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Bambini con le valigie… e non solo nelle vacanze

2 commenti
Sfoglio un numero di “Voce Francescana”, una bel bimestrale delle Missioni Estere dei Frati Cappuccini di Loreto.
Tra diversi articoli, di vario taglio, uno colpisce la mia attenzione.
Si intitola “I bambini con la valigia.”
Richiama un argomento di cui avevo già trattato in un mio precedente articolo non molto tempo fa, ma qui voglio affrontarlo da un altro punto di vista: quello dei bambini.

L’articolo riporta, con dovizia di particolari, i numeri dichiarati dall’AMI (Associazione Matrimonialisti Italiani) delle divisioni delle famiglie e, in particolare, dei minori che in Italia sono coinvolti nella separazione o nel divorzio tra i genitori.
E’ sconvolgente il numero di bambini trascinati nello sfascio della coppia genitoriale. E immagino che molti di più ve ne saranno, non contemplati nel riportato rapporto dell’Ami perché figli nati fuori dal matrimonio.
In verità, un milione o dieci…la realtà fa tristezza comunque.
Non è mia intenzione qui aprire polemiche antidivorziste, laiche o religiose.
Il punto non è assolutamente questo. Ognuno conosce la propria storia ed è responsabile delle proprie decisioni di vita e delle sue scelte di ogni genere.
Né  vorrei parlare dei casi in cui far frequentare un genitore sia dannoso o sottoposto a regimi di legge, o ancora  in cui il genitore stesso non voglia frequentare i figli: questa è tutta un’altra storia.
Se una coppia decide di rinunciare al proprio progetto comune, per un milione di motivi, liberamente può scegliere di tornare sui propri passi.
La legge lo consente, le religioni hanno punti di vista differenti, ma certo non è reato.

Ma non si pensi che tutte le separazioni siano “civili” dal punto di vista della correttezza.
Troppe coppie, purtroppo, si fanno la guerra a colpi bassi e i figli sono le uniche vittime.
E’ importante ribadire una cosa: non si possono giudicare le persone.
Principio evangelico o fondamento della mia professione di psicologa, la sospensione del giudizio impone, giustamente, di non dare colpe a nessuno.
Ma ribadire con forza che alcune situazioni non tengano conto dei diritti di tutti i membri della (ex) famiglia, credo sia condivisibile per tutti.
Parla da solo il fatto che la Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza riconosca la PAS, Sindrome di Alienazione Genitoriale, come abuso.
In realtà questo disturbo non è ancora riconosciuto come tale né presente nel DSM, ma è tristemente sintomatico il fatto che studiosi di tutto il mondo abbiano rilevato che nelle separazioni/divorzi c’è una percentuale altamente significativa di minori sofferenti per le dinamiche che si sviluppano in queste situazioni tanto da essere definiti “abusati”… Riflettiamo.

Cosa meritano i figli, allora?
Il compito dei genitori sarà quello di non trascinarli in odi personali, tenendoli fuori dalle dinamiche che gli adulti hanno creato, di cui loro sono vittime incolpevoli.
Cosa chiedono queste creature?
Forse, di non essere presi in giro, convinti con un falso sorriso che sia più bello avere due case in cui stare soli con mezza famiglia.
Meglio la verità, dolorosa e serena: il progetto di coppia di mamma e papà è naufragato, per cui tu hai due case. Avremmo tutti preferito che andasse diversamente, ma ora ripartiamo da qui.

Chiedono di smettere di essere sballottati sui mezzi coi loro borsoni, a volte costretti a viaggiare anche tra città diverse, per non far incontrare mamma o papà che si odiano.
Desidererebbero smettere di rodersi le vacanze di Natale perché contesi tra i loro cari tra musi lunghi e panettoni che vanno di traverso.
Magari accompagnati a casa dell’altro, con un frettoloso ma sincero augurio tra grandi sulla porta…. Lo so, è duro e ingiusto. Perché queste persone potrebbero non meritare nemmeno di essere guardate in faccia, figuriamoci gli auguri di Natale.

Ma ricordate una cosa: loro, i grandi, vi hanno traditi. I vostri figli no.
I bambini meritano di godersi un po’ di amore tutto per loro, con evidenti sforzi, rinunce.
Pensiamoci…e forse un po’ di buonsenso potrebbe aiutare a creare un modus operandi in queste situazioni che, una volta tanto, potrebbero virare a favore dei più piccoli.

Un pensiero ai Frati Cappuccini di Loreto che hanno autorizzato a citare l’articolo presente sulla loro rivista dando così modo di poter trattare questo importante argomento. Grazie di cuore.



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Abdelghafour

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2 commenti

  1. Bellissimo post! Ho una situazione familiare normale: un marito e due figli, ma ho tante amiche separate con bambini, che spesso vengono sballottati da una parte e dall'altra. Fare il genitore non è un mestire facile e forse lo è ancora di più farlo in condizione di separato/a. Purtroppo in Italia ci sono delle politiche familiari che non sostengono la famiglia e le "coppie di fatto", anche se qualcosa si sta muovendo, almeno lo speriamo! A presto ciao Gabry

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  2. Argomento interessante..... ed attuale.
    Una mia amica ha visto andare via di casa il marito.... un fulmine a ciel sereno! Ha lasciato i due figli piccoli alla moglie. Poi ha chiesto l' affidamento, e il giudice ha concesso quello congiunto. Lei è un' ottima persona, molto corretta, quanto lui è prepotente, scorrettissimo e canaglia. Racconta ai bimbi cose assurde sulla madre e li ricatta moralmente(ora li ama alla follìa, mentre prima era "tiepidino"). Allora io mi chiedo: Neanche più dei figli ci importa qualcosa, pur di far dispetto all' ex coniuge? Loro sono sempre un mezzo per scaricare la nostra rabbia? Non pensiamo al male che si fa loro? E a come verranno su? E' una cosa penosa e triste................... I bimbi vanno difesi e tutelati, (specialmente dalla mamma e dal papà), e se in alcuni casi di separazione, ciò non accade, dove andremo a finire????????

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