quando sono tornata a casa con lei che urlava, non dormiva, io che ero stanca e convinta di avere messo al mondo una bambina che mi odiava, con quel dannato latte materno che non ne voleva sapere di arrivare ho ceduto al "triste destino del biberon" come è stto definito da qualcuna qui sopra...e per la gente che continuava a dare a me e mia figlia delle poverine, che quando mi chiedevano se allattavo alla mia risposta negativa non facevano altro che farmi sentire inadeguata, sono finita nella depressione popst partum tra le piu nere, m sono sentita una pessima mamma, una mamma orribile, una non normale perche non ero riuscita a fare una cosa naturale...avessi trovato allora articoli e siti come questo, dove altre mamme mi spiegavano che non sempre e tutto cosi facile e naturale, forse io e mia filgia avremmo vissuto meglio il primo anno di vita da mamma e da figlia, forse mi sarei risparmiata tante notti di pianti e di angosce, forse non avrei messo in crisi la mia vita e il mio matrimonio per colpa di altri non sicuramenteper colpa mia...qundi viva la controinformazione e viva anche il biberon e il LA che hanno permesso a mia figlia di rrivare a 16 mesi....e a me di trobare un po di pace...dopotutto!!!!!

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  33. "La fanno milioni di donne ogni giorno senza tante storie"
    Interessante punto di vista: come se la depressione fosse un capriccio, qualcosa che le donne occidentali si "fanno venire" perchè sono annoiate, perchè non hanno problemi seri a cui pensare. QUESTO mi sembra un atteggiamento grossolano.

    "chiedetelo alle milioni di mamme nel mondo che vivono in situazioni molto ma molto più disagiate di voi...non mi sembra che loro si pongano il problema se allattare o meno, il dubbio sul da farsi non sussiste e non hanno neppure il problema del "mi è andato via il latte"!"
    Immagino che tu ti riferisca alle mamme del terzo mondo che, a tuo modo di vedere, vivono la maternità in modo più "naturale" e quindi, automaticamente, allattano. Forse ti stupirà sapere che anche in Africa o in Cina ci sono problemi legati alla maternità e all'allattamento (e non solo dovuti alla malnutrizione) o che non tutte le culture sostengono l'allattamento al seno.

    Probabilmente non dovrei parlare in quanto non mamma, ma non ho saputo trattenermi da antropologa. Scusate l'intromissione!

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  34. Se vuoi, puoi ... è questo che ti fa soffrire veramente tanto.

    Mio figlio è nato di 35 settimane, con un peso che i pediatri dell'ospedale hanno reputato troppo basso per non dargli immediatamente otto pasti con il biberon. Forse hanno sbagliato, ma se ti danno come alternativa il rischio di doverlo alimentare con le flebo penso che dargli il tuo consenso sia "naturale".
    Contemporaneamente (prima del bibe) lo attaccavo (non tutte le volte sennò era troppo stanco e mi beccavo le sgridate), ma lui dormiva perchè era piccolo e ciucciare era troppo faticoso (o così mi hanno spiegato). Per fortuna mi è venuta comunque la montata e ho iniziato a tirarmi il latte in modo che nel bibe ci fosse il mio. A casa ho continuato così, lo attaccavo al seno (dove mangiava poco e dormiva) e poi aggiunta (latte mio tirato e quando finiva latte artificiale) e poi tiralatte. Il tutto mi prendeva più di un'ora per l'allattamento più 20-30 minuti di tiralatte. Francamente di notte non riuscivo ad usare anche il tiralatte. Ero troppo stanca e avevo bisogno di dormire. Mi veniva sempre da piangere.
    Per fortuna dopo circa 40 giorni il tiralatte non è stato più necessario perchè crescendo è diventato capace di ciucciare bene, ma dopo un inizio così il mio latte in alcuni momenti della giornata (pomeriggio, sera) non era sufficiente e dopo la poppata aveva bisogno dell'aggiunta. Per me sentirlo piangere dalla fame era straziante e così ho scelto di non togliere l'aggiunta, però ho sempre odiato il bibe e se c'era qualcuno (papà, nonna, zia) io lo allattavo al seno e l'aggiunta la davano loro (il papà a dire il vero ha sempre trovato molto piacevole poterlo "allattare").
    Per fare in modo che il mio latte non calasse ho sempre dato l'aggiunta solo dopo il mio seno, fino ad 11 mesi quando - ormai svezzato a pranzo e cena su indicazioni della pediatra - lo ha rifiutato per 1 settimana di seguito e così il latte è finito (ma ormai era poco perchè lo prendeva solo sera e mattina ... di notte ormai dormiva perchè con le pappe probabilmente si nutriva a sufficienza).
    In tutto questo mi sono sentita un'incapace, una pessima mamma e mi sentivo "giusta" solo quando lo allattavo ed è stato triste smettere anche se ho lasciato che le cose andassero da sole (proporlo ed essere rifiutati è molto brutto).
    I momenti in cui allattavo ero molto belli e speciali, perchè purtroppo per noi non sono stati scontati (e anche in passato era così ... mia nonna a mia zia ha dovuto dare il latte di capra, per cui insomma non è che una volta il latte ci fosse sempre, così come c'erano le balie e le donne si aiutavano tra di loro - i trucchi esistono anche nelle società tradizionali).
    Cerco di ripetermi che un po' è meglio di niente, ma non ho ancora superato il senso di inadeguatezza.

    Scusate per la lunghezza, ma volevo raccontare la mia esperienza.

    ciao
    francesca (egoisticamente spero che la mancanza di latte materno non sia così grave, visto che io da piccola ha avuto solo L.A.. Anche io ero "pigra" e in quegli anni non si usava il tiralatte e si andava di L.A., ma so che mia mamma ha pianto tanto lo stesso anche se almeno non era oggetto di critiche)

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  35. posso fare un c. s. fan club? Cotanta arroganza, cattiveria, disinformazione e fanatismo vanno premiati.

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  36. Vi segnalo questi articoli che trattano un argomento analogo a quello di questa pagina:
    http://www.bambinonaturale.it/2012/02/latte-materno-cattivi-consigli/
    http://www.bambinonaturale.it/2010/01/vuoi-allattare-preparati-a-combattere/
    http://www.bambinonaturale.it/2010/01/vuoi-allattare-preparati-a-combattere-parte-ii/

    Sara

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  37. Ciao mammadifretta,
    non sai come sono contenta di leggere il tuo articolo anche se risale a qualche mese fa oramai. Io ad aprile avrò il primo figlio e anche io non allatterò. Non mi dilungo qui sulle ragioni perchè il principio base è proprio la libertà di scelta e il diritto ad essere informate si, ma a non ricevere pressioni che invece piovono continuamente da tutte le parti facendo sentire le neo mamme in colpa e aggiungendo stress a un periodo non di per se facile.

