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Il parto cesareo? Che peccato...

30 commenti
Sfoglio con una certa leggerezza una rivista di gossip capitatami tra le mani.
Una diva racconta del suo travaglio di 16 ore per il parto del suo primogenito.
Grazie a Dio, il piccolo è nato in salute nonostante un funicolo a bandoliera (giro di cordone ombelicale attorno al collo o al tronco, ndr) impedisse un corretto svolgimento fisiologico del tutto.
E la signora si congratula con se stessa per avere evitato il taglio perché “Sarebbe stato facile ripiegare sul cesareo”.
Mi ribolle il sangue.
Primo, perché la neomamma in questione, che mi è anche simpatica e a cui vanno davvero tutti i miei più sinceri auguri, non fa mistero di avere avuto accanto in sala parto il compagno, famoso medico: non è cosa da poco. I mariti in generale, elettricisti, ingegneri, muratori, baristi, comuni mortali insomma, mediamente pensano che l’episiotomia sia un rito propiziatorio Maori, figuriamoci quanto supporto a livello “professionale” possano dare in quel momento. Si badi bene, non intendo supporto emotivo: di certo la presenza del compagno è di grande conforto e incoraggiamento. Ma guardarlo negli occhi e scoprire che quando parla il ginecologo ha capito meno di noi e, cosa inversamente proporzionale, è doppiamente spaventato, non può essere messa sullo stesso piano di avere un professionista-compagno al nostro fianco.

Secondo, il cesareo, generalmente, non si sceglie. Ci saranno rari casi in cui questo accada? Di certo non è la normalità. Il cesareo è un intervento che si fa se c’è bisogno, reale bisogno.
E sono sicura che anche la diva dell’intervista, se davvero la situazione si fosse messa proprio brutta da non poterla raccontare, avrebbe avuto persino l’approvazione del compagno, in quanto medico, che deve salvare più vite possibili.

Terzo, non mi risulta che avere avuto più o meno contrazioni, travagli più o meno complicati, numerosi o poco fitti punti di sutura sull’addome e zone connesse renda una mamma più
meritevole, più degna di rispetto e soprattutto più amata dai propri figli.
A nessuno interessa sapere quante spinte debba aver dato nostra madre per amarla: sarebbe pura follia.
Il certificato di mamma encomiabile per aver sofferto di più, insieme al libretto di istruzioni del neonato, non mi risulta venga dato in nessun ospedale del mondo.
Anche perché, se vogliamo parlare di sofferenze, la mamma cesarizzata farà meno fatica al parto, forse sì, ma la convalescenza, i punti, le difficoltà a muoversi e tutto il bagaglio di baggianate che spesso deve sentire (“col cesareo potrà allattare?” “ma il contatto pelle a pelle lo può fare?” e via discorrendo) rendono il tutto ancora più pesante.
E basta allora con questa mentalità che Dio ci risparmi dal parto cesareo; se è stato inventato, un motivo c’è. Ed è quello di salvare vite umane che in una situazione di emergenza potrebbero non farcela.
E’ un intervento, ha dei rischi, nessuno lo farebbe volentieri a cuor leggero, se non per salvare la vita del figlio.
Basta anche con discorsi pietisti e  facce depresse se una donna ha dovuto farlo.
Non è una malattia, non è un intervento che leda la possibilità di diventare ancora madri, non pregiudica la relazione col piccolo.
Sono ben altre le cose di cui dovremmo, tutti, rattristarci e di fronte a cui invece non ci si indigna più, anche nell’ambito della maternità. 
Una silenziosa preghiera, allora, a tutti quelli che parlano senza sapere cosa stanno dicendo, e soprattutto, a chi stanno parlando.
Siamo noi operatori che lavoriamo con coscienza nell’ambito della maternità che poi dobbiamo raccogliere i cocci di tanti pregiudizi, ignoranze, rimettendo in piedi mamme che, oltre magari a dover affrontare mille altre questioni, si sentono in colpa perché il popolo le giudica “meno mamme”.
E allora, anche lei, signora della rivista… Quando parla pensi a tutte quelle che, a differenza di lei che ha potuto scegliere perché le condizioni di suo figlio lo consentivano, hanno dovuto farsi tagliare la pancia perché il battito del proprio cucciolo stava degenerando.
Rispetti tutte quelle mamme sole in sala operatoria che non hanno un marito medico che le sostenga, oltre che con amore, con tanta competenza, perché questo elemento non è cosa da poco.
Non c’è invidia perché ha avuto una prima pagina solo perché ha partorito: la sua notorietà lo giustifica, e di questo evento, mi creda, me ne rallegro di cuore. Mi fa solo rabbia che dalle parole di una mamma si evincano giudizi frettolosi che possano far male ad un’altra mamma.
Perché le mamme si dicono e si augurano sempre cose belle tra loro.
E allora auguri, mamma della tv, a lei e alla sua meravigliosa creatura.
La vita vi porti tanti momenti felici da condividere e costruire.
Come a tutte le mamme, qualsiasi parto abbiano avuto.

