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Quel peso che non muore

15 commenti
A prima vista, parlare di morte non suona bene in questo sito.
Un posto dedicato alla maternità, alle sue gioie, alla condivisione di dubbi per trasformare la nascita di un bambino in genesi di una famiglia.
Eppure ci sono storie che non nascono. O che muoiono.
Dopo poco, o dopo tanto tempo.
Storie che hanno toccato anche tante mamme che conosco, e le mamme che qui si ritrovano. Che qui vivono. Che qui hanno messo a disposizione il loro amore per nickname di cui non conosceranno mai il volto.

Mamme che hanno esultato al test di gravidanza positivo.
Hanno aspettato trepidanti.
Forse il loro sogno si è infranto prima che la loro creatura vedesse la luce.
3 o 12 settimane. O 34.
Per la legge suonano diversi.
Feti, o individui legalmente riconosciuti.
Per le madri no.
Sono i loro figli.
Pezzi di cuore che non vedranno mai un domani.
Bambini di cui hanno sognato il volto. La professione. Ne vedevano già le somiglianze, l’indole.
E invece quella pancia resta vuota. Una perdita, un urto, una febbre. Qualcosa va storto e una parte di vita se ne va per sempre.

O forse sono nati. Ma, alla gioia del fiocco rosa o azzurro, è seguita una diagnosi infausta.
Poche righe scritte su fogli ospedalieri condannano una famiglia.
E gli occhi lucidi per la commozione dell’evento diventano gonfi di disperazione. Se possibile, si cerca una cura. Tra mille dubbi se valga la pena di affrontare la sofferenza al prezzo di poche speranze.
Piccoli attaccati alle macchine. Creature che non potranno parlare, camminare.
Con una vita con la scadenza.

Quante mamme eroiche ci sono, e non lo immaginiamo.
In un’epoca in cui pretendere di decidere la vita di qualcun altro è la norma, loro hanno accettato la decisione di un Dio misterioso di cui si fidano, o di un destino beffardo che le ha volute mettere alla prova.
E non contano i titoli.
Non contano gli anni.
Non conta come chiamano Dio.
Restano davanti al dolore, annientate.
Non si spiegano perché. E piangono la loro pena. Paragonabile a niente, come se qualcuno gli strappasse interamente i visceri.
Poi si rialzano. Coi loro tempi, col loro modo.
La crudeltà del dolore lascia il passo a una nostalgia struggente. Che col tempo diviene più dolce, ma non passerà mai.

Queste poche righe sono dedicate a voi, e ai vostri angeli.
Alla forza d’animo di cui siete capaci.
Madri che sono riuscite a capovolgere una speranza di vita di un anno in un’esistenza di venticinque.
Donne che, seppure con lo sguardo liquido di sale, hanno saputo guardare oltre, e coltivare con fiducia una speranza che non c’era.
Dove non arriva la medicina può l’amore.

Concedetemi di dedicarvi una citazione di Paul Rivers, dall’omonimo film (21 grammi):

“Si dice che nel preciso istante della morte, tutti perdiamo 21 grammi di peso, nessuno escluso.
Ma quanto c’è in 21 grammi…

Quanto va perduto…

Quando li perdiamo quei 21 grammi..

Quanto se ne va con loro…

Quanto valgono 21 grammi..”

Ad ogni mamma che ha un angelo che la veglia mancheranno 21 grammi dal suo cuore. Sempre.
21 grammi che se ne sono andati da lei, e librano nell’aria. Che si sono trasformati.
21 grammi d’anima che la accompagnano in ogni istante della sua vita.
21 grammi di vento che dirigono i suoi eventi.

E che, sono sicura, un domani, si riuniranno a lei in un abbraccio senza fine.

Barbara


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Abdelghafour

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15 commenti

  1. Scrivo solo per farti sapere che ho letto, non solo con gli occhi e con la mente, ma soprattutto con il cuore... Qualsiasi riga in più sarebbe di troppo. Un abbraccio. Cris

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  2. forse non dovevo leggerlo....piango come una fontana...quei 21 grammi di cuore li ho persi...e ora un'altra vita è nella mia pancia...e sto cercando con tutte le mie forze di credere che l'abbraccerò... che questa volta il destino o chichessia non mi stia prendendo in giro.
    ma quei 21 grammi mancheranno per sempre dal mio cuore e accettare questa cosa, accettare che quella vita aveva quello spazio e mai nessun altro figlio glielo negherà è forse il momento vero in cui rinasci, quello in cui sai che i tuoi figli non sono solo quelli che vengono alla luce e vivono una vita serena ma anche quei cuoricini che hanno pulsato nel tuo ventre (e nella tua vita) solo per pochi mesi.

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  3. Io sono tra quelle "fortunate", ma ti confesso che in ogni attimo ho avuto lo stesso tutte queste paure. Un post bellissimo, vero, toccante, stò piangendo a dirotto e mi piace quando a provocare un pianto sono state parole così dirette e cariche di significato. Hai avuto un bellissimo pensiero per tutte quelle mamme. Perchè si, sono mamme anche quando accanto a sè non si vede un bambino ma si sente forte la presenza di un piccolo angelo. :*

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  4. @rosellamittiga12 giugno 2012 14:08

    Per due volte mi e' successo......ma con paura e speranza sono andata avanti ed ora ne ho due di bimbe fatalita' destino mah, mi piace pensare che stiano lassu con tutti quelli che amo e troppo presto sono andati via. Una cosa mi sento di dire nn colpevolizzatevi nn e' colpa vostra nn e' colpa di nessuno succede.

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  5. sono stata ripagata alla grande, mi dicono quelli che sanno: a ottobre nascerà il mio quarto figlio. ma non passa giorno, da 21 anni in qua, che nel mio cuore non scenda una lacrima per quei 21 grammi persi perchè.. "un caso su un milione", ma capita. cmq grazie.

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  6. 21 grammi di cuore, volati via a 34 settimane. Con un nome. Un viso. E un luogo sotto terra dove riposerà per sempre.
    Grazie per queste bellissime parole...

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  7. ..42 sono i grammi che mancano dal mio cuore..grazie per la tua sensibilità

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  8. Barbara Assistente alla Maternità12 giugno 2012 16:29

    Io non posso più aggiungere nulla alle vostre parole toccanti e vere.
    Solo che vi abbraccio di cuore.

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  9. Sono zia speciale di Aurora volata in cielo a 28settimane+5,scrivo x ringraziare per l'attenzione e la delicatezza dedicata a questo argomento e colgo l'occasione per segnalare l'associazione CIAO LAPO ONLUS, che da anni offre un valido sostegno per affrontare il lutto perinatale.
    A presto
    Silvia

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  10. 21 grammi freschissimi da 1 mese.......e un cuore ancora distrutto dal lutto!!!!

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  11. Articolo bellissimo e molto delicato................... quei 21 grammi, non miei ma di mia sorella, tanti anni fa, non si dimenticheranno mai............ Grazie, Barbara.

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  12. Quanto dolore quando non potrai mai abbracciare quello che dovrebbe essere il tuo bambino........... e se si ripete per quattro volte, poi, è atroce...... e nessun altro figlio può sostituire quelli che se ne sono volati in cielo!!!!!! Il disegno del Signore, a volte, non ci è dato comprendere................. possiamo solo accettarlo....................

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  13. Articolo che mi ha fatto venire la pelle d'oca e le lacrime agli occhi, grazie

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