    Per questa ed altre ragioni, proprio perchè mi ci trovo al momento e mi sto per laureare, ho scelto come argomento di tesi di raccontare (anonimamente ovvio) le esperienze di mamme che non hanno allattato o che hanno smesso molto presto, indipendentemente dalle ragioni, chissà che non serva ad aiutare altre mamme in futuro che saprebbero di non essere sole.

    Io sono dell'Emilia Romagna, se ci fosse qualcuna interessata al mio progetto scrivetemi e vi racconto di più...un bacione

    G.

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  38. Ciao mammadifretta, sono contenta e rassicurata dal tuo articolo.. nn farti fermare o intimorire dai talebani della tetta o altro...è capitato anche a me, in altri ambiti professionali,di essere aggredita per aver dato un parere scomodo e chiaro. ma ci sono mamme che hanno bisogno di sentirsi dire le cose soprattutto quando non sono di moda. grazie, ti abbraccio

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  39. grazie per la stima ragazze, @giulia di ho mandato una email. :)

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  40. "Vale molto più per il bambino una poppata al biberon data da una madre serena che un allattamento privo di tenerezza e per obbligo da parte di una madre stanca"...condivido in pieno!
    Anch'io sono a favore dell'allattamento al seno, ma penso sia necessario un atteggiamento equilibrato a tal proposito e penso che quello di mammadifretta lo sia.
    Ho fortemente voluto allattare entrambe le mie figlie, ma ho dovuto dare l'integrazione con LA a tutte e due.
    Mi piacerebbe sapere dai sostenitori dell'allattamento materno a ogni costo se, dopo due settimane di allattamento esclusivamente materno in cui mia figlia non è cresciuta quasi niente, avrei veramente fatto il meglio per lei se non le avessi dato il biberon.
    S.

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  41. per quanto mi riguarda l'allattamento al seno è stato faticosissimo: ho allattatto esclusivamente i primi due mesi, nell'assoluta convinzione che il latte materno fosse la cosa migliore per il mio bambino.. e non pensando a me, al fatto che qualche ora filata di sonno forse non mi avrebbe fatto male, mettendo a tacere il mio baby blues che mi faceva piangere tutti i giorni per quasi lo stesso periodo che ho allattato.. poi il latte è calato, e giù a prendere integratori, ad attaccare prima il bambino e poi il tiralatte e sentirmi fare una ricerca approfondita da un'operatrice sociale sulla presunta disfunzione delle mie tette(avevo frequentato un corso post-parto.. bello eh?.. ma che una mi guardi tra il compassionevole e l'indagatore sul perché le mie tette non fanno latte anche no eh?!!). Morale: per quanto mi riguarda.. quando ho messo l'aggiunta, quando anche il mio compagno e non solo io ci svegliavamo di notte per dar da mangiare al piccolo.. lì ho ricominciato a ritrovare la serenità. Agli operatori nel settore dico: ok, giusto, giustissimo promuovere l'allattamento al seno, ma il rispetto della mamma, il non giudicare, l'accoglienza vengono anche prima.. questo è parte integrante di quello che si chiama sostegno, rete o come volete voi. Elena

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  42. Questi comme nti sono esemplificativi dell’oscurantismo dilagante. Io ho un bambino di 17 mesi e una di 3 anni; non ho mai allattato perché NON HO VOLUTO: Sono una strega? Sono una sgualdrina? Forse, a sentire alcune opinioni catapultate direttamente dagli anni ’50. I miei figli stanno benissimo, sono sereni, non si ammalano quasi mai. Allattare è una, solo una, delle variabili che cucite insieme fanno il benessere dei nostri figli. Il resto è fanatismo, moralismo, frustrazione.

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  43. Ammiro molto l'impegno di donne che cercano di informare, sostenere l'allattamento al seno, senza questi gruppi non sarebbe cosi' diffuso come e'. Voglio pero' dire una cosa a C.S., stai attenta a usare questi toni, sei sicuramente mossa da ottime intenzioni, ma una mamma in difficolta', che sta cercando di tirare fuori tutte le sue energie e di affrontare tutte le sue difficolta', nel leggere queste tue parole potrebbe cadere letteralmente in un baratro. Non c'e' niente di costruttivo in questo. L'allattamento va sostenuto, sono la prima a dirlo, ma e' colpa di questo atteggiamento, di questi toni, se molte mamme crollano. Occhio quindi, il fine non senpre giustifica i mezzi. Elisa

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  44. Le cose sono due... o C.S. è un troll (cosa molto probabile, e onestamente me lo auguro molto), oppure è una di quelle povere esaurite/esaltate e fanatiche dell'allattamento che per il loro bene dovrebbero passare qualche tempo nel reparto di igiene mentale della loro città. Sicuramente penserà anche che chi partorisce con il cesareo è una mamma di serie B, che guai al parto in epidurale...sì, sì, C.S., certo, certo, tranquilla tesoro,intanto indossa questa bella camicetta che io te la chiudo dietro eh?

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  45. In passato una tettalebana mi aveva insultata per via delle mie convinzioni sull'allattamento al seno prolungato: beh, ora si aggira disperata per i forum online a chiedere consigli perché la figlia di 4 anni ancora le chiede il seno e lei è stufa. Ma come? Sei stufaaa? :D

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  46. Sono molto contenta di aver letto questo articolo. Sono una futura mamma e ho la forte convinzione di non voler allattare per una serie di ragioni personali. Non mi sono mai piaciute le dittature sociali, e men che meno quelle delle mamme perfette, ultraconvinte che non hanno mai dubbi, sanno sempre cosa è giusto e non vivono neanche un attimo di "sano egoismo". Credo che ognuna nei limiti del proprio senso di responsabilità debba vivere la maternità a modo suo, senza imitare altri o farsi condizionare, e se queto deve passare anche attraverso il compiere scelte controcorrente, ben vengano, se portano ad un rapporto madre-figlio sereno e tranquillo.
    Dimenticavo: sfondo un altro tabù dicendo che ho da poco scoperto che avrò un maschio e sto facendo fatica ad abituarmi all'idea. Ho sempre desiderato una femminuccia e invece.....sto cercando di accettare questa cosa, ma ho paura di non sapermi relazionare con un maschio e di avere delle difficoltà, ma se lo dico a qualcuno appaio come pazza o ingrata o non so cos'altro.
    Eppure lo provo...ennesima cattiveria di mamma-non mamma??

