yes
no
6/mamme/slider
no
Image and video hosting by TinyPic

Quando nasce una mamma… troppo presto: la maternità dei prematuri

11 commenti
Sta andando tutto bene.
La pancia cresce, la gente ti fa i complimenti, ti chiede “Maschio o femmina?”
Tu rispondi con aria sorridente.
Pensi che il periodo peggiore, il primo trimestre, sia già passato.
Ora rimane l’ultima grande fatica, il parto, ma alla fine è un prezzo da poco per una gioia così immensa.

Poi, l’imprevisto.
Un mal di schiena “strano”, o un’emorragia, le contrazioni troppo forti o ravvicinate per non allarmarsi.
E il tuo piccolo che, nonostante manchino ancora diverse settimane alla data prevista, vuole nascere adesso.

E di corsa all’ospedale.
Nel tragitto preghi, urli o sei paralizzata dal panico, razionalizzi, ragioni che non sia possibile.
Fai il conto delle settimane, rosicchiando giorni qua e là per aumentarle. Ti resta in testa quell’articolo che avevi letto chissà dove nel web che indicava la percentuale statistica della sopravvivenza per i prematuri, con la dovizia di particolari sulle conseguenze catastrofiche in base alle settimane di gestazione..

E all’arrivo vedi le facce preoccupate dei medici, il monitoraggio, non capisci cosa pensino. Senti nell’aria parole incomprensibili, o inizi a notare gente che corre, qualcuno che ti chiede di toglierti gli anelli o se sei allergica a qualcosa, “chiamate di corsa l’anestesista”.
E ti ritrovi in sala operatoria prima che potessi capirci qualcosa, o forse il parto è già avviato che devi aiutare la tua creatura a nascere prima del tempo, anche se è l’ultima cosa che avessi mai desiderato al mondo. Molto prima del tempo. Per te e per lui.

E’ così che va.
Non ci si pensa mai, ma può accadere.

A volte si arriva in tempo per ritardare la nascita. Può trattarsi di un falso allarme o una situazione “rimediabile”. E dopo gli esami di controllo, magari la somministrazione di un tocolitico può cambiare la situazione. Ci si ricovera e sotto controllo  si attende pazientemente il “momento giusto”.

Ma quando non si può aspettare..cosa si prova?
Le emozioni sono contrastanti. Ansia, terrore, shock, delusione, rabbia, sentimenti negativi verso chiunque si alternano alla paura del futuro per la propria creatura.

Si è in balia di emozioni forti, diverse tra loro.
Si cercano modi differenti per razionalizzare, controllare l’evento, reprimere o sfogare la rabbia.
Le persone accanto non sanno goffamente cosa dire, o quello che dicono a volte appare irritante e basta.
Nessuno che non lo abbia provato può capire come ci si senta nel vedere il proprio cucciolo troppo piccolo, attaccato a delle macchine per respirare, nutrirsi, sopravvivere.
Parlare coi medici e non capire cosa sia un gavage, una malattia delle membrane ialine.
Sentire il cuore fermarsi, quando i medici dicono che c’è una tachipnea transitoria, senza sapere che l’aumento di frequenza respiratoria del neonato non lascia danni e che si regolarizza generalmente da sola.

E’ un mondo, quello dei genitori dei prematuri.
Un mondo che merita rispetto, sostegno, accompagnamento con dolcezza, professionalità, competenza.
A volte silenzio, a volte parole di conforto.
Merita notizie precise e dettagliate, parole semplici e comprensibili.
Merita la speranza ma non le false promesse.
Merita il tempo per abituarsi all’idea ma anche una mano forte per rialzarsi e combattere.


Questo articolo è un tributo a voi, familiari dei prematuri, in particolare alle mamme.
Coraggiose mamme forti, o in lacrime, o che fanno finta di niente per non sembrare deboli. Che chiedono informazioni a chiunque in corsia. Che fanno le scale  senza sentire nemmeno il fastidio di un taglio cesareo, spinte da un’incredibile energia per colmare quella distanza che sembrava irrecuperabile tra voi e la vostra creatura.

