yes
no
6/mamme/slider
no
Image and video hosting by TinyPic

Condividere... per ripartire...

3 commenti
Ho sempre adorato il sabato. Mi dà la sensazione di libertà, di entusiasmo, di euforia per il futuro. Fin da quando ero ragazzina e andavo a scuola. Il sabato era il giorno più bello della settimana. Perché la sera si usciva, certo, ma soprattutto perché si poteva fare un po' più tardi e la mattina dopo riposare un po' di più. Perché potevo non puntare la sveglia alle 6, come ogni giorno, ma concedermi il lusso di restare abbracciata al cuscino per tutta la mattina. Forse anche a lei piaceva. Come tutte le sedicenni avrà organizzato la serata con le amiche e magari aveva in programma di dormire un po' di più il giorno dopo. Certo non pensava che quel sonno l'avrebbe colpita all'improvviso. E per sempre.

Ci sono poche cose di cui ho davvero il terrore. A parte la fobia per i ragni, che cerco (invano) di non trasmettere al Nano, temo le cose che non posso controllare. La malattia, la morte e le catastrofi naturali. Il terremoto, per esempio. L'ho vissuto sulla mia pelle da bambina, certo non con l'intensità emotiva di chi perde tutto sotto alle macerie, ma la potenza della natura l'ho sentita pienamente sotto ai miei piedi. E ripetutamente. Il sisma del 2009 ha ravvivato quei ricordi, nel modo peggiore, perché da mamme la paura si triplica. Ti senti doppiamente impotente e spaventata. E ogni volta che leggo di scosse, macerie e sfollati torna lo sgomento e la sopraffazione per una situazione che non posso evitare o prevedere.

Sono stati due giorni difficili.

E' stato un sabato terribile perché ho provato a immaginare cosa deve aver provato quella mamma quando le hanno comunicato che la sua unica figlia, cresciuta con amore e sacrifici, le era stata strappata mentre era in un posto 'sicuro', la scuola che aveva scelto per costruire il suo avvenire. Mi sono chiesta che futuro sto consegnando non solo a mio figlio ma a tutta la sua generazione. Cosa racconterò quando, da grande, mi chiederà: 'E tu cosa hai fatto per cambiare le cose?'

E' stata una domenica terribile perché l'Emilia Romagna non è poi tanto distante da noi. E non solo per una questione geografica. Ma perché lì ci sono mamme come me e bambini come il mio che oggi sono senza casa. Alloggiati 'temporaneamente' altrove... e tutti sappiamo cosa significa, in termini di durata, questo avverbio.

Oggi è un giorno difficile.
Non riesco a far finta di nulla e continuare la vita di tutti i giorni come se niente fosse successo.

Tutte le Mamme di QNUM sono d'accordo con me, tutte noi abbiamo il desiderio di esservi vicine anche e soprattutto in questi giorni così difficili. Ma non nel modo solito, perché qualsiasi cosa fino a qualche giorno fa consueta, oggi sembra fuori luogo.

Oggi lasciamo spazio a chi vuole buttare fuori il proprio stato d'animo, la paura, il dolore, ma anche la speranza, la voglia di ripartire. O solo il silenzio. Perché quando nasciamo 'mamme' tutti questi sentimenti si amplificano e questo spazio lo abbiamo creato anche per dar loro una voce.


Se volete...


Chiaraluce


Immagine presa qui



PErché non si può far finta che non sia successo niente e continuare con la vita di sempre.
author profile image
Abdelghafour

Lorem Ipsum is simply dummy text of the printing and typesetting industry. Lorem Ipsum has been the industry's standard dummy text ever since the 1500s, when an unknown printer took a galley of type and scrambled it to make a type specimen book.

3 commenti

  1. Splendido post.Io spero che chi sta attravesando momenti dolorosi riesca a trovare un pò di serenità.Bella la solidarietà che c'è nei confronti delle popolazioniche hanno subito danni per il terremoto.E' bello vedere che c'è ancora chi fa della solidarietà senza volere niente in cambio.

    RispondiElimina
  2. Sono d'accordo con quello che dici Chiaraluce. Anche se "sono lontana" ma non troppo, cerco di dare sostegno come posso, anche con un pensiero durante il giorno, perchè ritrovino la pace, che ora sembra cosa impossibile. Davanti a queste cose ci sentiamo impotenti e questo fa rabbia a volte. L'importante secondo me, è che ognuno a proprio modo dia un aiuto, qualsiasi esso sia, per non sentirsi soli!!

    RispondiElimina
  3. @sullaspondadelfiume: grazie per il tuo commento. Noi ci crediamo molto alla solidarietà e alla condivisione specialmente in situazioni così difficili. Un abbraccio

    @Erika: esatto, ciascuna di noi può fare qualcosa. E non è mai troppo poco. Un abbraccio

    RispondiElimina

Ti va di parlarne?

no