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  47. Ciao carissima, ti capisco e i tuoi pensieri sono del tutto giustificati. Un conto è accogliere e amare il proprio bimbo un altro conto è tirarlo su. E come dice il famoso pediatra il Dr.Brazelton l’amore in sé non basta, ci vuole ben di più per accompagnare un bambino.
    Oggigiorno nessuno contesta più che il „funzionamento“ degli uomini è diverso da quello delle donne. Essere confrontato col mondo maschile, può farci sembrare il nostro compito ben più complicato di quanto pensavamo.
    Non ti qualificherei pertanto di madre „cattiva“ oppure „non-mamma“, anzi ti vedo come una giovane neomamma consapevole che il rapporto con il proprio figlio maschio, sarà tutto da creare e inventare rispetto magari al rapporto con una figlia di cui ti sentiresti più vicina per il semplice fatto che sia femmina come te. Anche se alcune madri hanno avuto delle belle sorprese! ;-)
    Proprio ieri ho letto una stupenda tesi di una mia amica che tratta della genitorialità e di quel bambino che i genitori si immaginano, mentre sta ancora in pancia, e non sempre corrisponde alla piccola e deliziosa persona che si presenta a loro, dopo il parto ;-)
    Anni fa avevo visto un documentario francese sul bambino e il metodo del Dr. Brazelton. Era meraviglioso vedere come parlava non solo con i neonati, ma anche alle pancione delle mamme, quando il “bébé” non era ancora nato. Tranquillamente spiegai ai piccini la problematica ed era stupefacente vedere come loro reagissero
    ;-)
    Parla a tuo figlio ;-) Spiegagli le tue preoccupazioni e perché volevi una bimba. Digli che da quando conosci il suo sesso cerchi di abituarti all’idea e che ci vorrà magari un po’ per trovare la sintonia, ma che farai del tuo meglio. Chiedigli di aiutarti in questo ;-) E parlagli di te, di quello che ti piace , di quello che non ti piace oppure che ti fa paura ;-)
    E poi ci siamo sempre noi, se dovesse servire! Per ogni domanda, informazione o semplicemente sfogo ( perché ci vuole talvolta pure quello) nel tuo percorso di mamma con figlio maschio ;-)
    Un abbraccione e grazie per il tuo commento ... sono certa che altre mamme si riconoscano in quello che hai scritto... il tuo contributo è prezioso per permette di parlarne :-)
    Ilwana

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  48. cara anonima, quanto ti succede accade a molte mamme... solo che loro non lo dicono.
    l'idea della maternità risente di tante sfaccettature e vissuti; non solo è impossibile che il proprio vissuto sia uguale a quello di un'altra, ma potrebbe cambiare addirittura da un figlio all'altro.
    L'allattamento è una forma di relazione, e ogni relazione che impostiamo risente della nostra personalità, delle nostre esperienze, dell'ambiente... in particolar modo la relazione tra madre e figlia incide molto sull'idea della mamma che si sarà, può far sentire più o meno sicure di volersi relazionare con un maschietto o una femminuccia..il cambiamento da donna a mamma è grande e porta con sè una valigia piena di cose vecchie e di aspettative per quelle che verranno.

    Nessuna cattiveria quindi..solo una presa di coscienza su cui ti auguro di poter lavorare, facendo emergere la mamma consapevole che albeggia già.

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  49. no, nessuna cattiveria, è normale. Ti assicuro che succede a moltissime, ma non lo dicono.Proprio come dice assistente alla maternità!! Siamo donne, siamo persone, ancor prima di diventare mamme. E in ogni caso la mamma non è un'entità angelica volta al sacrificio e che sorride sempre e comunque. Tu e tuo figlio troverete la vostra dimensione. Te lo dico per esperienza, ho avuto la mia bambina in una situazione difficile, era inaspettata e quando ho visto il test ero tutto fuorchè felice.E anche dopo la nascita ho avuto qualche problema, che si è superato con l'amore.Vedrai che affronterai tutto, perchè i timori ce li abbiamo avuti tutte.

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  50. Grazie a tutte per le vostre risposte e i vostri consigli, sono le prime parole di vera comprensione che ricevo da quattro mesi a questa parte, tranne per fortuna il sempre costante appoggio di mio marito. Per il resto sono circondata da supermamme perfette cultrici del parto con dolore, della sofferenza dell'allattamento e così via come se solo attraverso questi elementi si possa diventare delle autentiche genitrici. Ora so che non è così.
    Continuerò a seguirvi!
    Un abbraccio
    Anna

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  51. Permesso? Vorrei rispondere e rincuorare Anonimo del 21 sett.12, nella quale mi riconosco tanto. Ormai mio figlio ha 15 anni: anch'io non ero felice di sapere di aspettare un maschio, ma poi le cose vengono da sole, in qualche modo. E sull'allattamento: ho vissuto anch'io malissimo questa cosa, il bambino era di 34 settimane (rimasto indietro a 29, peso 1,430 kg), ricoverato 1 mese; io provavo ad attaccarlo, ma se non aveva mangiato era nervoso perché non trovava latte, se aveva già mangiato non ne aveva più voglia. Tiralatte: pianti e tisane e lacrime, corse in ospedale a portare il prezioso ricavato, ebbene al max ho prodotto 100 g. Intanto, ero circondata da gente che non capiva il mio problema e baby blues e inadeguatezza.Come sempre nella mia vita sono stati i libri a salvarmi: dopo aver letto con angoscia il manuale della Leche League, in Che pappa dottore? ho trovato la frase giusta per me, e cioè che se il bambino ha dei diritti, ne ha anche la mamma. Alla prima visita post dimissione, una vecchia e saggia pediatra ha detto che non aveva senso alcuno se non avevo almeno il 50% del fabbisogno. E così ho smesso tutto e abbiamo adottato in pieno il biberon. È stato bello, alla fine, che papà potesse alzarsi la notte (voleva farlo!), dolce vedere nonno nonna e sorella poterlo fare, e siamo cresciuti tutti felici e contenti. In sintesi: non credo proprio che si possa essere contro l'allattamento, ma lasciate vivere senza giudicare male chi non lo fa.
    cari saluti,
    Paola

