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Quella gravidanza che non arriva...

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La diagnosi spesso arriva così, come una doccia fredda, come qualcosa che non ti aspetti.
Poi devi tornare a casa, con una prospettiva inattesa, i tuoi progetti infranti tra le mani e una gran solitudine.
Le coppie alle quali viene diagnosticata l'infertilità, spesso, sono lasciate sole a fare i conti le proprie emozioni e con l’elaborazione del lutto.
Perché di lutto vero e proprio si tratta.
Non poter concepire un figlio naturalmente significa dover elaborare la perdita di un sogno, di un progetto e rivedere tutto.
Nella nostra società l’infertilità è ancora un tabù e questo rende tutto più difficile per le coppie che devono affrontare un percorso del genere.
Solitamente sono le donne a vivere il maggior disagio, soprattutto quando è su di loro che pende l’infausta diagnosi.

Cosa prova una donna che non può avere figli naturalmente?

Un’aspirante mamma che scopre di non poter coccolare il suo pancione, si ritrova a fare i conti con se stessa e con la sensazione di essere stata tradita dal proprio corpo.
Alcune donne considerano un’"offesa" vedere altre donne che riescono ad avere figli facilmente e senza nemmeno avere il loro stesso vitale desiderio, come se non lo "meritassero".
Altre provano rabbia e frustrazione alla vista di pance e passeggini.
E’ frustrante la felicità dell’amica che ha appena scoperto di essere incinta.

Cosa fare? 
Prendetevi il vostro tempo e, se provate sentimenti di rabbia o invidia nei confronti di chi ha figli, non sentitevi inadeguate o in colpa: è normale.
E’ necessario, invece, elaborare tale vissuti, il lutto e rivedere i progetti.
Emozioni come rabbia, invidia, vergogna, senso di inadeguatezza e ingiustizia sono del tutto normali e fisiologiche.
Solo accettando lo stato di fatto potrete decidere il meglio per la vostra coppia.

Come reagiscono gli uomini quando la diagnosi è a loro sfavore?
Alcuni uomini rifiutano il verdetto medico pensando che si tratti di un errore: "è impossibile, devono aver confuso le mie analisi con quelle di un altro!"
Per altri la diagnosi corrisponde ad un insulto alla propria virilità.
Generalmente l’uomo tende a non concentrarsi sulle sue emozioni negative spostando energie e produttività nel lavoro a differenza della donna che è più portata ad elaborare e rimuginare sui propri vissuti emotivi.

Prendere consapevolezza:

La coppia deve affrontare insieme sia il lutto che la ricerca di soluzioni alternative. Non sarà facile e potrebbe essere utile rivolgersi a una figura esperta (psicologo di coppia, psicoterapeuta).
E’ necessario riflettere sulla motivazione ad avere un figlio e scegliere se affrontare l’iter terapeutico della fecondazione medicalmente assistita, optare per l’adozione oppure non avere figli.

In che cosa consiste la Fecondazione Assistita?

La fecondazione assistita è un iter faticoso in cui  è la donna a dover subire le pratiche maggiormente invasive perché, per fortuna o purtroppo, la maternità è un affare prettamente femminile.
La coppia che affronta un percorso del genere deve essere informata e consapevole: si troverà ad affrontare un cammino emotivamente e fisicamente impegnativo, spesso con imprevisti e possibili fallimenti.

Funziona?

Certo, ma non sempre al primo tentativo.

Cosa succede se i tentativi di fecondazione assistita falliscono?

Come già detto le protagoniste dell’iter terapeutico sono le donne e sempre loro devono fare maggiormente i conti con gli eventuali fallimenti terapeutici. La donna, ad ogni ciclo mestruale, si ritrova a fronteggiare la delusione e il lutto per la mancata gravidanza.
Non c’è un numero di tentativi leciti, ogni donna ha i suoi tempi e ogni donna sa fino e dove può arrivare.

E poi c'è la felicità.

Perché in tutto ciò la coppia, e la donna in particolare, non dovrebbe perdere di vista la vita e fissarsi in una ricerca ossessiva e distruttiva del figlio.
La diagnosi di infertilità non è la fine di qualcosa ma l'inizio di un percorso importante per la coppia.
Perché ci sarà sempre un nuovo giorno in cui sorgerà il sole.




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Abdelghafour

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1 commento

  1. Io ho vissuto la diagnosi di infertilità inspiegata a 24anni, appena prima di sposarmi. La cosa più difficile è il silenzio che regna intorno all'argomento, quando invece scopri che magari la tua migliore amica o un parente prossimo ha affrontato o sta affrontando il tuo stesso percorso, ma non se ne parla. E il silenzio e l'ignoranza sono peggio delle cure e della PMA.
    A 26 anni mi ritrovo incredula ed incinta grazie alla fecondazione in vitro, ma le ferite, le conoscenze e la consapevolezza acquisita in questi anni non mi faranno mai vivere una gravidanza serena e spensierata.

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