Ma è anche un incoraggiamento a tutte le mamme che hanno ancora la loro creatura nella pancia.
Evitare di sentire questi discorsi non vi aiuterà. Sapere che potrebbe accadere, sì.
Sapere che, anche se nessuno ve lo augura, il vostro cucciolo potrebbe arrivare prima, e che c’è un mondo di professionisti preparati ad ogni evenienza.
Ci sono tecniche specifiche per dare a questi bambini speranza di vita, senza alcun esito negativo; ci sono centri di terapia intensiva neonatale di vari livelli per accoglierli e accogliere voi; ci sono esperti che possono confortarvi, indicarvi la strada con tanti suggerimenti, tecniche, strategie che rendano più lieve questo percorso.

Informatevi.
Non sugli esiti infausti delle prematurità, ma su chi, dove e come potrebbe occuparsi di voi e del vostro bambino, se decidesse di arrivare prima del tempo.
E’ il regalo più bello che potrete farvi.


Assistente alla Maternità Barbara


Immagine presa qui
author profile image
Abdelghafour

Lorem Ipsum is simply dummy text of the printing and typesetting industry. Lorem Ipsum has been the industry's standard dummy text ever since the 1500s, when an unknown printer took a galley of type and scrambled it to make a type specimen book.

11 commenti

  1. io non ho avuto particolari problemi, la mia bambina nata 33 settimane respirava già da sola e non ha avuto problemi tranne l'ittero che si è risolto con un po' di fototerapia.
    Ma quando quella mattina del 10 agosto quando ho visto quelle perdite rosa mi ha preso il panico. Dall'ospedale sono uscita 12 giorni dopo io da sola e con la mia piccola il 5 settembre. Mi sono sentita in colpa (ho fatto il trasloco con lei nel pancione), triste (x 4 giorni non ho potuto vederla perchè ho avuto febbre a 40), arrabbiata (non avevo partorito in modo naturale ma con un cesareo) e sola (lei ora era fuori di me e prima del tempo, non eravamo più un tutt'uno, non veniva più nessuno ad accarezzarmi la pancia).
    Ho accentuato la mia già presente possessività.
    Giudicata da molte persone ma per fortuna qualcuno (mamma ovviamente) mi ha detto che è una fase normale.
    Mi ha segnata tanto che ancora adesso parlarne mi commuove...e ripeto io non ho avuto grandi problemi.
    Ho recuperato un po' di tempo perso con lei con la marsupio terapia e il massaggio infantile, secondo me importanti!! E a febbraio andremo in piscina insieme. Diventare mamma in anticipo è un momento delicato che dovrebbe essere sostenuto da chi circonda la famiglia...in generale la nascita secondo me è così. La coppia mamma-bambino dovrebbe essere difesa da ogni negatività, protetta da ogni cosa che crei ansia o disagio.

    RispondiElimina
  2. Davidino e' nato di 27 settimane e 4 giorni...gravidanza normale finche' un giorno alla 25esima settimana mi si sono rotte le acque...corsa in ospedale, ricoverata e ferma a letto per 15 gg per riuscire a guadagnare un po' di tempo. Quel giorno il 7 maggio 2005 oltre al danno la beffa...mi dicono che c'e' l'incubatrice libera e decidono che e' ora di farlo nascere, mi alzo per fare pipi' e...prolasso di funicolo, la corsa in sala operatoria, cesareo d'urgenza...nn piange, e' cianotico, lo rianimano....900gr di voglia di vivere il mio topino, dopo una settimana mi comunicano che ha avuto un'emorragia cerebrale: puo' essere tutto o niente, morire o avere un arto paretico. Tre mesi di lotte, tra apnee, trasfusioni, marsupioterapia, musicoterapia e io che rompo in continuazione perche' mi dicano dove andare una volta fuori di li. Ho fatto volontariato ad una bimba disabile e so' che nn bisogna perdere tempo, la riabilitazione deve essere il piu' tempestiva possibile ed entrare in un centro senza liste di attesa di due anni un'impresa se nn ti aiutano. A noi e' andata bene, Davide e' stato ed e' curato bene, recupera, corre salta, ha una vita quasi normale, noi nonostante le fatiche siamo una famiglia unita ma il dolore di questa esperienza lo vivo come il primo giorno, quando il mio piccolo dorme mi metto vicino a lui e lo guardo, vedo ancora quel musino grande come una mela e le lacrime scorrono...