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  52. Salve a tutte, io ammiro chi riesce nonostante le difficoltà e il dolore iniziale che, credo, abbiano tutte, ad allattare il proprio bambino...E nessuna parte già con la convinzione di non allattare..Quando si scrive "non vuole" allattare, credo si intenda che abbia provato, non ci sia riuscita per milioni di motivi e abbia preferito trovare subito altre vie (non voglio rendermi interprete dell'articolo, ma credo che almeno in ospedale e nei giorni seguenti ci si provi ad allattare e dopo si decida che fare :) )...E allora che si fa?Brava chi insiste e chi riesce...Ma chi invece non ha questa forza di carattere o oggettivamente non ha latte, ne ha troppo poco o il non regge le ragadi...che deve fare, spararsi??Cadere in depressione? sentirsi una madre degenere e mettere a rischio la propria salute??Le alternative ormai ci sono...Quindi basta demonizzare chi decide di dare il latte artificiale..E' meglio questo che dare al proprio bambino una madre depressa e perennemente in lacrime o non dargli il nutrimento necessario perchè ha troppo poco latte..Io sono solo al quarto mese di gravidanza ma mi sto già preparando a non farmi abbattere psicologicamente da chi, come ho letto in troppi commenti, mi guarderà male e giudicherà una cattiva madre se non riuscissi ad allattare il mio bambino..il biberon non è niente di terribile..mio nipote è cresciuto con le aggiunte e poi solo col latte artificiale perchè mia sorella non ne aveva..Ed è cresciuto benissimo, senza mai avere coliche nè problemi di peso. Ripeto, io spero di poterlo allattare e ci proverò ma non ho intenzione di farmene una malattia qualora non vi riuscissi. Il rispetto per i sentimenti della mamma è davvero ancora troppo poco, me ne rendo pian piano sempre più conto. Bellissimo sito! Serena

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  53. Ciao a tutte voi, e grazie per questa occasione di confronto, spero non di scontro.
    Ho due bimbi, entrambi nati con cesareo. Ho allattato il mio primo bimbo fino a due anni, con enormi difficoltà iniziali che qui non starò ad elencare. Ora sto allattando la mia seconda figlia, che ha ora otto mesi, e mi sto rendendo conto che il mio latte sta via via diminuendo. Ho il terrore del giorno in cui non potrò più allattarla, dal momento che ovunque legga qualcosa in merito, trovo scritto soltanto orrori indicibili sulla somministrazione del latte artificiale ai piccoli. Non ultimo quello dell'obesità infantile. Mi sto deprimendo. A volte mi domando e mi rincuoro silenziosamente pensando che comunque, ad otto mesi ci sono arrivata. Poi, dall'altro lato, penso che io sono stata allattata artificialmente dal primo giorno di vita: a mia madre dissero che dopo un cesareo non sarebbe potuto arrivare il latte.....Comunque,ho sempre goduto di ottima salute...sarà stata fortuna.....Il punto è che amio parere, le cattive madri andrebbero cercate altrove: una cattiva madre è una madre che non ama suo figlio, che lo trascura, non lo educa, non lo sostiene. E' una madre che non sa coccolarlo, consolarlo, nutrirlo, se non soltanto col cibo. Per non arrivare ad abusi pesanti di ordine fisico e psicologico. Queste, a mio avviso sono cattive madri. Non le madri che non possono o non vogliono allattare, anche perchè, dietro le scelte di ognuno di noi, c'è sempre una serie di motivazioni, chiare o latenti, che non possono essere giudicate da terzi senza ledere la dignità altrui. E chi calpesta la dignità umana va perseguito.
    Giulia

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  54. Ciao a tutte!io ho partorito 50 giorni fa con un tc dopo 30 ore di travaglio, un parto terribile e una serie d complicazioni tanto che il mio bimbo è stato immediatamente ricoverato in terapia intensiva x mancanza di ossigeno, ho potuto vederlo dopo 2 giorni e me lo hanno fatto attaccare dopo 5, lui nel frattempo mangiava con il biberon perché non si poteva muovere dalla termo culla e io lo tiravo, ma purtroppo dopo una settimana ne avevo solo 30 gr, , tornata a casa con il mio barattolo di LA ero triste e demoralizzata, in ospedale mi dicevano di fare doppia pesata e dare l'aggiunta , la pediatra mi diceva di non dargliela e attaccarlo tutte le volte che voleva, così sono entrata in un tunnel di sconforto , il bimbo di attaccava cisi vorace e probabilmente male che dopo 2 giorni avevo ragadi in entrambi i seni, ho provato paracapezzoli e creme di ogni tipo piangevo ogni giorno e l'ora della poppata era diventata un'incubo , ho resistito un mese poi quando mi sono accorta che non ero piu io e il mio bimbo non era felice sono passata al LA esclusivo, ebbene ho ripreso in mano la mia vita e mi godo mio figlio appieno, non nascondo che anvora mi sento un po in colpa e mi domando se non ho fatto abbastanza sopratutto quando incontro persone che la prima cosa che mi chiedono é se allatto al seno!spero che con il secondo figlio se il signore vorrà donarmelo di riuscire ad allattarlo, ma se dovesse andare come il primo quedts volta so come godermi dal primo giorno il mio bimbo=)

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  55. Cara Mammadifretta, sono una mamma che allatta il piccino di nove mesi ed ha allattato la prima figlia per due anni.

    In questo post di due giorni fa ho descritto la mia esperienza “variopinta”.
    http://chevitafarelamamma.blogspot.it/2014/04/le-nostre-poppate.html

    Ecco cosa penso:
    1. Mi sono convinta che, nell'allattamento, convivono due elementi: l’elemento “fisico” dato dal latte e l’elemento psicologico, dato dalla serena partecipazione della mamma.
    Entrambi sono fondamentali. Se manca l’uno o l’altro, forse che il bimbo non se ne accorge e non ne risente fisicamente o psicologicamente?
    L’altro giorno ho visto una mamma che nutriva col biberon il suo neonato. Mentre il piccolo beveva, lei per tutto il tempo gli ha parlato sussurrando con voce dolcissima, guardandolo negli occhi e accarezzandolo; ok, il latte che beveva il piccino non era il supercompleto latte di mamma ma in compenso quel bimbo si è nutrito di dieci minuti di amore puro da una mamma rilassata e partecipe ed era lui stesso così sereno!

    Intendiamoci, da mamma che allatta sento di INCORAGGIARE tutte le mamme a provare, con TUTTE le proprie forze , ad allattare i figli al seno (esperienza straordinaria) ma se qualcosa dovesse andare storto, pazienza!

    2. Lo scopo di ogni mamma non è essere una mamma perfetta (chisseneimporta della “perfezione”) ma la felicità del proprio figlio. Ogni coppia mamma-figlio ha la propria formula di felicità. Un buon allattamento al seno è un componente meraviglioso ma mica l’unico della formula della felicità.

