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Marca d'amare: Sproloquio sulle fashion victim e le priorità della vita

4 commenti

Cresima di mio nipote. Scena realmente accaduta.

Facendo la fila al bagno del ristorante, m'imbatto in un graziosa bambina.
Ha un abito griffato, con  fantasia a quadri riconoscibilissima.
E' davvero carino e lei si rimira allo specchio facendo la ruota con la sua gonna ampia.

Sorrido e le faccio un complimento, dicendole che sta davvero bene.
La sua risposta?
“Ti piace? Mamma me l'ha comprato da X”.
E per X intendo, senza volerlo scrivere, un catena low cost di abiti per bambini.

La mamma, tra il sorriso arcaico e lo stupito sdegnato fa:
“Embè, no, non te l'ho preso mica lì... Sarà che questo è un abito di X...”

Io commento che forse è stato comprato altrove, ma che lei è molto graziosa comunque. Meglio non scatenare polemiche.

Mamma e figlia se ne vanno nei loro capi firmati, e io resto davanti al lavandino a meditare.

No, non è la prima volta che mi imbatto in scene del genere.
Ho sentito mamme che scelgono le scarpe dei pupi in base alla griffe, senza sapere neppure se siano fatte di pelle o gomma da pneumatico.
O ancora, profondamente preoccupate perché la carrozzina non è in coordinato col nascituro (disgraziato secondo figlio che non nasce del sesso del primo..avrà una vita difficile, con quel passeggino grigio anziché blu).

Beninteso.
Ritengo che nessuno, me compresa, abbia diritto alcuno di giudicare le scelte dei genitori.
Il massimo che ciascuno può fare, se e solo se viene richiesto un parere, è dire la propria.
Ma finisce lì. Ogni famiglia deve, tutelando i propri confini, stabilire al suo interno le priorità, i valori.

Mi rammarica solo una cosa.
Non il fatto che a volte le altrui scelte che vedo non siano come le avevo pensate: sarebbe assurdo. E contro la libertà di pensiero e di azione di cui credo davvero debba godere ogni persona.


Ma non mi rassegno a come tante preoccupazioni delle famiglie, davvero sentite, interessino l'apparenza. E come tante energie interessino cose davvero di poco conto, penalizzandone altre molto più importanti.

Ordine, pulizia, igiene: sono assoluti must per crescere un bambino.
Fin da piccoli si deve essere educati al buon gusto. Che non vuol dire girare con abiti da 100 euro in su. Ma decorosi e puliti.

Certo il gusto di conciare una pupa come una bambola ci sta. Ma una tantum.
Al battesimo, al compleanno.
Ma poi lasciamola libera di scorrazzare a casa o a scuola come le va, a rotolarsi nella polvere...

Bambini portati al parco che non possono fare lo scivolo perchè rovinano i pantaloni griffati.
Piccole donne in crisi isterica per il fastidio della calzamaglia, o che piangono a dirotto perchè l'acconciatura pretesa da mamma fa male alla testa.
Mamme strillanti ai bambini di non andare sull'altalena sull'aiuola perchè loro coi tacchi non riescono a seguirli....

Lancio una riflessione, forse polemica: ma di cosa davvero hanno bisogno i figli?
Di un abbraccio impolverato, di condividere due salti con mamma in una pozzanghera di fango, o di un capo da boutique?
Cosa vale davvero agli occhi di un figlio?

Ai posteri, o forse ai poster (pubblicitari) l'ardua sentenza.

Dott.ssa Barbara Capponi
Psicologa e Assistente alla Maternità


Immagine presa qui

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Abdelghafour

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4 commenti

  1. Bella domanda,di cosa avrà davero bisogno mia figlia?
    Non di sicuro di scarpe e/o abiti griffati.
    Premetto che a me le cose belle piacciono,ma ciò non significa che necessariamente debbano essere firmatissime per essere belle.Per me il bello è soggettivo,e vestire con le griffe i propri figli non sempre denota il buon gusto delle mamme,o comunque dei genitori.
    Purtroppo spesso l'apparenza prevarica le cose vere dell'infanzia di un bambino:giocare all'aria aperta,col "rischio"di sporcarsi sino alla punta dei capelli,sudare per rincorrere una palla,mangiare un bel gelato con gusto ed inevitabilmente sparcare la maglietta.Queste per me devono essere cose belle e importanti!
    I bambini hanno bisogno di non dover sottostare già da piccoli a regole ferree di igiene maniacale dettata da una maglia firmata che non va assolutamente sporcata.
    E se si macchiano?Pazienza..se mia figlia si sarà divertita ne sarà valsa la candela!

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  2. verissimo!!! io sono del parere che i bimbi devono sporcarsi senza preoccupazioni..e poi crescono così in fretta che sono solo soldi buttati via quelli nei vestiti firmati!!!lasciamoglieli per il loro futuro che è meglio.... viva H&M che ha cose carine a poco prezzo! ;)

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  3. p.s. quando Dede ha iniziato il nido mi hanno dato le regole e tra queste c'era: "mettere vestiti che si possono sporcare"... la mia domanda è: ma c'è bisogno di dirlo? perchè, con che vestiti ce li mandano al nido??? Io lo mando sempre in tuta... :)

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  4. care mamme....il punto non è come si vestono i bambini...
    ritengo davvero che ogni famiglia abbia diritto di scegliere come impostare l'educazione dei figli, quindi anche come vestirli: se con le griffe, con abiti meno costosi ma carini, etc.
    Il punto, che davvero mi dispiace, come psicologa, è vedere quanto questi aspetti diventino in alcuni casi preoccupazioni o, peggio ancora, quanto interferiscano nel sereno svolgersi della quotidianità della famiglia.
    Molti litigi, preoccupazioni, mortificazioni, girano intorno a questo.
    Ed è un peccato sprecare energie che invece potrebbero essere canalizzate in aspetti più costruttivi nella relazione genitori-figli.

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