Assistente alla Maternità Barbara

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Abdelghafour

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30 commenti

  1. Io sono una di quelle che dinanzi ad un cesareo soffertissimo, non solo dal pinto i vista fisico, mi sono sentita dire che mi é andata bene, che mi sono risparmiata i dolori atroci del parto, che ho solo una piccola cicatrice che col costume nenche mi si vedrà...non é facile accettare un cesareo ancor meno quando tu soffri e agli occhi degli altri é come se aessi fatto un prelievo. Secondo me si generalizza tanto e la famigerata solidarietà tra donne talvolta é proprio un'utopia

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  2. Purtroppo a volte si dicono le cose tanto per dire...senza rendersi conto di quanto pesino le parole. Tanto più che chi le pronuncia non ha la minima idea di cosa si provi, altrimenti non si esperimerebbe mai così..
    cara mamma anonima, lascia stare le persone ai loro giudizi superficiali, e ricorda che i figli amano la mamma per altre meravigliose caratteristiche che ha.E che ti hai già dimostrato di avere con la tua sofferenza e sensibilità. Un abbraccio a te e al tuo cucciolo.

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  3. Io nn avevo mai pensato che qlk potesse prendere il cesareo per qst verso.. io personalmente qnd mi è stato detto che hanno dovuto fare il cesareo mi è sempre venuto da pensare"oh mamma, poverina!! ti ha fatto parecchio male?!" certo, sono contenta che esista, che altrimenti tanti bambini ma anche tante mamme nn ci sarebero a qst mondo, ma di certo non andrei mai a pensare ce chi fa il cesario è una persona fortunata!! nemmeno sfortunata, se proprio vogliamo, ma semplicemente una persona che ha dovuto farlo. stop. poi ovvio.. SON TUTTE BELLE LE MAMME DEL MONDO cesareo o non cesareo! :D

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  4. ci sono mamme che dopo la prima gravidanza finita con cesareo, poi ha avuto altre gravidanze finite con parti naturali?

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  5. Pensa che una mia amica al corso preparto aveva un'ostetrica che le ha inculcato talmente tanto il concetto "se fai il cesareo non hai partorito" che quando ha dovuto farlo perchè la bimba era podalicaè andata in una depressione post partum da paura.
    Io ho avuto fortuna ed ho avuto un bel parto naturale e MAI avrei fatto a cambio con il post parto di un cesareo. Cavolo io sono uscita dalla sala parto sulle mie gambe! Vuoi mettere?!

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  6. Barbara, mi ribolle così tanto il sangue che quasi non mi va di parlarne. Incontro spessissimo donne che si sentono meno madri perchè hanno avuto un cesareo o perchè non allattano al seno e ogni volta mi viene in odio "la gente", "la cultura", non ultima "l'gnoranza" che fa pesso spassare il concetto che se la maternità non è naturale al 100% non è una reale maternità.
    ... invece di ringraziare i progressi che ci permettono oggi di sopravvivere e di far vivere i nostri bambini anche in situazioni problematiche... invece di gioire perchè "meno male che si è potuto fare il cesareo"... non so, a volte mi sembra veramente che noi donne, soprattutto se mamme, proprio ci andiamo a cercare i motivi per viverci male la maternità invece di ascoltare semplicemente quello che ci dice il cuore quando abbracciamo i nostri bimbi...

