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La gravidanza dell’adozione

3 commenti
Ho avuto modo nel  mio percorso di psicologa e assistente alla maternità di conoscere o affiancare in vari momenti delle coppie che attendono un figlio tramite l’adozione.
E’ un percorso lungo e particolare, specialmente per una mamma.
La maggior parte delle volte le donne arrivano ad intraprendere questo cammino spinte da una condizione di impossibilità ad una procreazione naturale, da parte loro o dei loro compagni.
Accettare la sterilità di chi amiamo è un gesto d’amore infinito.
Ancora più difficile è accettare che essere donna non sempre corrisponde ad essere mamma. Accettare che il sogno di avere una pancia che cresce, una creatura che si muove dentro di sé non ci sarà mai… è dura.
Non voglio parlare in questa sede di tutte le implicazioni logistiche e psicologiche che si trova a dover affrontare una coppia che intraprende questo viaggio.
Quello che vorrei trattare qui è dedicato alle mamme che aspettano il loro bambino non dalla pancia, ma che arrivi da un’altra parte della Terra, lontana o vicina che sia.
Per loro il sogno di avere una gestazione dopo la comunicazione di una diagnosi infausta, si infrange per sempre. Non della maternità, che potrebbe arrivare comunque, ma di una gravidanza.
Cos’è la gravidanza?
Quella fisiologica, è un percorso lungo di norma 40 settimane in cui un cucciolo di umano prende vita e forma nel corpo di una donna.
E’ un tempo fatto di attese, di ansie, di gioia, di paure, di speranze, di sogni.
Il timore che qualcosa vada storto si alterna ai momenti meravigliosi in cui si iniziano a sentire i primi movimenti.
La notte si dorme meno, si è stanchi, a fine periodo fa un gran male la schiena, ma vale la pena. Si ha la possibilità di sognare il viso del bambino. A chi somiglierà, di chi avrà il carattere, sarà alto come me o come il papà…
Per non parlare delle ecografie. Vedere nel proprio ventre una vita che si muove, intuirne i lineamenti, assaporare che un pezzetto di eternità avverrà per proprio merito dà una sensazione di forza incredibile.

E la mamma che non può?
Si può sentire in tanti modi. Incapace, sfortunata, o ancora grintosa, perché non è malata, ma arrabbiata.
Tutto quello che le mamme con la pancia hanno, lei non lo avrà.
Non lo avrà? O lo avrà diverso?
Se consideriamo una gravidanza come un tempo di attesa, di ansia, di fatica, di sogni, anche queste mamme la fanno.
Fanno un percorso lungo e difficilissimo. Assistenti sociali, giudici, associazioni, psicologi, scavano nella loro vita, nella loro storia, nella loro casa per vedere se sono idonee.
La loro persona viene testata, analizzata. I loro soldi, tanti, a volte coraggiosamente presi in prestito per poter amare una creatura, vengono impiegati per finanziare le spese di un cammino così complesso e strutturato.
Combattono al lavoro, o devono lasciarlo se sono libere professioniste, per avere modo di partire più volte per viaggi più o meno lunghi, fosse anche per vedere per la prima volta, per pochissime ore, il sorriso del figlio che forse sarà.

Onore e merito a queste donne.
Che non sono da compatire, commiserare, compiangere.
Ma da ammirare, in quanto donne, tutte le donne.
Che combattono, soffrono, sognano, si impegnano fin oltre le loro possibilità per realizzare il sogno della loro maternità, unica come ogni donna.
E allora anche a voi, mamme in viaggio, auguri per la vostra maternità.
Le vostre creature forse non avranno i vostri occhi… ma se prendessero già il vostro cuore, la vostra forza e il vostro amore… allora saranno già davvero fortunate.


Dott.ssa Barbara Capponi
Psicologa e Assistente alla Maternità

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Abdelghafour

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3 commenti

  1. Bellissimo articolo! Condivido, bisogna rendere tutto il merito a tanti genitori-adottivi che ogni giorno mettono in gioco le loro vite per avere dei figli.L'unica polemica che mi sento di fare riguarda le lungaggini burocratiche che purtroppo rendono tutto più difficile per loro, specialmente i tempi dei tribunali dei minori che sono assurdi!

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  2. Un articolo STUPENDO..perche' io saro' una mamma adottiva e non dico lo spero ,ma saro'a tutti gli effetti:UNA MAMMA!la mamma di un bimbo che verra' da lontano,che e'gia'nato e che ci sta aspettando..aspetta noi papa'e mamma.Siamo in mezzo tutt'ora, alla burocrazia,assistenti sociali,psicologi,test e attendiamo solo la chiamata del giudice per l'idoneita' che ancora non arriva,delresto sono passati solo 2 mesi,ma il percorso e' iniziato l'8 giugno del 2011...tempi di attesa lunghi,troppo lunghi e sentendo un po' in giro la strada e' ancora lunga.Si parla di circa 2 anni per poter avere nostro figlio qui con noi...e questo rende tutta l'attesa, ancora piu'triste.Triste il sapere che tutti quei bambini aspettano una mamama e un papa'..triste nel pensare quante e forse troppe cose bisogna fare..triste nel sapere che nel mondo ci sono tanti bambini in cerca di una casa e di Amore..Ogni giorno che passa mi immagino il mio primo incontro e come sara'..so soltanto che quando lo vedro' e il nostro sguardo si incrocera' per la prima volta,tutta questa sofferenza si trasformera' in amore...in amore per mio figlio..
    Grazie infinite per questo articolo!

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  3. Grazie a voi care mamme per i vostri pareri e vissuti. A te, mamma anonima, l'augurio di stringere presto tra le braccia una creatura che da qualche parte del mondo non attende che il tuo abbraccio. E quando varcherete insieme la porta di casa..sono sicura che tutto questo tempo di lungaggini, test, incontri e viaggi...sarà dimenticato.
    Un vero e proprio travaglio che..porta a una nuova vita. Per tutti. Ti abbraccio.

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