    3. Concordo perfettamente con te sulla necessità della rete per il sostegno della madre. Anche per allattare occorre una rete che ti informi e supporti, costituita da personale specialistico (medici, ostetriche, consulenti) e da persone care (famiglia e amici).
    Per fare un esempio banale mi domando: quando il mio piccino ha avuto bisogno di stare attaccato a me per dodici ore al giorno, come avrei fatto a prendermi cura dell’altra bimba e della casa se non avessi avuto persone ad aiutarmi materialmente e psicologicamente?

    4. Basta a farci la guerra fra mamme… su questo scriverò presto un post.

    Con simpatia.
    Ketty

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  56. io non ho propriamente scelto...perche' il mio bimbo non e` mai riuscito ad attaccarsi al seno ... ho scelto allora di utilizzare il tiralatte ma solo per un mese. io e Vittorio abbiamo un legame stupendo e scoppia di salute...questo e` superfluo dirlo
    io non ho scelto di non allattare, pero' ho scelto di non vivere questa condizione come una colpa, o in maniera svalutante, o di usare un doloroso e gommoso paracapezzolo. ho scelto la soluzione che facesse stare NOI al meglio. bisogna fare molta attenzione ad esprimersi come ho letto sopra perche' anche io ne ho sofferto ma ho un carattere forte e una volta tornata fra le mura di casa mia stavo di nuovo a mio agio....ma per chi si sente vulnerabile alcune parole possono pugnalare. allora divento talebana anche io: fatevi furbe e ognuno guardi a casa propria! la LIBERTA' e' piu' spesso garanzia di scelte migliori.
    Chiara

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  57. Ciao, sono la Viviana di KeVitaFarelamamma...Ketty mi ha preceduta di poco nei commenti perché proprio in questi giorni sul nostro blog abbiamo pubblicato il post sull'allattamento (quello segnalato da Ketty sopra) che racconta un'esperienza positiva e da ammirare e che volevo appunto segnalare.
    Sento di condividere anche io la mia esperienza dato che è stata completamente opposta a quella di Ketty ma pur sempre meravigliosa (non all'inizio ma dopo si).
    Ha detto bene Ketty prima: cosa è più importante? la serenità e tranquillità della mamma o allattare a tutti i costi, anche se la condizione non è delle migliori per la mamma?
    Il primo giorno in ospedale l'ho passato a piangere tutto il tempo. Tutte uscivano dalla sala parto con i propri figli attaccati al seno, sembrava che lo facessero da sempre...La mia, nata 3 settimane prima, piccolina e assolutamente pigra (una caratteristica che ha mantenuto nel corso del tempo...x es...ancora adesso che ha 3 anni 1/2 si vuole fare imboccare a casa e all'asilo!!) non era assolutamente interessata al mio seno. E' stata a digiuno un giorno intero. La regola ferrea, caldeggiata dalle ostetriche di turno, era: o latte materno o nulla!
    va bene...ma se non si attaca??? La lasciamo morire di fame? ve la immaginate la scena di me che vedevo tutte che allattavano e io NO....xchè la mia...dormiva e basta e non si attaccava?
    Le ho provate tutte: le coppette di silicone (di varie marche), il tiralatte ecc
    Ve la faccio breve perché non voglio tediarvi: ho resistito un mese esatto tra doppie pesate, latte stentato con coppetta di silicone e aggiunte artificiali. Vi dico solo che dopo nemmeno un mese dal parto mi è tornato il ciclo, per quanto poco mia figlia era riuscita a ciucciare da me! Il tiralatte??? ho provato il manuale, quello elettronico...ecc...Usciva una gocciolina a stento.
    Ho vissuto il primo mese con mia figlia tra lo smarrimento e l'ansia di non essere all'altezza della situazione. Capisco che sia giusto consigliare e fare di tutto per far dare il latte materno ai figli e quindi capisco anche l'atteggiamento delle ostetriche in ospedale; però non con quell'aria quasi di rimprovero se non è possibile o anche se la mamma per es non vuole.
    Io non sono per l'allattamento a tutti i costi. Ok, è il latte migliore e il SOLO...ma credo anche che l'amore di una madre non si misuri solo da quello. Non mi permetto quindi di giudicare nessuno, neanche le mamme che magari hanno tutte le condizioni giuste (bambino che si attacca senza problemi, ecc) ma decidono di non farlo.
    Non c'è niente di male, i bambini crescono bene lo stesso...e non credo nemmeno alla storia degli anticorpi dato che TUTTI i bambini allattati (di mia conoscenza) si sono ammalati e si ammalano esattamente come i bambini allattati poco o niente.
    Io so solo che quando ho preso la decisione di farla finita con le doppie pesate e l'allattamento misto (il mio e l'artificiale), passando al solo BIBE, mi sono sentita riavere. Ogni volta per me era un dramma e credo che mia figlia lo percepiva, esattamente come me.
    Abbiamo avuto e ancora abbiamo un rapporto simbiotico e unico lo stesso e sapete una cosa??? Ancora adesso la mattina e la sera prima di dormire mia figlia vuole il latte nel biberon e SOLO DA ME. Non lo accetta da nessuno, Se io non ci sono lo prende in tazza.
    Questo perché, anche se con un pezzo di plastica e silicone, siamo riuscite comunque a creare il NOSTRO momento, la nostra bellissima abitudine insieme.
    Una cosa inoltre è certa: se avrò un altro figlio e mi si riproporrà la stessa situazione, non aspetterò nemmeno un secondo per chiedere un biberon...Non è l'allattamento al seno ciò che rende le mamme speciali o perfette. Prima di tutto la serenità e tranquillità della mamma, senza i giudizi di nessuno.
    Vivy