    ... tra parentesi: il mio parto cesareo è stato talmente rimandato (in una clinica gestita da suore... contrarie?) che quando alla fine si sono decisi è stato solo perchè "il feto iniziava a dare segni di sofferenza"... il parto di mia sorella, deciso in anticipo dalla ginecologa per un'intuizione legata alle condizioni di mia sorella e del feto è stato, a sentire la dottoressa, "una benedizione" dato che il bambino aveva tre giri di cordone intorno alle gambe, non sarebbe mai sceso da solo e dopo 3 settimane di cordone stretto avrebbe avuto problemi seri allo sviluppo delle gambe...
    ... io mi sento solo di dire grazie, in queste situazioni...

    ... e, per concludere: il giorno dopo il cesareo io ero in piedi e non ho avuto nessun tipo di dolore...

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  7. Io ho dovuto fare un cesareo perché la mia bimba era podalica... e mai, mai l'avrei scelto!!! Forti dolori durante (!) e dopo, una ferita, fatica a camminare, non essere neanche capace di prendere la bimba dalla culla i primi giorni... niente primo bagnetto, niente primo cambio. Niente papà presente al parto, niente bimba subito in braccio... niente cordone tagliato dal papà... invece, la mia povera creatura in incubatrice per aspettare che tornassi io dopo l'operazione. Davvero, avrei preferito fare un parto naturale.
    Ognitanto ho l'impressione di essermi perso un pezzo, di non aver fatto "tutto" ciò che fanno le mamme... questo cesareo programmato (quindi, niente attesa ansiosa ed entusiasta dell'inizio del travaglio) è stato davvero pesante. Anche psicologicamente.
    Però mia figlia sta bene, ed è quello che conta.

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  8. Care mamme. grazie del vostro vissuto...Il cesareo, come il parto naturale dovrebbero sempre essere considerati benedizione quando consentono di salvare delle vite o evitare danni al cucciolo che nasce.
    Purtroppo ci sono "lavoranti" del settore che non la pensano così. L'obbiettivo dovrebbe essere sempre dare serenità e fiducia alle mamme, oltre alle corrette informazioni, valutando tutte le opzioni.

    Per rispondere alla domanda di mamma anonima, non è un obbligo che dopo un cesareo non si possa tentare un parto naturale. Molto dipende dal tempo che intercorre tra i due interventi (più breve il lasso di tempo, più probabile rifare il cesareo perchè l'utero è più fresco di taglio), dal numero di interventi precedenti, dalle condizioni che hanno obbligato il primo cesareo (magari una condizione fisiologica permanente della mamma che la metterebbe a rischio con la fatica del naturale- cardiopatie, epilessia, etc.)
    Di solito è il ginecologo che, insieme alla mamma, valuta la sitazuione da un punto di vista medico, tenendo conto dei suoi desideri se possibile.

    Comunque, non mi stancherò mai di ripeterlo, non è il tipo di parto che fa la mamma. E' l'amore, l'emozione, la dedizione, la fatica che giorno per giorno ogni mamma investe nella crescita del suo piccolo e nel suo nuovo viaggio che la cambierà per sempre come persona.

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  9. Buongiorno Barbara, sono d'accordo su tutta la linea, ma vorrei sottoporre una realtà diversa. Dici che il cesareo non si sceglie, e ti chiedi se ci siano realtà in cui questo accade, bè la prima domanda che conoscenti romane (e dico Roma solo per esperienza personale) mi hanno fatto saputa della gravidanza è stata "che giorno nasce?", io rispondo "boh, verso luglio" e loro ribattono chiedendomi se, quindi, avevo scelto un parto naturale. Io rispondo "certo" e appprofondisco, e scopro che in certe realtà alla conferma della gravidanza si prenota direttamente la data del cesareo. Non parlo di casi isolati, ma, a quanto mi dicono, di consuetudine...

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  10. Salve Quandofuoripiove, posso dire con sincerità che la realtà di cui io parlo, raccontantami dalle mamme che ho seguito e verificata nei professionisti che incontro, è quella della scelta del cesareo, spesso in urgenza, soltanto per tutelare la sicurezza e la salute di mamme e nascituri.
    Certo la maternità con i suoi professionisti ha un panorama vastissimo,e le ci conferma che altri si muovono in modo diverso.
    Ma non è certo di queste realtà che io volessi parlare...ma di un intervento mirato in caso di reale necessità. Che deve lasciare le mamme serene di essere mamme a tutti gli effetti!!!

