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La coppia dopo la nascita del primo figlio: cosa cambia?

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Non siamo più in due, ma in tre. Sembra una banalità, ma invece è una questione “maledettamente” seria. Il tre non è un numero semplice da gestire così all'improvviso!

L'arrivo di un bambino crea molto spesso scompiglio nella coppia - anche se è stato cercato e desiderato - in tonalità che possono oscillare tra il leggero e il devastante. Nostro figlio calamita le attenzioni e le energie di entrambi, nessuno è escluso. Lo spazio e il tempo per gli amanti pare dissolversi nel nulla, e mai l'avremmo pensato.

Ci dobbiamo trasformare da coppia a coppia genitoriale. Non è certo una cosa che si fa così, su due piedi! Richiede tempo, anche tanto tempo. Questa trasformazione, inoltre, si intreccia, interseca e sovrappone a quella cui ciascuno di noi, individualmente, è chiamato: la costruzione della propria identità di madre o padre. 

Immaginiamo questo passaggio come un viaggio in territori sconosciuti: partiamo dal noto e dobbiamo arrivare al nuovo. E' l'intermezzo, la fase in cui non siamo più e non siamo ancora, ad essere destabilizzante. C'è un momento di adattamento per lui, per lei e per entrambi, un periodo di trasformazione che raramente è sincronizzato e contemporaneo.

La nascita di un figlio fa riaffiorare memorie e ricordi dell'infanzia in ognuno di noi, porta a fare i conti con la propria storia di figli e con gli stili genitoriali dei propri  genitori. Queste memorie sono inevitabilmente diverse e possono portare alla luce differenze che magari prima erano invisibili.  

Cerchiamo di partire attrezzati, oppure di acquisire strumenti e risorse durante il tragitto: pazienza, ascolto, comprensione e comunicazione. Non è semplice, e in questo non ci aiutano la stanchezza e la tensione. Diamoci però tempo, non pretendiamo da noi stesse e dal nostro partner l'impossibile. Riconosciamoci la possibilità di stare nel cambiamento, di sbagliare, senza giudizi e recriminazioni. L'importante è discutere in modo costruttivo trovando così nuove opportunità di compromesso. Non recriminare ma chiedere. Non esigere ma domandare. Non pretendere ma comunicare. Pian piano troveremo un nuovo equilibrio e riemergeremo dal caos, più forti ed emotivamente arricchiti.

Non potremo tornare a quei momenti irripetibili in cui avevamo solo noi due a cui pensare, ma potremo trovare piccoli scomparti riservati alla coppia, per rafforzare il rapporto nella nuova famiglia a tre!



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Abdelghafour

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5 commenti

  1. La mia coppia è stata devastata o, meglio, lui lo ha permesso. Il lui è mio marito che mi ha chiesto la separazione. C'erano già problemi da prima, dice lui, da anni, problemi che se avessi visto certo non avrei messo al amondo un figlio con un uomo che non mi amava come l'amavo io. Il bammbino è la cosa più bella che ho e lo amo più della mia vita, ma mia marito non ha retto al cambiamento ed al fatto che, quando si ha un figlio, non si possono fare tutti i nostri comodi.
    Scusate lo sfogo, il mio consiglio è parlate sempre, chiarite e non tacete i pensieri altrimente vi ritroverete come me: una mamma sola con un bimbo di 14 mesi che ha visto crollare tutti i sogni di una famiglia felice.

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  2. bello questo post. la coppia si stravolge e come....ti sembra di perdere tutto, ti chiudi nei ricordi, in tutto quello che era e ora non è più...il tempo passato insieme è aiutarsi, sostenersi, pensare al nuovo arrivato e quando finalmente ci sono i 5 minuti insieme si è a pezzi e non si ha la forza nemmeno di un abbraccio....e poi si litiga, ci si parla, ci si ritrova, ci si perde di nuovo in un percorso lungo mesi e mesi e poi si scopre che nei dialoghi, nelle parole, nei cuori tutto è lì immutato...il sentimento è rimasto intatto, sono cambiati i tempi, le modalità siamo cambiati noi. si ritrova un nuovo ritmo un nuovo equilibrio, quasi più stabile e più forte. e sei felice di guardarti indietro e di vedere quella coppia di sposini che ce l'ha fatta ad attraversare la tempesta di un figlio.
    ora è in arrivo il secondo e questa volta siamo pronti, forse, sappiamo che ci perderemo di nuovo, che quel tre deve diventare quattro e che gli equilibri da ricostituire sono di più...e aspettiamo...ma questa volta sappiamo che si può fare o almeno lo spero.

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  3. Al mattino nel letto a sinistra c'è mio marito e a destra la mia piccola che dalla fessura della sponda del lettino mi allunga un piedino e sopra le apine che si muovono senza musica se la bimba è sveglia e sta scalciando in silenzio prima di guardarmi sempre sorridente. Questa è l'atmosfera di pace in cui mi sveglio tutte le mattine prima di aprire la finestra agli uccellini e al resto del mondo.

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  4. Arriva un figlio e l' equilibrio che c' era prima nella coppia va nuovamente ristabilito con il nuovo arrivato. Per me è stata una vera e propria sfida riuscita con il primo nel 2002 e poi con la seconda 18 mesi fà. Con la seconda però qualcosa si è incrinato, la mia dolce metà ha sofferto di più ed è caduta in depressione. Ora dopo tanti sforzi, ne stiamo uscendo,ho usato il plurale proprio perchè quando la tua metà entra in depressione una parte di te soffre con lei! E quando finalmente riusciamo a stare soli o a concederci qualche minuto per noi...ci ritroviamo a parlare dei nostri tesori, siamo irrimediabilmente compromessi!! :-D

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