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La bronchiolite: come sospettarla, cosa fare.

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“I bambini sono innocenti e amano la giustizia, mentre la maggior parte degli adulti è malvagia e preferisce la misericordia.”
Gilbert Keith Chesterton


La bronchiolite è una sindrome respiratoria che insorge prima dei 2 anni di vita (1), ha una causa virale, e si distingue con l’aumento del ritmo dei respiri (tachipnea) e con un respiro irregolare (dispnea). La caratteristica più evidente è il tipico “fischio” (respiro sibilante).


E’ una delle principali cause di ospedalizzazione nel primo anno di vita. Essa si manifesta in bambini (soprattutto maschi) tra i due mesi e due anni.


Ma la mia esperienza mi dice che anche bambini nei primi due mesi possono esserne affetti, e non la chiamerei proprio minoranza.


Inizialmente appare con tutte le caratteristiche di un raffreddore, la febbre non è alta, starnuti, ma il primo campanello di allarme è la tosse stizzosa, anche se inizialmente non insistente.


Un bambino molto piccolo già con queste caratteristiche va fatto vedere prima possibile ad un pediatra, poiché il decorso è piuttosto veloce e nel giro di qualche ora, il bambino diventa irrequieto, insorge un aumento della frequenza respiratoria (polipnea), e soprattutto rientramenti respiratori al giugolo (ovvero in quel punto immediatamente sotto il collo e sopra lo sterno, quello che comunemente chiamiamo “gola”), ai muscoli intercostali e sopra il pancino (zona epigastrica). Il bambino preferisce la posizione semiseduta, ha difficoltà ad alimentarsi e può presentare vomito. La temperatura raggiunge i 39-40° e il fischio diventa udibile all’orecchio umano.

Lungi da me l’intenzione di mettervi ansia e paura, ma in presenza di questi sintomi bisogna recarsi in un ospedale in cui sia presente un buon reparto di pediatria. Se non si interviene subito il decorso è ingravescente, fino al rischio della vita stessa del bambino, in quanto spessissimo si ha anche disidratazione.


Se curata adeguatamente con cortisonici e antibiotici (a discrezione del medico), somministrazione di ossigeno (con l’ausilio di mascherina, cannule nasali, cappette o tenda), cercando di mantenere la saturazione al di sopra del 93/95%, la prognosi è favorevole e nel giro di due,  3 giorni, l’incubo sarà finito.


NON ABBIATE PAURA.


Spesso in fase acuta sarà necessario intervenire con somministrazione di adrenalina, si rende necessario mettere le flebo per evitare la disidratazione, è possibile che vediate più persone intorno al vostro bambino, preoccupatevi, ma non disperatevi.

E poi non siete delle mamme cattive, siete delle mamme e basta, non siete medici. La bronchiolite corre così veloce che prese come siamo dalle mille cose a ritrovarsela tra capo e collo non ci vuole nulla.

Mantenete la calma e attenetevi senza protestare a tutte le istruzioni di chi ha in cura vostro figlio.

Se vi consigliano di fare l’aerosol (in ospedale, sì) fatelo, sempre e comunque, anche se il bambino urla come un forsennato.

Se il bambino è sotto tenda resistete all’impeto di metterlo in braccio quando piange. L’ossigeno è per lui indispensabile. Avrete le mani per consolarlo,  potete cantargli una canzone, ma non potete metterlo in braccio a meno che non vi diano una mascherina con l’ossigeno da mettergli.


Siete delle grandi mamme, vostro figlio recupererà in fretta e tornerete a casa. Ma mai come in questi casi è necessario fare un passo indietro e lasciare che a prendersi cura di lui sia gente che ha a che fare ogni giorno con queste cose e che in quel momento ha molta più lucidità di noi.


Alla prossima,

Maria Pia Cannizzaro


(1)  Whol Meb: Bronchilolitis. In:Kendin EL Jr, Chernick V, eds.
Disorder of the Respiratory 
Tract in Children. Philadelfia: WB saunders 1990: 360-370

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Abdelghafour

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