    RispondiElimina
  3. Care mamme Gioix e Anonima, grazie per le vostre toccanti esperienze. Divenire mamma prima del tempo lascia spazio a una vasta gamma di problematiche e vissuti..che restano dentro anche a lungo, anche se la situazione si risolve.
    In particolar modo il dolore è vivo quando non tutto va completamente per il verso giusto...e allora ogni cosa crea un segnale d'allarme che riattiva il dolore antico.
    Care mamme, siete state forti e coraggiose..I vostri cuccioli avvertono la vostra forza e il vostro amore e senz'altro questa è per loro la migliore cura per crescere sereni e in salute.
    A voi il mio abbraccio più sincero..E non ricacciate le vostre lacrime, ma commuovetevi pure e condividetele con chi vuole ascoltarvi: sono gocce di amore che testimoniano quanta fatica e quanta strada avete fatto per garantire il massimo alle vostre cerature. siatene orgogliose..
    resto comunque sempre a vostra disposizione..anche solo per una parola o per ricordarvi quanto siete speciali.

    RispondiElimina
  4. Che dire... dritta al punto...
    Sono mamma di un bimbo nato in 25 settimane, e questo articolo non potrebbe rispecchiare meglio quello che ho passato io e tante mamme come me...
    Complimenti anche per la delicatezza delle parole...
    Grazie, Laura

    RispondiElimina
  5. Io ancora non riesco a parlarne, Alberto ora ha tre mesi, e' nato in 30 settimane... Non so se e' più forte il dolore o la rabbia,non so darmi pace, non so darmi un perché... Tutto quello che avevo sognato, immaginato... Tutto infranto... Non aver potuto provare mai la gioia di poterlo allattare, prenderlo in braccio dopo 20 gg che e' nato... Tornare a casa convinta che l'inferno sia finito e continuare per mesi a fare quasi ogni giorno visite su visite... E la notte il tarlo che qualcosa non va... Non riuscire mai a guardarlo con la serenità di qualsiasi altra mamma, sobbalzare ad ogni starnuto o colpo di tosse... Sentirsi sola... Le tue amiche con i loro bei pupi nati a termine ti dicono candidamente "l'importante e' che sia andato tutto bene" e tu sconvolta annuisci e pensi " ma cosa e' andato bene?"

    RispondiElimina
  6. purtroppo spesso in queste situazioni le altre mamme sono così prese dalla loro gioia, da non avere il "tempo" di pensare a come ti senti tu...magari non sanno delle visite, delle preoccupazioni. Però io ti posso dire chhe sei mamma due volte.Lo sei, perchè sei in grado di superare la fase che attraversi, è normale questo turbamento. è come una sorta di lutto nei confronti del tuo bimbo atteso... lo avevi identificato in un modo, e invece...ciò che ti consiglio e di non pensare allo stereotipo di mamma...Io non ho potuto fare l'allattamento esclusivo, ero tesa e nervosa e il latte non veniva giù, altre hanno dovuto rinunciare per altri motivi, altre ancora come te stringono il bambino a sè dopo giorni, altre ancora non lo stringono mai... non easiste la mamma perfetta, così come non esiste il bimbo perfetto... e ti capisco sai.Stare in ospedale, portare continuamente il bimbo alle visite, ti mette ansia, perchè temi...hai un'amica con cui parlare?? se vuoi puoi scrivermi info@mammadifretta.com ...io ho lavorato per mesi in Utin. Un abbracio-

    RispondiElimina
  7. Anonima mamma di Alberto, posso solo immaginare le tue emozioni in questo momento, in questi mesi. C'è un mondo dentro te che ha bisogno di essere accolto, coccolato, rassicurato, consolato, lasciato sfogare. Quoto in assoluto quanto ha scritto Maria Pia e aggiungo: non sei sola, non stare sola. Il tuo bambino ha avuto bisogno di aiuto e gliel'avete dato, non trascurare te stessa e se hai bisogno chiedi. Un abbraccio.

    RispondiElimina
  8. Cara mamma anonima, il tuo vissuto deve essere molto pesante. essere mamma di un cucciolo che ha avuto problemi di salute non è facile e a volte scava per lungo tempo, anche quando gli altri pensano che sia "tutto a posto". Chi non ha vissuto la tua esperienza difficilmente potrà capirti. Ma sento in te tanto tanto dolore, che ti auguro di affrontare. Appoggiati qaucluno di cui ti fidi, un medico, uno psicologo, un gruppo di sostegno di mamme che abbiano vissuto la tua esperienza. Ce ne sono. E magari quel conforto che altri non sanno darti, arriverà. E si estenderà alla tua meravigliosa creatura.
    Vi auguro tanta serenità. E ti abbraccio.

