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Quando nasce un fratello o una sorella

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Siete già mamme e papà di uno splendido cucciolo e avete deciso di allargare la famiglia. Voi siete già genitori, ma il vostro frugoletto inconsapevole si sta apprestando ad iniziare un’avventura che non ha scelto, ma che lo accompagnerà per tutta la vita: diventare un fratello o una sorella.

In mezzo alla vostra gioia, può iniziare a sorgere qualche dubbio: il fratello maggiore sarà contento di avere un fratellino? Sarà geloso? Si sentirà un po’ trascurato? Avrò tempo da dedicare a tutti e due?

Un primo problema che vi potreste porre è quando dire a vostro figlio che aspettate un fratellino

Nove mesi sono un tempo interminabile per un bambino e non esiste una regola universale che stabilisce la data in cui comunicargli che la famiglia si allargherà. Sarebbe carino informare vostro figlio, prima che decidiate di annunciare la notizia ad altre persone. E’ meglio dirglielo, prima di tutto perché riguarda anche lui e non è corretto che lui lo venga a sapere da altri ma anche perché un bambino, per quanto piccolo, "annusa" l'aria e capisce che c'è qualcosa di diverso. Magari tu mamma sei solo un po' stanca e lui pensa che sei arrabbiata ...

Non occorrono discorsi complicati, scientifici o ginecologici. E' importante che mamma e papà glielo dicano insieme, in modo semplice, come raccontando una fiaba ..."Sai che avrai un fratellino? E' piccolo piccolo ancora. E’ nella pancia della mamma, come ci sei stato tu, ma perché nasca bisogna aspettare tanti giorni, quando lui diventa abbastanza grande e la pancia diventa grossa grossa". Questo naturalmente è solo un esempio: ogni mamma e ogni papà trovano le parole giuste nel loro cuore.

A questo punto, a seconda dell’ètà del bambino, aspettatevi delle domande. “Come è entrato lì dentro?” “Da dove esce?” e preparatevi a rispondere in modo altrettanto semplice e sincero, con parole adeguate all’età del bambino.

Potete  fargli sentire i movimenti dentro la pancia, potete comprare un libretto che spiega come cresce il fratellino nella pancia di mamma e come sarà quando nasce, potete usare un bambolotto per fargli vedere di che tipo di cure avrà bisogno il neonato, potete ricordargli che anche lui era piccolo ed era nella pancia e fargli vedere le foto di quando era nel pancione o era neonato. Quest’ultima cosa di solito ai bambini piace moltissimo!

Più avanti potete coinvolgerlo nel sistemare la cameretta, la culla ... in modo che capisca che ci saranno dei cambiamenti e novità ... o fargli scegliere qualcosa per il nuovo arrivato. Attenzione: proponete di aiutarvi a scegliere solo se siete disposti ad accettare la sua scelta davvero. Mi raccomando! Altrimenti rischiate di incappare in qualche situazione difficile da gestire: “Mamma ho deciso, voglio chiamare il fratellino Pokemon!”

Quando si avvicina il parto, preparatelo a cosa succederà: starete via qualche giorno? A chi sarà affidato? Tutto questo sempre in un clima di serenità e tranquillità. E nella lista dell’occorrente per il nuovo arrivato, nella borsa che vi porterete in ospedale, non fate mancare un piccolo regalino per il “fratellone” .

Potreste anche chiedervi: C’è qualcosa che non devo dire?. Ecco, evitate di usare frasi come:

- "Avrai un amichetto con cui giocare" - Un neonato solitamente piange, mangia, dorme e fa la cacca. Può essere tenero e buffo, ma non è un compagno di giochi e, se un bimbo lo immagina come qualcuno che potrà immediatamente giocare con lui, resterà molto deluso. 

- “Tu sei grande e mi aiuterai” - Coinvolgete il fratello e fatevi aiutare nella cura del neonato, valorizzate le sue competenze da “grande”, ma solo se ne ha voglia.  E mettete in conto, anzi, che qualche “regressione” con la nascita del fratellino è normale. Evitate se possibile di far coincidere nascita con inserimento al nido/spannolinamento/cambio letto/togliere biberon ... l’ideale sarebbe anticipare un po' o posticipare in modo che non sia fatto un collegamento diretto  “Ecco! Arriva ‘questo/a’ e mi toglie non solo la mamma che avevo tutta per me, ma anche il ciuccio. E poi dicono anche che il fratellino è un regalo per me!”

“Devi volergli bene” - L’affetto non si “ottiene” a comando. Provate a pensare se invitassero caldamente voi a voler bene a qualcuno! Il vostro primogenito/a vorrà bene al nuovo arrivato con i suoi tempi e senza che glielo imponiate, con quel misto di conflitto e intimità tipico delle relazioni fraterne. Imparerà più o meno velocemente (c’è chi ci mette una vita!) che il fratello non è una minaccia che lo priva dell’amore della mamma e del papà. Piuttosto rassicuratelo: “Tu per me sei unico e speciale, esattamente come tuo fratello”. Dedicategli uno spazio tutto per lui, in cui si possa sentire davvero un po’ figlio unico, in cui vi abbia a disposizione in modo esclusivo. Una coccola, una lettura, un rito solo vostro, un’uscita a prendere il gelato solo con mamma e/o con papà.

E quando il fratellino arriva, per quanto voi siate state brave a preparare bene vostro figlio che improvvisamente è diventato “il grande”, potrebbe esserci qualche difficoltà. Anzi di solito c’è, magari non subito, magari dopo qualche mese o quando il piccolo impara a camminare e a parlare e “ruba la scena”. Pensate che è assolutamente normale, anzi in qualche modo è “sano”.

Ascoltate  il vostro bambino, osservatelo e accogliete le emozioni che sta provando. Alcune di queste emozioni magari non vi piaceranno: “Vuoi più bene a lui! Lo tieni sempre in braccio”, “Riportalo dove l’hai preso!”, “Mamma mamma mammaaaaa”, “Stavamo meglio quando non c’era!”, “Ma io non ti bastavo?”. Paura, tristezza, rabbia e gelosia sono meno spaventose se si possono dire, se mamma e papà le accolgono e non ne sono intimoriti, perché sanno che le emozioni possono cambiare e possono essere compresenti in modo contrastante; le emozioni sono meno spaventose se mamma e papà accompagnano e si fidano delle risorse del loro bambino che farà il suo percorso per scoprire il complesso e affascinante ruolo di essere fratelli.

“Avere fratelli e sorelle è una prova, che una volta superata diventa una grande ricchezza”
(Isabelle Fillozat, Le emozioni dei bambini).




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Abdelghafour

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  1. C'e' chi ci mette una vita e' meraviglioso... Posso dire che sino giá sulla buona strada in molte cose mi sono comportata come tu hai suggerito...ma tra un pò viene il bello...

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