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Il dialogo dei 9 mesi: comunicare con il bambino prenatale

3 commenti
I nove mesi nel grembo della mamma valgono una vita, fanno parte della nostra storia personale e di quella dei nostri figli. Le moderne ricerche scientifiche nel campo della psicologia e sensorialità fetale hanno evidenziato qualcosa che l'Oriente ha riconosciuto da tempo: l'inizio della vita non coincide con il momento della nascita ma con quello del concepimento.
È una frase forte che apre uno sguardo nuovo sui mesi passati nell'utero materno: un utero che assume i connotati di “casa” per il nostro bambino, una casa che protegge e contiene, ma non isola. In questo ambiente il piccolo d'uomo “sente”, memorizza e apprende: odori, suoni, sapori, tatto ed emozioni lo raggiungono e diventano un patrimonio per la sua crescita, dentro e fuori dal pancione.
Se queste sono le premesse ecco che l'idea di comunicare con il bimbo, quando è ancora nella pancia, diventa una possibilità concreta per mamma e papà in attesa: assume il significato di fare spazio, all'interno della coppia o della famiglia già costituita, al piccolo che nascerà. Non solo uno spazio fisico, nel corpo della mamma che cresce e si espande, ma anche psichico ed emotivo, fatto di ascolto ed accoglienza, da parte di entrambi i genitori.
Comunicare con il bimbo in utero si trasforma in un percorso di conoscenza reciproca che promuove il bonding, cioè la formazione di quel legame di attaccamento, unico e personale, tra mamma, papà e bambino, fondamentale per ogni adulto che diventa genitore ed ogni neonato che viene al mondo.
La comunicazione prenatale coinvolge anche i papà che, scoprendo la possibilità di stabilire un con-tatto con il loro bimbo già durante la gravidanza, si sentono meno esclusi da un processo abitualmente considerato tutto femminile e vengono facilitati nella costruzione della nuova identità paterna.  È inoltre un'opportunità per rendere più intenso il legame di coppia, o ricostituire un legame magari allentato, che si ritrova unita nella meravigliosa scoperta del piccolo che sta per nascere.   
Ma come comunicare con qualcuno che non si vede e non si conosce?
Possiamo comunicare attraverso il contatto fisico: massaggiando, cullando, e anche giocando con il nostro piccolo nel pancione. Possiamo utilizzare la voce, attraverso suoni semplici, monosillabici o ripetitivi, abbinandoli a circostanze specifiche. Possiamo parlargli, leggergli una storia (alcuni esperimenti hanno mostrato come i bambini riconoscano, una volta nati, la storia raccontata dalla mamma nell'ultimo trimestre) o cantargli una ninna nanna. Una ninna nanna, sempre la stessa, ha il potere di calmare il bambino  e diventa un elemento di continuità tra il prima e il dopo la nascita. E poi...ci sono tanti altri modi che potrete scoprire con letture approfondite o, ancora meglio, attraverso un percorso esperienziale, personalizzato, condotto da un'educatrice o tutor prenatale.
La comunicazione con il bimbo nel pancione è una straordinaria possibilità, a disposizione di mamma e papà, per sviluppare e dare spazio a quella sfera degli affetti e dell'umano sentire, fondamentali per divenire genitori, così spesso trascurata nel processo medicalizzato di accompagnamento alla nascita caratteristico della nostra società.

Laura Ballerio
Counsellor perinatale

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3 commenti

  1. OstetricaCristina20 marzo 2012 13:29

    Laura non avevo letto questo bellissimo post!vai a visitare www.primalhealtcare.com,troverai un sacco di materiale interessante sull'argomento!M.Odent,il fondatore della primal healt care la chiama appunto salute primale,cioè tutto ciò che avviene in gravidanza fin dal concepimento forma in gran parte ciò che saremo nella vita adulta,ma non solo a livello relazionale,anche per quanto riguarda la salute fisica!ti mando un abbraccio!

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  2. Ciao Cristina,
    grazie per i complimenti! Conosco molto bene Michel Odent, è stato uno dei miei formatori!!! E il sito che hai indicato è interessantissimo!
    Un abbraccio a te

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  3. Noi stiamo comunicando tantissimo con il nostro bambino. Sembra assurdo ma noi lo sentiamo già parte della nostra famiglia. E' come averlo già tra noi... oggi gli ho letto questo libro http://www.filastrocchedellattesa.it/ che ho trovato molto ben fatto e utile allo scopo ... avreste dovuto sentire come gradiva! Sono all'ottavo mese, lo sento parecchio... scalciava ad ogni rima! :)

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