    RispondiElimina
  9. la mia principessa di 5 anni e mezzo è nata alla 33esima settimana con un cesareo d'urgenza. Fino a quella mattina ero un bellissima 32enne incinta che stava lavorando ed era felice di accogliere tra le sue braccia la sua piccola non prima di due mesi. Poi una sensazione, la paura che stia succedendo qlc, una capatina in ospedale solo per controllo e invece dopo due gg, per un tracciato non rassicurante, lo stesso del ricovero è nata lei di 2kg...22 gg in ospedale, i + sofferti della mia vita, la sensazione di fallimento, l'impossibilità di allattare, uscire dall'ospedale senza pancia e senza figlia, quell'embrione nell'incubatrice...è passato, la mia bimba è perfettamente sana ma quel ricordo è ancora un pungo nello stomaco.. un abbraccio forte forte a tutte le mamme che in questo momento sono in questa situazione…passerà!!!

    RispondiElimina
  10. Sono passati quasi 3 anni, eppure ancora fatico ad esprimere le mie emozioni di quei giorni. L'ambulanza che veniva a prendere mia figlia per portarla via da me, nella prima tin con un posto disponibile. Io ferma in un letto, sola, mentre le infermiere portavano i neonati alle loro mamme. Io invece cos'ero? Non ero più una donna incinta e felice, ma non mi sentivo neanche una mamma. Qualcun altro stava facendo da mamma a mia figlia. Qualcun altro l'ha presa in braccio, l'ha lavata, le ha dato da mangiare, l'ha addormentata prima di me; mi sembrava così ingiusto...
    In tempi record mi sono ripresa dal cesareo, per andare dalla mia bambina. Come hai meravigliosamente scritto, nessun dolore avrebbe potuto impedirmi di correre da lei. E quanto faceva male il cuore ogni sera che dovevo andare via, per tornare in una casa così vuota.
    Abbiamo vissuto un vero e proprio trauma, che si supera, ma non si può dimenticare. Un'altra cosa che mi ha lasciato questa esperienza è che io non ho mai guardato mia figlia con occhi spensierati. Io l'ho studiata. Ogni sua conquista non era una sorpresa, ma il sollievo che la prematurità non le aveva lasciato conseguenze psicomotorie.
    Il parto prematuro mi ha segnata e mi ha tolto tanto. Chissà, forse dovrei parlarne con uno psicologo.

    RispondiElimina
  11. il mio piccolo Riccardo ... nato prematuramente ... quel periodo resterà sempre con me ... come il giorno del ricovero in ospedale .. una mattina vado in ospedale per delle perdite marroni ero alla 25+3 gg ... mi dicono signora ha semplicemente il collo dell'utero raccorciato , che a dire la verità non sapevo nemmeno cosa significasse , avevo 18 anni e andavo a scuola ... mi dissero < signora oltre che andare a scuola riposo assoluto > . Due giorni dopo la sera mi chiamano , mi dicono < signora è l'ospedale domani mattina deve venire a fare dei tamponi vaginali nel caso ci siano infezioni > . il mattino seguente mi accompagna mio papà alle 7 del mattino e dopo sarei dovuta andare a scuola , ma quel giorno non andai a scuola in quanto videro che il sacco era ormai in vagina e ed'ero a rischio di parto prematuro , ero alla 25+5 , di corsa in ambulanza al Gaslini , il tempo di chiamare mio marito i miei genitori in lacrime , tutto di corsa , Riccardo è nato alla 27+5 peso 960g ... ha respirato fin da subito non ha avuto un problema , siamo stati ricoverati 2 mesi e mezzo e poi a casa , crescita lenta , non mangiava , ma a casa finalmente , è un mondo che non conoscevo proprio , ma un mondo dove capisce veramente cos'e' la vita !!! come questi piccoli grandi guerrieri possono guadagnarla !!! ... è una cosa spettacolare !!!

    RispondiElimina

Ti va di parlarne?

no