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  11. OstetricaCristina13 marzo 2012 13:55

    Se posso aggiungere un pensiero credo che la "colpa" di tutto questo sia degli operatori sanitari...corsi pre parto fatti solo ed esclusivamente sulla propria immagine della materità,direttivi,della serie:"insegnamo alle mamme come si deve partorire nel nostro ospedale" ogni singola parola,ogni incontro studiato appositamente per agevolare l'operatore!le mamme sono lo sfondo sbiadito,quelle di cui parlare al cambio turno:questa ha urlato tutto il tpo,era del tuo corso eh!! Ma che pochezza,che assurdità!!le mamme non hanno nulla ma proprio nulla dalla sanità pubblica!le aiuta solo a sentirsi migliori o peggiori secondo i loro standard!ma ditemi voi...questa è umanità?è questo il modo di accogliere la vita allo stato nascente?io mi vergogno di essere italiana!in ogni senso!
    OstetricaCristina

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  12. allora...ogni mamma è mamma nel momento in cui il suo piccolo viene alla luce, indipendentemente dalle modalità!tuttavia non è competenza di chi non è un operatore sanitario stabilire l'adeguatezza di un tale INTERVENTO CHIRURGICO, da non considerare un salva vita in tutte le situazioni, spesso i medici fanno i tagli cesarei motivandoli con la presenza di giri di funicolo intorno al collo, vi posso assicurare che almeno l'80% dei bambini hanno almeno un giro di cordone e non muoiono impiccati!!!!tutto ciò i non addetti ai lavori nn lo sanno e io consiglio spesso di non commentare argomenti su cui non si ha un'adeguata preparazione!!!!

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  13. un'assistente alla maternità non conosce la fisio-patologia ostetrica, non è il tuo campo di attività e responsabilità e i commenti dati hanno lo stesso peso di quelli che potrebbe dare una qualsiasi donna che legge i forum di altre donne poco esperte!cmq per risp alla mamma che ha chiesto se è possibile partorire dopo il TC rispondo che lo è!!!devono essere passati 2 anni dal tc...

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  14. Scusa, ma non essendoti firmata/o non è ben chiaro sulla base di quale competenza tu stia parlando...

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  15. sono un'ostetrica!!!!

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  16. e infatti tutti coloro che fanno tagli cesarei che potrebbero non fare (e basta leggere un giornale per accedere a queste informazioni) sono professionisti che hanno studiato tanto e lavorano negli ospedali. cosa voglio dire che non credo basti un titolo di studio che possa essere ostetrica, ginecologo o infermiera o che so io per fare sempre la cosa giusta e penso che in Italia (e non solo) di casi di malasanità ce ne siano anche troppi. il problema è sempre chi c'è dietro quel titolo di studio, come la pensa, con quanta passione mette in atto le proprie competenze, con quanta passione si aggiorna, con quanta passione sta vicino alle mamme. credo che farsi la guerra solo perchè si ha o meno un titolo non significhi proprio nulla e soprattutto sia deleterio per la crescita culturale del nostro paese. in questo post mi sembra non sia stata fatta alcuna condanna, anzi credo sia un tentativo di dire alle mamme che hanno partorito con cesareo di sentirsi mamme in pieno anche se la società ci riempe la testa di altre cose. nel web c'è la libera circolazione di idee e se queste idee siano spunti positivi non c'è altro che da lodarlo al di là del titolo che ha la persona che le esprime. se in Italia dobbiamo avere il titolo di studio giusto anche solo per parlare (visto che per lavorare serve a poco) siamo messi proprio bene .

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  17. OstetricaCristina20 marzo 2012 13:55

    Cara collega,credo (sinceramente) che Barbara non volesse far altro che sottolineare le difficoltà in cui naviga la maternità.Il fatto che una mamma che ha avuto un parto vaginale consideri meno mamma una che ha partorito con tc sottintende un individualismo estremo che implica la mancanza di sotegno da parte della società.Questo è uno dei mali più grandi e dilaganti della condizione materna attuale e non solo.Per quanto riguarda i commenti all'intervento credo abbia scritto cose che chiunque troverebbe logiche e scontate,il tc è un'intervento che sovente lascia ripercussioni non solo fisiche ma anche psicologiche e a questo proposito credo che in virtù del suo titolo possa assolitamente farlo;nel mio ateneo la docenza di psicologia è occupata appunto da uno psicologo, lui ci insegna cos'è la depressione post partum,la sindrome post traumatica da stress etc.Poi noi come professioniste integriamo il concetto con altri saperi,di tipo medico,olistico,relazionale etc...Quindi in virtù di ciò che ha scritto credo sia stata nel suo campo d'azione.Con il pieno rospetto della mia professione, con l'amore che per essa provo e con l'orgoglio che provo nel sentirmi membro del nostro ordine,non mi sono sentita derubata da questo post.