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  58. Eccomi anche qui, dopo aver commentato l'articolo di Ke Vita fare la mamma, sullo stesso argomento...
    La mia esperienza di "mammalatteperforza" non è stata rose e fiori, anzi...
    Parto che mi ha vista provarle tutte davvero per teminare con cesareo d'urgenza... andate a leggere se vi va, qui: http://wp.me/p4kQUk-H8 comunque superato tutto... Lei si attacca al seno e ciuccia, oh se ciuccia... ciuccia cosa? Finito il colostro... il nulla!!! Niente montata!! Risultato??
    Mia figlia, a quattro giorni dalla nascita, è andata in ittero da fame! Lei succhiava e usciva troppo poco per le sue esigenze e, francamente, ritrovarsi in ospedale con la tua prima figlia color giallo limone e che, per di più, non si sveglia per ore dal sonno profondo in cui è caduta per debito di nutrimento, è esperienza da non augurare a NESSUNO!!
    Da allora ho vissuto (scioccamente e caparbiamente) un calvario dato dalla scelta di affrontare comunque l'allattamento misto pur di non sentirmi da meno rispetto alle mie amiche che già al secondo giorno avevano seni grondanti latte.
    Prima l'attaccavo al seno e poi al biberon e quando ha iniziato ad impigrirsi nella suzione dal seno, dopo ogni singola poppata passavo il tempo a tirare il latte per far credere al mio corpo di aver necessità di produrre più di quanto lui non fosse disposto a fare. Per cinque mesi e mezzo!
    Cinque mesi e mezzo durante i quali ho subito le occhiate ed i commenti pseudo compassionevoli di amiche/nutrici perfette!
    Cinque mesi e mezzo di lacrime e frustrazione e senso di inadeguatezza totale nei confronti di mia figlia!
    Poi però le cose cambiano ed ho iniziato a conoscere persone che mi hanno aperto gli occhi e mi hanno detto: "guardala!" E cosa succede a te mamma quando ti dicono di guardare tua figlia? Ti accorgi che tu e lei siete una cosa sola, che vi amate alla follia a prescindere dall'allattamento al seno.
    Capisci solo allora che non sei mamma di serie B; sei la SUA mamma ed hai fatto tutto quel che potevi per darle il meglio; ed il meglio era nurtrirla e farla crescere con il tuo sostegno, amore e un nutrimento adatto, fosse il tuo latte, quello artificiale o entrambi.
    Ho ricevuto i complimenti dal mio pediatra, il quale mi ha sempre sostenuta affermando che dovevo fare solo ciò che sentivo fosse il bene di mia figlia e non dovevo fare una malattia del mio latte che, ogni giorno di più, diminuiva.
    "Signora, ricordi sempre che il suo dovere è pensare al benessere della sua bambina e, a volte, questo non coincide con l'allattamento al seno. Non facciamo che diventi una questione egoistica e vada a scapito della bimba" (preciso che il mio pediatra è favorevole e promuove durante i corsi pre parto l'allattamento esclusivo al seno. Si dà il caso che però sia anche persona molto molto intelligente e preparata).
    Questa la mia storia... spero sia utile a chi si sente inadeguata e venga apprezzata da tutte coloro le quali operano una scelta per il bene dei propri figli.
    Detesto gli estremismi... in qualsivoglia ambito! Promuovo la libertà di scelta ed opinione... in qualsivoglia ambito!
    Trovo necessaria una corretta informazioni in entrambi i sensi, sempre!
    :) mamma Simo

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  59. È un sollievo per me sentire i vostri racconti, mi sembra di non essere più sola contro tutte le mamme perfette che incontro,che stress andare a passeggio e puntualmente sentire le parole:il latte ce l'hai si?il latte gli dai il tuo vero? Ma io dico fatevi i caxxacci vostri?! Chiedere solo come sto nooooo? Appunto l'altro giorno ho incontrato una ragazza che faceva il corso preparto con me, il suo bimbo è nato 2 settimane prima del mio e dooo avermi fatto la fatidica domanda mi ha detto peccato il mio ciuccia che è una meraviglia,beh sarà stato anche una meraviglia ma lui era malaticcio e sottopeso eil mio in perfetta salute! E allora mamme perfettine allattate i vostri figli al seno sono contenta x voi ma noi che x un problema o x l'altro non abbiamo potuto NON CI STRESSATE!!!

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  60. Che tristezza. Che tristezza il futuro che ci aspetta. Sono d'accordo nel segnalare questo articolo disinformativo!!
    Voglio puntualizzare delle cose:
    PRIMO: Cara fantomatica autrice, noi donne, per accezione, e per definizione, SIAMO MUCCHE DA LATTE! O pensi che le tette ci sono state messe lì, perché se le tratti bene, puoi proporti per il calendario di MAX? Ma che diamine dite??? Ma lo sapete a che servono quelle due bocce che vi trovate sotto il mento?? Cristo! Ma non si possono sentire certe cose!
    Siamo state create dalla natura per nutrire! Come tutte le creature di questo mondo. Femmine.
    SECONDO: vorrei precisare una cosa che mi fa alquanto ridere ahah, non si chiama GIUNTA, (che è quella COMUNALE, ossia insieme di persone che insieme al sindaco creano un organo collegiale) ma l'AGGIUNTA! deriva da AGGIUNGERE. Quindi prima di cercare su google qualcosa che vi faccia stare meglio con la vostra coscienza, fate un salto su wiki, e scrivete bene il plus di quel latte che credete che faccia tanto bene ai vostri poveri figli. Bah. Beata ignoranza.
    TERZO: Non esistono mamme fortunate!!!!!!!!! COME DIAVOLO VI SI DEVE DIRE?? MA POSSIBILE CHE SIETE TUTTE UGUALI?? Esistono mamme che hanno voglia, altre no.
    Il latte, non è spirito santo, che se sei una donna modello, e segui i comandamenti ti scende in testa, e ti guadagni il paradiso. Ma si produce. P-R-O-D-U-C-E. Vi entra in testa?
    E sapete come?? tadammmmm con vostro figlio!!! già! proprio quello che vi sembra che stia lì per farvi un dispetto, che voglia rubare le tette al vostro compagno, che sia un malefico esserino che vuole farvele smosciare, o addirittura, che non si impegna abbastanza! Quindi non fa scendere il latte! Ma che si deve sentire.
    Ognuna di noi è diversa. quando mi dissero che ci sono alcuni bambini che appena nati hanno bisogno di poppare anche 24h/24, mi spaventai e non ci credevo. E toh ! mio figlio è stato proprio così! Capezzoli in fiamme, ingorghi a gogò, sangue, ragadi, crema, metti, togli, pulisci, riattacca, asciuga, la prima visita che mi dice che devo svegliar il bambino se dorme più di due ore, da uno dei medici che ha avviato il mio allattamento, quindi sveglia, prendi riattacca, non riposare, rigurgito, vomito, coliche. Notti insonni. Questo è stato. ho pianto, per la stanchezza, per il dolore, per il sonno, ma cristo! avevo deciso io di fare un figlio! Sono io la sua responsabile, e io MADRE non faccio tutto quello che mi è possibile, sopra ogni mia forza per dargli il meglio????
    VOI MADRI CHE VOLETE PULIRVI LA COSCIENZA, CON POST IDIOTI COME QUESTI, CHE ANDATE A DORMIRE PIù TRANQUILLE DICENDOVI, E' MA MIO FIGLIO CRESCE BENISSIMO, ED IO SONO SERENA. GUARDATEVI ALLO SPECCHIO. E CHIEDETEVI: HO FATTO DAVVERO TUTTO, TUTTO MA PROPRIO TUTTO QUELLO CHE C'ERA DI POSSIBILE SULLA FACCIA DI QUESTA TERRA, PER DARE IL MEGLIO ALLA CREATURA CHE DICO TANTO DI AMARE??
    Poi dopo esservi risposte, prendete un biglietto per l'africa, dove ci sono quei bambini a cui donate 2 euro con i cellulare, parlate con le loro mamme, che sono pelle e ossa, con il figlio pelle e ossa perennemente attaccato e chiedetegli, se loro farebbero di tutto per i loro figli. MA proprio TUTTO.

