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Quando nasce una mamma: il progetto

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Quando nasce una mamma è un progetto che è nato circa cinque anni fa nella mia testa ma che, solo negli ultimi mesi, ha cominciato a trasformarsi in un'esigenza talmente pressante da occupare gran parte del mio tempo mentale libero (e talvolta anche di quello meno libero!) alla ricerca di una sua traduzione nella realtà.
So benissimo, oggi, quello di cui avrei avuto bisogno nel puerperio: una persona che avesse attraversato quel calvario emotivo prima di me. Non tanto tempo prima, in modo che i suoi vissuti fossero ancora vividi, ma nemmeno da troppo poco perché non avrebbe potuto essermi d'aiuto. Volevo semplicemente parlare con una mamma, una che sapesse riconoscere nei miei occhi quel malessere che mi faceva soffrire ma che non mi giudicasse; una che, come me, si fosse sentita un'aliena a non gioire all'infinito per quel miracolo che la vita le aveva regalato. Una che avesse pianto di gioia e di tristezza in contemporanea, magari mescolando le sue lacrime a quelle apparentemente incomprensibili del suo bambino. Una che, nonostante quei giorni deliranti, ne fosse uscita e che volesse condividere con me quei momenti. Anche solo stando in silenzio. Un silenzio di piena comprensione.
Nessun giudizio ("Sei tu che sbagli!") nessuna generalizzazione ("Ci siamo passate tutte!") nessuna commiserazione ("Poverina, come mi dispiace!"). Semplicemente un "So quello che stai passando. Non è facile, è un percorso in salita ma alla fine arriverai a tagliare un traguardo meraviglioso: la costruzione della relazione con tuo figlio. Te lo dico solo perché ci sono passata anche io. Io ci sono per te. Se vuoi posso dedicarti un po' del mio tempo per ascoltarti, per abbracciarti in silenzio o magari per offrirti una mano. Fosse solo per cullare il tuo bambino mentre tu riposi un po'."
Queste sono le parole che desideravo ascoltare con tutta me stessa. Ma non le ho sentite. Da nessuna. Non c'era nessuna mamma giovane che potesse condividere con me quei giorni così delicati. Ci sono state della amiche fantastiche che mi hanno aiutata e che non finitrò mai di ringraziare. Ma non erano mamme. 
Questo è il motivo per cui ho deciso di creare uno spazio, in primo luogo virtuale, in cui tutte le neo-mamme che stanno passando quei terribili momenti di insicurezza, tempeste ormonali, fragilità, gioia mista a paura possano trovare un'amica nel web con cui parlare. O magari a cui urlare il proprio malessere, semplicemente per trovare un orecchio aperto e un cuore abbastanza ampio da accogliere quello sfogo.
Ma lo spazio virtuale, seppure importantissimo luogo di confronto e di crescita, non può essere sufficiente. Purtroppo sono poche le iniziative che sul territorio nascono con lo scopo di aiutare concretamente e gratuitamente le neo-mamme. Ci si preoccupa di fornire loro un'utile preparazione per affrontare il momento delicatissimo del parto ma poi, una volta dimesse dall'ospedale, le mamme si ritrovano da sole e spesso senza un appoggio sociale concreto da parte di specialisti del settore. Ecco perché, grazie alla collaborazione con psicologhe, counselor e ostetriche tutte rigorosamente mamme, sto cercando di creare una realtà che possa essere realmente utile quando nasce una mamma. Perché ricordiamoci che madri non si è per natura: in sala parto non nasce solo un bimbo ma anche una mamma che diventerà davvero tale in progress, strada facendo, esperienza dopo esperienza, insieme a lui.
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Abdelghafour

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