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  18. Ostetrica Cristina20 marzo 2012 14:26

    Ovviamente era Rispetto.Scusate.

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  19. ostetrica:cara collega, ti faccio notare che, purtroppo, le psicologhe non si limitano a trattare l'aspetto psicologico della gravidanza e del parto...ed ancor di più le doule, che non hanno nemmeno una preparazione di tipo psicologico si permettono di dire di aver letto:l'ostetrica mi ha detto di preparare i capezzoli durante la gravidanza...l'ostetrica mi ha detto...quasi facendo credere alle donne che i loro consigli possono sicuramente essere più utili di quelli delle ostetriche...certo, non escludo che possa esserci qualche ost non proprio ben preparata che possa dire qualcosa di sbagliato ma non per questo NESSUNA doula si può permettere di puntare il dito contro la categoria(potrebbe essere denunciata per diffamazione!!!)

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  20. Gentile dottoressa mi chiamo Georgia Lanciai, e oltre ad essere una Doula sono una Consulente professionale in allattamento IBCLC; ho alle spalle migliaia di ore di lavoro e studio nel campo dell'allattamento e ho superato un esame che certifica queste mie competenze. Per l'articolo che cita, mi sono basata su una ricerca in rete e non ho scritto cose a caso ma copiato esattamente le parole citate dalle mamme nei forum o nei blog; lavoro con le sue colleghe, come Consulente IBCLC, e vedo ogni giorno molte mamme con problemi in allattamento. Come in tutte le categorie c'è in buono e c'è il brutto, ci sono ostetriche preparate, medici preparati ma anche no. Per quanto riguarda l'allattamento, ritengo di essere preparata e competente e di avere i titoli per poter parlare e fornire informazioni adeguate alle madri. Se avesse voglia e tempo guardi sul sito www.aicpam.it chi sono e cosa fanno le Consulenti professionali in allattamento, molte sue colleghe lo sono e sono ottime professioniste che supportano in maniera corretta e meravigliosa le madri. Forse le mamme dei forum da cui io ho copiato le frasi sono state molto sfortunate ed hanno incontrato operatrici poco preparate. La ringrazio per le sue osservazioni che mi hanno permesso di spiegare meglio come è nato l'articolo e cosa sono le IBCLC.

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  21. Ostetrica Cristina21 marzo 2012 08:06

    Io mi riferivo ovviamente a questo preciso post,non ho idea di come si approcci un'assistenete alla maternità ad una gravida,c'è comunque sempre da considerare l'aspetto penale,cioè se una doula o una psicologa ledono una persona dovranno risponderne penalmente sia come abuso della professione che come danno alla persona.Poi io sono assolutamente favorevole alla regolamentazione,nel bene di tutti e principalmente nel bene di mamme e bambini.Io non son qui a "difendere" nessuno,tanto che non credo Barbara ne abbia bisogno.Son qui perchè continuando a fare questa guerra in questo modo stiamo passando per delle pazzoidi.Credo sia importante conservare la razionalità in quanto professioniste e saper analizzare bene ciò che c'è scritto nel singolo post o su un sito internet.Sembra un mero attacco,ma ne abbiamo reale bisogno?la fnco ci rappresenta degnamente e ha agito con coscienza nel cercare di cambiare la situazione,ora spetta alle autorità.Se ci si limita a scambiare pareri fra di noi su fb va benissimo,a patto che ci sia una base costruttiva per la nostra professione e non disfattista,ma andare a riprendere una persona su un sito internet è l'estremo esasperato,pensi che Barbara smetterà di fare l'assistente alla maternità o Georgia la doula per i tuoi commenti?Io credo sinceramente di no,sanno bene qual'è la situazione ed evidentemente sono disposte a prendersi le loro reaponsabilità.Non sprechiamo energie in litigi ed attacchi fini a se stessi,la nostra categoria non deve essere etichettata come "diabolica",le persone esterne non sanno cosa passiamo in università e quanto vale questo titolo per noi,non è attaccando che lo facciamo capire.L'ammettere che ci son colleghe che consigliano cose assurde mi fa capire che sei capace di veder le cose per quelle che sono.Siamo ancora in lotta per affermare la nostra autonomia e prendere il posto che ci spetta nella società,con al fianco colleghe che in anni passati hanno remato contro la nostra stessa dignità professionale,che ad oggi non capiscono quanto sia importante progredire e che l'ostruzionismo non serve a nulla...stiamo unite noi nuove generazioni,pensiamo ad un modo per far capire al mondo chi siamo,cosa facciamo e come lo facciamo,se fosse così da sempre questo conflitto con doule e assistenti alla maternità non esisterebbe.
    Abbraccio tutte le mie colleghe vecchie e nuove!