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  61. Che tristezza, hai ragione. Perfettamente.
    E’ molto triste, Lilli Grace, che dopo mesi di lavoro, campagne di sensibilizzazione, eventi dentro e fuori la rete non siamo riuscite a far passare il messaggio che le mamme vanno supportate sempre, anche se possiamo non condividere le loro scelte.
    E la cosa ancora più triste è che a giudicare, accusare, persino inveire con tanta rabbia contro le madri sia un’altra mamma. Una che dice di aver avuto un avvio problematico con l’allattamento e quindi dovrebbe conoscere perfettamente la fatica che una donna affronta, dal test positivo in poi.
    Vorresti farmi credere che esistono mamme di serie A e altre di serie B?
    Che le mamme perfette sono quelle che allattano e le altre sono pessime?
    No, non ci sto. E come me, sono sicura, tante, tantissime altre donne.
    E sai perché?
    Perché questi giudizi, questi stereotipi, queste accuse sono una delle cause della Depressione Post Partum.
    Hai idea di come si senta una mamma depressa?
    Spero proprio di no, per te e per il tuo bambino.
    Io, purtroppo, sì.

    Io ho allattato, a fatica, tanta. Difendendomi da accuse simili alla tua.
    Ho ceduto all’aggiunta e mi sono trovata sguardi di compassione da dover reggere e sensi di colpa da inghiottire.
    Sono tornata all’allattamento esclusivo a furia di lacrime, ragadi, mastiti e via dicendo.
    Per dimostrare al mondo che ero una mamma di serie A.

    Nulla di più sbagliato.
    Sì, sono una mamma di serie A. Non perché ho allattato eliminando l’aggiunta ma perché sono uscita dalla DPP senza cedere alla disperazione.
    Sono una mamma di serie A perché ognuna, a suo modo, lo è.
    Sono una mamma di serie A perché sostengo le altre mamme, anche se io non ho ricevuto lo stesso trattamento. Anzi, lo faccio proprio per questo.

    Lo dici anche tu, Lilli: ognuna di noi è diversa.
    E allora valorizziamola questa diversità e facciamola diventare una risorsa.
    E smettiamola di farci la guerra.
    Non c’è nessuna gara da vincere, nessun premio per un guinness da raggiungere.

    Per crescere un bambino ci vuole un villaggio.
    Per aiutare una mamma ci vuole una rete che la sostenga.
    #SosteniamoLeMamme sempre!!!!

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  62. Ciao, sono una mamma , ho tre bimbi tutti allatatti, l'ultima 7 mesi, ho allattato come la cosa piu' facile e naturale del mondo, è faticoso lo è stato, ma non per questo sono migliore di tante altre mamme: sono semplicemente io e basta. Insegno yoga e negli ultimi anni seguo le mamme in attesa, mi confronto con loro le ascolto e cerco di aiutarle, queste sono le mie riflessioni. La gran parte delle mamme di oggi sono "orfane", le loro madri vengono dal periodo dell'ospedalizzazione del parto, queste madri possono trasmetetre ben poco degli antichi saperi di una volta (su gravidanza, parto, allattamento, accudimento del bimbo), insomma la stragrande maggioranza delle mamme di oggi non hanno la "preparazione che gli viene dalla rete di conoscenze delle loro madri e delle loro nonne" (perchè prima i bimbi avevano anche le bisnonne!!!). Non abbiamo piu' i tempi dell'ascolto: per ascoltare noi stessi le nostre esigenze, comprendere la nostra vera natura le nostre aspirazioni, e quindi per ascoltare ed accogliere la vita che nasce le sue esigenze, i suoi diritti. Alla donna servono queste due dimensioni: la rete sicura di protezione dove metetre alla luce il proprio figlio, e il tempo dilatato dell'atetsa , dell'ascolto, della preparazione: oggi questi momenti non ci sono, sono distratti da altre cose: le visite, il corredino, la cameretta, tutte guste per carita', ma non sono essenziali....Non ci sono strutture, gruppi , associazioni adeguati a preparare, supportare preparando adeguatamene le future mamme, ce ne sono molto pochi, poco conosciuti e le mamme che si rivolgono ad essi vengono a conoscenza di essi per scelte fatte a prescindere dalla gravidanza (inutile èparlare dei corsi fatti presso gli ospedali pubblici, direi completamente inutitli! Brevi, frettolosi (iniziano verso il 6 mese), e dando poco spazio all'incontro reale madre-bimbo...Insomma le future madri NON SANNO e NON VENGONO INTRODOTTE ALLA CONOSCENZA DELLA MATERNITA', se così fosse l'allattamento non sarebbe un problema perchè esso è solo l'ultimo (anche se non è così in verita') tappa di un percorso avventuroso e lungo. Non me ne voglia nessuno, ma allatatre come partorire è fisiologico e naturale , isitintivo e chi sceglie di non farlo, in mancanza di seri e validi motivi che lo impediscono, non ha risolto dei problemi anche nascosti, inconsci profondi dentro di se. Ma noi, cioè chie è vicino alle donne -mamme, non deve giudicare, ma deve sostenere comunque, magari entrando senza violenza nell'intimita' dell'altro, con dolcezza, magari potremo cambiare in questo modo la prossima scelta di una mamma. Il CAMBIAMENTO NON PUO' AVVENIRE CON VIOLENZA NON PUO' ESSERE IMPOSTO MA PROPOSTO, il cambiamento è lento ma puo' attuarsi. Ho visto mamme ringraziarmi perchè avevano allattato SOLO 4MESI, erano felici, sentivano di aver dato il massimo, dopo esperienze terribili, in ospedali con operatori assenti e menefreghisti. Io cerco di aiutare nel mio piccolo chi chiede aiuto e guido verso le ostetriche le puericultrici che possono sostenere chi ha bisogno. Chi non riesce ad allattare non è una cattiva mamma, ha solo perso una opportunita', ma nella vita ci sono tante opportunita' che andranno perse o colte, non sta a noi giudicare. Sta a chi si occupa di maternita' e gravidanza sostenere e difendere al meglio la donna come una madre sosterrebbe e difenderebbe il proprio figlio. Shanti a tutte.

