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Recensione: La coccarda della migliore - di Anna Capurso

2 commenti

Recensire “La coccarda della migliore” non è cosa facile.
Non è un semplice libro, è un viaggio. Una chiave, uno specchio.
Un ponte su un abisso e un dono.

La coccarda è un romanzo, molto più psicologico di tanti volumi specifici sull’argomento. Perché tocca tutti gli aspetti prioritari del vivere umano: l’amore, l’amicizia, la paura, il potere, l’inganno, la bassezza, la vittoria, il rinascere dopo il dolore.

E’ una storia di donne. Donne che si incontrano, che si trasformano, che riassettano le loro fondamenta.

E’ una storia di maternità. Madri che se ne vanno troppo presto. Donne che dovrebbero essere materne per vocazione. Mamme che, grazie ai figli, trovano il proprio posto nella Vita e il coraggio per essere davvero se stesse. 

E’ una storia di infanzia. Imbrogliata, violata, derubata del diritto d’amore pulito per denaro, piacere, posizione, vigliaccheria. 

Molto altro ancora è la Coccarda.
Ma è anche una storia di ri-nascita.
La possibilità che dà ad ogni lettore è quella di poter stringere, esattamente come la protagonista, tra le pieghe delle miserie umane, un brandello di speranza e prenderne forza.

Come e in che modo si possa arrivare a un’esistenza diversa, solo chi legge può deciderlo. Per se stesso, non per Celeste.
Lei ha scelto. Di abbandonare le zavorre che ingiustamente hanno piegato la sua schiena. Per mettersi in piedi. Imparando a camminare poco per volta, con le cadute di chi è abituato a strisciare e non sa fare altro.

La coccarda non solo risponde all’eterno dilemma se si nasca buoni o cattivi, o se lo si diventi.
La coccarda è un detonatore potente per la paura. Perché tutti ne abbiamo, di qualcosa.
Questo viaggio dà la possibilità, a chi davvero lo desidera, a prescindere dalla sua storia, di vedere che la propria immagine è troppo spesso un’ombra di sè.
E, solo se lo vuole, di decidere di gettare via lo specchio deforme, a costo di tagliarsi ferocemente, per il sollievo di non soffrire più per il ritratto di chi, in realtà, non esiste.

La coccarda è un mondo. In cui si entra stupiti. Si viaggia tra sorrisi, tenerezza e dolore, tanto.
Ma se ne esce col cuore gonfio.
Di speranza, di forza, di meraviglia.
Di Amore.


Giovedì 9 agosto in Piazza Nuova a Numana, ore 21.30, vi aspetto. Presenterò e intervisterò Anna Capurso, autrice de "La coccarda della Migliore", romanzo finalista al premio giovane Holden. Partecipazione gratuita. Se volete una serata di cultura ed emozione non mancate.
 
 


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Abdelghafour

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2 commenti

  1. Cara Barbara, ti ringrazio per questa recensione. In poche righe hai fatto un'analisi peculiare del mio romanzo riuscendo a cogliere gli aspetti più salienti. Anche per me non è stato facile affrontare i temi contenuti nella trama, ma si trattava di una storia vera, della storia di donne che diventano Donne lottando a colpi di presa di coscienza e crescita per raggiungere il traguardo - a mio avviso - più ambito dall'essere umano: la Libertà. E, quindi, scrivere la Coccarda, è stata una questione di giustizia, riequilibrio, come un rimettere a posto qualcosa. La libertà ha tanti aspetti, ma quando ci si libera dal dolore del passato, si può volare alti e planare in un Cielo di meritata realizzazione per essere migliori come Esseri Umani. Sono felice di averti conosciuta e di aver conosciuto Chiaraluce che sta ospitando nel suo sito un mio "figlio di carta". Produrre libri è una grande responsabilità che accolgo con gioia perché amo il mio lavoro. Il mio intento è di portare un messaggio di guarigione e positività attraverso le mie opere, ecco perché ho creato Leggere per cambiare.
    So che sarai al mio fianco per presentare la Coccarda e sarà sicuramente emozionante come sempre.
    Un abbraccio luminoso e ancora complimenti.
    Anna

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  2. Barbara Assistente alla Maternità18 luglio 2012 14:55

    Un ringraziamento di cuore ad Anna per le sue parole di stima e di fiducia. Sarà un onore e un piacere poter presentare la coccarda insieme. Merita di arrivare a più gente possibile.
    Un caro abbraccio,
    Barbara

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