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Competenze per il successo, tra maternità e lavoro

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Rimbalza sul web, tra twitter e blog, la notizia secondo cui l’Institute for the Future di Paolo Alto, in California, avrebbe individuato e diffuso, attraverso il documento Work Skills 2020, un elenco di 10 abilità e competenze necessarie, nei prossimi anni, per avere successo nel lavoro.
Mi hanno incuriosito e dato parecchio da sorridere, perché, se davvero queste saranno le competenze più importanti per il successo professionale, molte delle mamme che conosco ne hanno da vendere e, soprattutto, vivendo, o avendo vissuto l’esperienza della maternità, hanno avuto modo di svilupparle. Non ci credete?

Leggete l’elenco:

1) Sense-making, la capacità di individuare e approfondire il significato di ciò che viene prodotto. Quante di noi hanno perduto giornate intere ad approfondire il senso della maternità, del nuovo ruolo, del futuro del nostro bimbo?
2) Social intelligence: la capacità di comunicare e connettersi con gli altri in modo veloce e spontaneo, stimolando la conversazione e le interazioni. Proprio come fanno le mamme quando si trovano a dover comunicare tra nonni, zii, pediatri, medici, maestre, mariti, altri figli…
3) Pensiero creativo: la capacità di trovare e pensare soluzioni e risposte al di là di regole e schemi precostituiti. C’è bisogno di commentare? Le mamme sono creative, se non lo sono ci provano, se ci provano ci riescono… devono: è una questione di sopravvivenza!
4) Cultura trasversale: l’insieme di conoscenze (provenienti da studi e formazione) utili a muoversi in diversi ambiti culturali. Come quello che si sono create le mamme, studiando e lavorando, prima, ed essendo catapultate, con la gravidanza, nel mondo a parte della maternità.
5) Pensiero elaborativo: la capacità di tradurre dati e statistiche in concetti astratti ed estrapolare risultati dai ragionamenti. Avete mai dovuto calcolare quante gocce di antipiretico dare ad un bimbo di 4,5 kg considerando che la metà andranno perdute nella procedura?
6) Conoscenza new media: la capacità di sviluppare contenuti per i nuovi media e sfruttarli per una comunicazione persuasiva. Eh beh, se siete qui e ci state leggendo, con i nuovi media siete già a buon punto.
7) Multidisciplinarietà: l’abilità di spaziare in più ambiti, tra competenze di natura diversa. C’è bisogno di commentare? Mamme, mogli, lavoratrici, cuoche, sarte, artigiane, economiste…
8) Organizzazione mentale: la capacità di rappresentare e sviluppare le attività e i processi di lavoro per ottenere gli obiettivi che ci siamo dati. Anche qui siamo sul versante della sopravvivenza: nessuna mamma priva di organizzazione mentale sarebbe in grado di gestire bimbi, pappe, lavoro, casa, marito, amiche ecc ecc.
9) Gestione delle informazioni: la capacità di filtrare il flusso di informazioni per importanza sfruttandole al massimo. Vogliamo parlare della miriade di consigli non richiesti?
10) Collaborazione virtuale: la capacità di lavorare lavorare in maniera produttiva anche da remoto, motivando un team a distanza. Mi butto: quante di voi usano il computer per mandare una mail di lavoro da casa e contemporaneamente tengono in braccio il pupo?

Un po’ si scherza, un po’ si parla seriamente. È certo vero che la mamme, attraverso la loro esperienza con i bimbi, si sperimentano in miriadi di situazioni diverse che permettono loro di sviluppare innumerevoli competenze trasversali, utili in svariati ambiti professionali e non. Il problema è che non sempre ci rendiamo conto di avere queste competenze, o meglio, non sempre siamo consapevoli che questo tipo di competenze è così importante nel mondo del lavoro. Ricordate, qualche tempo fa, la pubblicità dove durante una festa, di fronte alla domanda “E lei, che lavoro fa?” un’elegantissima mamma, dopo aver rivisto in un lampo le più comuni scene di gestione quotidiana, risponde “Io? Dirigo una piccola azienda familiare”? Mi è sempre piaciuta molto proprio perché rivaluta in senso professionale quello che le mamme imparano in maniera naturale, semplicemente vivendo la loro quotidianità di donne con figli.
E voi? Quali competenze particolari pensate di avere sviluppato prima, durante e dopo l’esperienza della gravidanza?

Psicologa Valeria

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Abdelghafour

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6 commenti

  1. Sono allineata perfettamente!!
    Ho appena risistemato il mio cv ed ho aggiunto:
    "Mamma di tre bambini: l’esperienza genitoriale, oltre a rappresentare una formazione esperienziale 24 ore su 24 da oltre 10
    anni, mi ha permesso di acquisire buone capacità organizzative e di
    gestione del tempo, ha aumentato la mia flessibilità e la mia capacità decisionale e di individuazione delle priorità, ha sviluppato la mia capacità di osservazione e la mia creatività. Mi ha fornito la possibilità di rafforzare le potenzialità di gestione dello stress, la predisposizione al lavoro in squadra, con la costante attenzione al benessere di tutti, l’abilità di accogliere gli imprevisti come risorsa."

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  2. Bellissimo! Proprio quello che intendevo. Dovrebbe essere di esempio per tutte noi.
    :D

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  3. Grazie Valeria ;)
    Pur essendo pedagogista, avere tre figli spesso è stato limitante per me professionalmente.
    Invece per me è stato motivo di crescita e "tirocinio" continuo!

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  4. Da psicologa, ex aspirante ricercatrice, posso dirti che la mia gravidanza è stata considerata come assolutamente limitante per la mia carriera così come la mia scelta di mettere famiglia e figlia davanti a tutto.
    Qualche tempo dopo la collega che considero all'origine della scelta di avere una bimba, dopo un mio rifiuto ad una sua proposta mi disse "So quanto vali e sono sicura che qualunque cosa farai avrai successo".
    La ringrazio ancora per questo, perchè in quel momento di incertezza ne avevo molto bisogno.
    Oggi io mi sento cresciuta, ricca ed in continua evoluzione e vedo tutta l'aridità della vita di chi mi ha osteggiato e non sa cosa significhi avere figli.

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  5. Assolutamente d'accordo su tutta la linea..... Magari seguo l'esempio di Barbara, anche se dubito che con il lavoro che faccio la cosa possa avere effetto sui possibili futuri datori..... Per ora il fatto che io sia stata ferma per tre anni (in realta' non proprio ferma...) e' stata piu' una penalizzazione che altro.... Magari devo cambiare gli indirizzi sulle buste e mandarlo soltanto ad architetti-donna con famiglia! Dai, che passata la tempesta mi riattivo....

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  6. Come psicologa e ricercatrice confermo le difficoltà incontrate per entrambe le mie gravidanze.
    Oggi mi rendo conto grazie ai miei figli, di aver invece ricevuto tanto e di aver arricchito la mia professione diventando una multitasking d'eccellenza.Finalmente nel mio cv, prima di ogni pubblicazione è riportato il mio status principale, una Bismamma innamorata e consapevole.

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