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  63. Lilli Grace sei veramente una donna triste, ed é proprio xché ci sono persone come te che il mondo va male....sei riuscita ad allattare?!?!? Ma brava che vuoi una medaglia! !! Abbi rispetto per chi ha avuto delle difficoltà ,sai non siamo tutte wonder woman come te! FENOMENO facci sapere quando ti danno un premio..che amarezza!

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  64. Salve a tutte, sono mamma da quaranta giorni e faccio parte di quelle che non ce l'hanno fatta...Leggere frasi come "se vuoi puoi" e " il triste destino del biberon" ora mi fanno sorridere ma rimane una punta di amarezza..E non credo che con i seni pieni di ragadi sia possibile allattare (per carità magari c'è davvero qualche wonder woman ma vorrei vedere davvero una donna resistere con un bambino che si attacca per ore e ore ogni giorni e i seni pieni di croste), nè sia giusto resistere a tutti i costi con un bimbo piangente per la fame..Quindi sì, chi ce l'ha fatta avrà anche avuto delle iniziali difficoltà ma il latte l'ha visto uscire eccome. Basta dire che è impossibile non avere latte o non averne abbastanza o non averne di nutriente; è vero, il latte ce l'abbiamo tutte ma questo non vuol dire sia tale da consentirci di continuare a vivere..!Perchè passare ogni ora di ogni santo giorno con il bambino attaccato non è vita; sentirlo piangere dopo ogni estenuante poppata non è vita; tirarlo col tiralatte e vedere che te ne escono massimo 20 grammi dopo settimane di poppate continue HA un significato. Io ho ascoltato le opinioni di tutti (e mi sono resa conto di non essere stata minimamente preparata su cosa voglia dire allattare almeno il primo mese) e sono comunque uscita dall'ospedale piena di ragadi dopo essermi sentita dire che il bambino si attaccava benissimo e quindi dovevo solo farci il callo e che i miei capezzoli non erano dei migliori...vabbe....avrei voluto vedere tutte queste signore al mio posto..e sì, l'ho staccato un cavolo di giorno e mezzo per farmi guarire le croste e sì, non ho potuto evitare l'artificiale. Pediatra e parenti che dicono una cosa, mamme cariche di latte e consulenti che ti dicono l'opposto. E ho tentato intestartendomi e piangendo perchè volevo allattare con tutte le mie forze. Dopo un mese mi sono arresa.
    Se si vuole si può? Forse ma il prezzo da pagare è l'alienamento e la crisi più totale quando questo benedetto latte continua a rimanere a 20 grammi. Guarda caso tutte quelle che conosco che hanno allattato l'hanno avuto da subito, anche chi ha usato inizialmente solo il tiralatte; conosco anche chi si è intestardita e insistito nonostante la minima crescita dei propri figli e col senno di poi non lo rifarebbe,
    Io ho "ceduto" e ho aumentato l'artificiale; anche il mio latte è inizialmente aumentato, probabilmente per la diminuzione dello stress. Ora è diminuito, come è normale che sia, ma continuo a dare quello che ho al mio bimbo e a scacciare qualsiasi senso di colpa che, però, secondo alcuni dei post che ho letto qui sopra, sarebbe giusto provare..! Allucinante..arrivare a dire che non si creerebbe un legame col proprio bambino per questo..il legame che si crea con una madre disperata ed esausta invece mmmmmmmmm che meraviglia!
    In sintesi: tanta stima per chi allatta ma altrettanta stima per chi ha fatto un passo indietro, pur soffrendone, per il benessere del proprio bambino che è strettamente legato a quello della madre.
    Sosteniamo le mamme. Tutte.
    Serena

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  65. ciao,
    ho avuto mia figlia 3 mesi fa, in ospedale è stato un delirio, ho provato con attaccamento diretto, tiralatte, paracapezzoli, 4 ostetriche diverse, insomma, niente latte, tante ragadi e bambina urlante per la fame che mangiava più sangue che colostro.
    In quel momento ho visto nel biberon un'ancora di salvezza, per me e per lei, ci ho sofferto tantissimo psicologicamente soprattutto a distanza di un mese quando mi sono resa conto di sentirmi una mamma di serie B per questo motivo, adesso mi arrabbio quando vedo l'ennesima cattiveria riservata a noi mamme che non siamo riuscite ad allattare al seno, sottoscrivo in pieno che un biberon dato con amore è meglio di una tetta data con lacrime e risentimento, in ospedale mi chiedevo che madre fossi mentre lei tirava come una matta e io stringevo i denti dal dolore... con 12 punti dove non batte il sole e delle emorroidi pazzesche per 4 ore di sala parto soffrivo già abbastanza, ho deciso di chiudere il capitolo per la mia salute mentale, avevo cozzato contro un mio limite, l'ho riconosciuto e mi sono arresa.
    La pediatra dell'ospedale mi ha fatto sentire una merd@, alla faccia della psicologia e del sostegno alle neomamme, poi ti parlano di baby blues...

    Se volete allattare al seno anche fino a 15 anni i vostri figli fate pure ma non osate infangare l'amore che io e le mamme come me provano per i propri bambini.

    Di articoli pro-allattamento ce ne sono tantissimi e ormai è diventato un "obbligo", chi non ci riesce va supportato e consolato, saremo comunque ottime mamme, tetta o no!

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  66. Cara lilli grace,
    sei una bella maleducata, scrivere in maiuscolo se non lo sai equivale a gridare, quindi grida a casa tua, poi se ti senti una fuoriclasse perchè con dolore hai portato avanti la bandiera dell'allattamento al seno, sarai anche una martire ma non sei una gran intelligentona! Se ti fosse venuta una bella depressione post parto magari sola, senza aiuti, altri figli da accudire e un rientro al lavoro imminente?

    Visto che sei una donna dovresti dimostrare più sensibilità ma si vede che il dolore ti ha inacidito.

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  67. Io non allatteró. Fine della storia.
    Se qualcuno ha qualcosa da dire, lo dica agli incontri delle mammine pancine sole, cuore, amore.
    Nulla si attacca o si attaccherà mai ai miei sensi. Non avete alcun diritto di decidere il mio grado di 'mammitudine' Solo sulla base di un semplice atto, in mezzo a tanti altri.
    Se non vi va bene, provate ad attaccarvi voi alla mia tetta... Attenzione ai denti però, potreste non averne più.

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Ti va di parlarne?

no