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  22. Grazie di questo contributo sel cesareo! Vorrei anche aggiungere che i luoghi comuni portano anche a falsare il proprio vissuto e a pensare, ad esempio, che alcuni sintomi post partum siano duvuti al cesareo e non all'evento in sè. Davvero sono troppi i luoghi comuni che si aggiungono, aggravandolo, al vissuto delle mamme. Ancora grazie e complimenti!

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  24. Ciao mamme, dalla lettura dei commenti mi sembra di essere la sola qui che abbia avuto esperienza diretta di parto naturale (il primo) e di parti cesarei (il secondo e il terzo). Questa mia peculiarità mi permette di parlare senza che le mie parole vengano fraintese - come spesso accade quando si fanno confronti interpersonali che lasciano molto il tempo che trovano - in quanto mi riferisco ad esperienze mie. Premetto che in certe regioni italiane soprattutto al Sud, la percentuale di cesarei è di gran lunga superiore alla media italiana e europea in quanto la prassi medica è così scaduta da permettere alle mamme di scegliere il cesareo per motivi futili, come la paura del dolore, sottovalutando i rischi connessi a un intervento chirurgico quale è il cesareo. Il mio parto naturale per quanto estenuante e interminabile (3 notti insonni a causa di contrazioni dolorose)è stata un'esperienza unica e irripetibile, superata la quale ho capito esattamente quanto può essere forte e resistente un essere umano. Mi è sembrato che uscirne viva sia stato un miracolo, culminato con un altro miracolo. L'inspiegabile (cioè: come fa questa creatura a uscire da qui dentro dal momento che sto soffrendo da un tempo immisurabile e sto sempre peggio?) è diventato spiegabile. Al secondo parto, non ero assolutamente preparata all'eventualità del cesareo, semplicemente perchè nessuno me ne aveva parlato, al corso preparto che ho frequentato non se ne è parlato se non di sfuggita. Nei discorsi tra mamme di dice solo quanto sia più semplice o veloce partorire dopo il primo parto naturale. Quindi mi è dispiaciuto veramente tanto, non volevo che mia figlia fosse tirata fuori dal mio corpo artificialmente, mi sembrava una violenza...ma in quei momenti in cui si deve prendere una decisione non si ragiona perfettamente e tutte le emozioni vengono fuori in modo scomposto. Mi sono rilassata e lasciata andare ad un pianto liberatorio solo quando ho sentito la voce di mia figlia che emetteva il primo vagito e ho riconosciuto le stesse emozioni che avevo provato nel primo caso (il richiamo di quella voce il cui timbro ti si imprime nella mente e non potresti più confonderlo con quello di nessun altro neonato). Con la terza gravidanza, avrei voluto evitare un secondo cesareo, perchè confrontando i due dolori provati posso tranquillamente dire che il dolore del cesareo non è da meno del naturale...quello che cambia è la durata e il fatto che il dolore del secondo sia spostato a dopo la nascita. Il parto naturale dopo un cesareo si chiama tecnicamente 'travaglio di prova' (cercate documentazione in rete) e ci sono strutture preparate per consentire a una donna di perseguire questa strada, mentre altre non lo sono. Dato che ci sono dei rischi maggiori rispetto a un parto naturale che non segua un cesareo, io vi consiglio se veramente avete intenzione di 'provarci' di rivolgervi a strutture che sono attrezzate per intervenire nel modo più appropriato e tempestivo in caso di complicazioni. Non penso ci siano mamme di serie A e di serie B ma non trovo nemmeno giusto 'inalberarsi' nel confrontare le proprie esperienze con quelle di altre donne.

