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Mamme, involontarie protagoniste della storia Italica... Per non dimenticare.

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Ci sono mamme che hanno rischiato, ci sono mamme che hanno il merito di aver perso una famiglia felice per dare un futuro migliore ai nostri figli.

Ci sono mamme che ogni giorno hanno lottato fianco a fianco dei mariti impegnati in prima linea nella lotta alla mafia.
La mafia non è morta e l’attentato di brindisi ha risvegliato nuove paure. E troppe volte ho letto in alcuni post la paura, il terrore, quasi che quello che è successo fosse colpa del nome che portava quella scuola.


Ci dovrebbero essere cento, mille, scuole intitolate a Francesca Morvillo, perché il peggior male di questo paese è l’oblio.

Rosaria Schifani.
Forse il nome non vi dice niente, ma penso che invece vi ricordiate di una donna che urlava “io vi perdono, ma vi dovete mettere in ginocchio...”, forse non sapete neanche in realtà chi sia.

La moglie, la figlia, la nipote di Falcone...

No, quella era una donna, una mamma, rimasta con un figlio di pochi mesi, che viveva con poco più di un milione al mese. Era la moglie di un uomo della scorta di Giovanni Falcone, Vito Schifani.

Rosaria ha lasciato Palermo (come darle torto), lo ha fatto per il suo bambino. Si è rifatta una vita con un agente della Guardia di Finanza, ma non dimentica. NON DIMENTICA.

Perché io lo so, non si dimentica. Decidi di cambiare, decidi di farlo per i tuoi figli, ma lì, a Palermo, ci lasci il cuore e ce lo lasci anche perché sai che ci sono padri e madri che rischiano e lo fanno anche per te.

A volte ricordo le parole di Falcone, che decise di non avere figli perché lui “era un morto che cammina”, e ricordo Borsellino e i suoi figli e quella donna, Agnese Borsellino, madre che ha portato tutto il peso delle scelte del marito.

Il peso di Rosaria Schifani, madre del piccolo Manù, cresciuto senza padre ma con accanto una madre forte nei suoi principi. Non è facile parlare di quel momento, non lo è per noi, non lo è neanche e soprattutto per lei.

Cercare risposte in una città piena di lapidi di morti ammazzati, e noi studenti che li conoscevamo tutti...  Palermo a volte sembra un cimitero.

E quei quattro soldi poggiati  dalle istituzioni lì, nella camera mortuaria di Vito, ‘l’aiuteremo…’ e poi il nulla.

E la forza di ricominciare, con un bimbo che ancora viveva di solo latte.

Mamma, una parola al di fuori di ogni suo significato etimologico, nata sulla bocca dei bambini.

Oggi è bene ricordare. Per esorcizzare la Paura.

E le loro mamme, e le mamme dei loro figli.


Maria Pia, Mammadifretta


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Abdelghafour

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