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L'importanza dei papà

2 commenti
Ci conosciamo, ci innamoriamo, stiamo assieme poco o tanto non importa, poi decidiamo di essere una famiglia, nasce il frutto del nostro amore e… iniziano i problemi!
Come mai?
I papà si uniscono alle mamme per concepire e poi? Mica finisce tutto lì! I papà vogliono partecipare e perché non farli vivere con noi questa esperienza? Perché chi ci ha dato la possibilità di avere la persona più importante della nostra vita dovrebbe stare in disparte? E’ assurdo!
Oggi i papà VOGLIONO esserci, esser testimoni, aiutarci, sostenerci, amarci … e facciamoglielo fare, no?
Quando il bimbo è in pancia può già iniziare a conoscere il suo papà; è ovvio che stando  nella nostra pancia viva i 9 mesi della gravidanza a stretto contatto con noi ma il nostro pupo sa bene e da subito che dentro di lui c’è qualcun altro.
Quando il bimbo nasce non è detto che il papà non possa far niente per la coppia madre-bambino: sta alla donna posare il cencio, prendere in braccio il proprio figlio e farsi lei stessa prendere in braccio dal papà!
I parenti che vengono ad usurpare il figlio/nipote dovrebbero invece prendere quel cencio e usarlo, prendere le pentole e cucinare, aiutando questa nuova famiglia.  Invece cercano di “rifarsi” del tempo perduto lasciando i loro figli, nuovamente bisognosi di aiuto, in balìa delle incombenze di sopravvivenza.
Per questo i papà oggi sono chiamati a ricoprire il loro ruolo al pari delle mamme e hanno un’importanza basilare per lo sviluppo fisico, psichico ed emotivo del loro bambino, al pari delle mamme.
I papà sostengono le mamme che soffrono di baby blues,  le mamme felici e quelle che hanno paura: sono le braccia sicure dell’amore incondizionato ed è bello poter dire che anche gli uomini hanno un’emotività  viva e ricca!
Quando il bimbo cresce ha BISOGNO di modelli comportamentali differenti che contribuiscono a formare la sua personalità. Serve il contributo materno e quello paterno, altrimenti al nostro bimbo mancherà qualcosa di fondamentale per affrontare la vita.
Ma questi papà cosa possono fare? Quali sono le cose fondamentali che fanno per il proprio figlio?
Prima di tutto contribuire alla scintilla della vita,  che non è poco, poi aiutare la mamma durante la gravidanza e viverla con lei, in modo da non trovarsi di fronte un perfetto sconosciuto  al momento della nascita. Una volta che  il bambino sarà nato potranno contribuire alla formazione di nuovi rapporti: tutta la famiglia è messa a dura prova, c’è bisogno di tempo per adattarsi e la mamma è davvero  vulnerabile, assorbita, innamorata, felice, triste, paurosa, angosciata. Sa che la sopravvivenza del suo cucciolo dipende ancora da lei, ma affrontare tutto questo pensando e sapendo di avere il proprio compagno vicino rende le cose molto più facili e il papà si sente veramente parte integrante della famiglia.
Quando il bimbo cresce il papà è colui che lo accompagna lungo l’avventura della vita con spirito valoroso:  se lui insegna al bambino che i pericoli ci sono e che si possono affrontare, la mamma  gli insegnerà che se si incappa in uno di questi lei ci sarà per aiutarlo.
Sono due atteggiamenti completamente differenti ma ugualmente importanti: insegnano al bambino che si può decidere, affrontare, pensare, trovare soluzioni, buttarsi nella mischia ma anche che c’è una tana sicura dopo la battaglia, c’è qualcuno che ti consolerà se starai male e che mai ti giudicherà se non sei riuscito perché ti ama a prescindere.
La psicologia dell’evoluzione, quella dell’infanzia e quella generale ci danno innumerevoli spunti e ragioni per conoscere questi aspetti così astratti per le passate generazioni. La cosa sorprendente è che dentro di noi, genitori delle nuove generazioni, c’è una voce forte e antica che ci dice di cambiare, di ritornare a vivere l’esperienza della vita con umanità, amore, collaborazione, felicità e gratitudine anche nei momenti bui.
Per affrontare i problemi attuali bisogna prima capire da dove nascono e ripercorrere la strada che non abbiamo deciso noi, ma che ci siamo trovati a percorrere e comprenderne  l’essenziale esigenza: quelle antiche ferite ci servono tanto e dovremmo riuscire a ringraziare di averle avute perché ci hanno permesso di diventare le persone che siamo oggi, che si affacciano alla vita adulta con la voglia di essere migliori.

Ostetrica Cristina

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Abdelghafour

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2 commenti

  1. bell articolo.finalmente sì dà spazio anche ai padri,senza di loro non si può procreare.

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  2. Questo articolo dovrebbero leggerlo i papa'......
    (perche' a volte le neo-mamme fanno molta fatica a coinvolgerli emotivamente e fisicamente...!)

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