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  25. Il mio cesareo è avvenuto in urgenza, dopo 8 ore di travaglio e a dilatazione di circa 5 cm... motivo: sofferenza fetale, mi è stato aperto il sacco e il liquido era molto tinto. A me sinceramente interessava che mia figlia nascesse sana, non importa da dove! il post-chirurgico è stato molto pesante e ho sofferto tantissimo. Aspetto un altro bimbo e passeranno 22 mesi dal precedente parto il ginecologo mi ha obbligato ad un altro cesareo.. il solo pensiero mi fa morire.. l'altra volta sono stata veramente male fisicamente

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  26. Io ho partorito con cesareo dopo 8 ore di travaglio.
    Non mi dilatavo e il bimbo era previsto molto grosso alla fine la mia gine ha deciso per il cesareo.
    Sono stata molto male dopo, ma almeno mi sono risparmiata episiotomia e lacerazioni (dolori quelli no)

    A me non me ne frega nulla di come ho partorito, mio figlio sta bene e quello è l'importante!

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  27. Io ringrazio dal più profondo del cuore per questo articolo...
    Continuo a pensare che se ci foste state tanti anni fa, la mia storia di mamma sarebbe iniziata decisamente meglio! :)

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  28. Buongiorno ragazze. Ho letto con molto interesse il bellissimo post e i commenti fatti.
    Io credo che questo post decisamente rifletta quello che in realtà accade nel mondo dell'informazione alle mamme.
    Giustamente vengono comunicati tutti i pregi del parto naturale e dell'allattamento al seno, ma (ingiustamente) viene inculcata a tutte la teoria che se non partorisci in maniera naturale o non riesci ad allattare al seno tu sia una madre degenere.
    Non solo, le "puriste" della nascita e dell'allattamento ti additano come colei che non ha voluto soffrire, colei che non ha voluto rovinarsi il seno.
    Forse ci saranno donne che scelgono di non partorire in maniera naturale e di non allattare per motivi "estetici", sottolineo il forse perchè francamente stento ad immaginarlo, in ogni modo, ammettiamo che ce ne siano.
    Per ognuna di queste ci sono migliaia di mamme che oltre aver patito il fallimento (perchè dalle operatrici del settore un cesareo e un biberon bollano una madre come fallita!!!!) si sentono inadeguate, tristi, infelici, per non aver dato quello che speravano di poter dare al proprio figlio.
    IO sono passata per il cesareo (mio figlio era quasi 4 kg e podalico) e per un allattamento non riuscito.
    Di fatto ho avuto un taglio che non mi ha permesso di nutrirmi e di alzarmi per giorni, ho avuto 3 emorragie, una mastite e un ascesso mammario che mi ha portato ad avere tre prelievi di pus da ago e infine a prendere il farmaco per eliminare il latte con dolori atroci. Ho sofferto fisicamente, moltissimo e ancor più moralmente. E solo una volta fuori ho capito che avevo un figlio meraviglioso al quale dedicavo tutte le mie attenzioni e che mi amava alla follia e di essere una madre migliore per lui stando bene, fisicamente e psicologicamente, che non forzandomi in un'impresa che la natura non mi ha permesso di affrontare. Quindi dico a tutte le mamme che una mamma non è una vagina e una mamma non è una tetta. Una mamma è una persona che ti ha portato dentro di sè nove mesi e con sè per tutta la vita, al di sopra di tutto.
    Grazie Francesca

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  29. Benvenuta cara, e grazie per il tuo contributo!
    Quoto e sottolineo le tue parole finali a commento di tutto ciò che hai scritto: "... una mamma non è una vagina e una mamma non è una tetta. Una mamma è una persona che ti ha portato dentro di sè nove mesi e con sè per tutta la vita, al di sopra di tutto."
    Le comuninità di mamme come la nostra hanno bisogno di voci come la tua che, nonostante i problemi, non smettono di sentirsi mamme!
    un abbraccio

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Ti va di parlarne?

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