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Nati prematuri

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Il 17 Novembre è la Giornata Mondiale Neonato Prematuro:
 “Ogni anno in Italia quarantamila neonati (6.9% dei nati vivi) nascono pretermine, prima cioè della 37ª settimana di gestazione. La maggior parte nasce dopo la 32ª settimana, mentre circa il 2% nasce ad una età di gestazione inferiore alle 32 settimane.”


Lavorare con i prematuri a  volte è devastante.
Mi piace citare quel film della Comencini, con Margherita Buy che affronta il tema in maniera davvero toccante, "Lo Spazio Bianco": in unità di terapia intensiva si vola, a 10 centimetri da terra, per non fare rumore, tra piccoletti grandi come una mano, tra domande a cui neanche i medici sanno dare risposte. L'incubatrice non è l'utero e il lietissimo fine non sempre è assicurato, per i nati sotto le 30 settimane la disabilità spesso può essere grave... (lo so che la Tv spesso ci fa vedere piccoli di 400 g che stanno benissimo, ma purtroppo per la stragrande maggioranza non è così). Ma si può fare qualcosa, si può educare ai corretti stili di vita, si possono portare progetti concreti negli ospedali e si può immaginare una stanza meno asettica, una family room; si può portare ovunque la marsupio terapia, si possono fare molte cose ancora, per cercare di promuovere le tecniche che ritardano le nascite premature, si può fare molto per assistere adeguatamente i piccoli. I genitori sono costretti a decisioni difficili, per questo hanno diritto ad un consenso DAVVERO informato.

(Maria Pia, Infermiera Pediatrica)

Questi piccoli portano con sé un carico di emozioni grandissimo. La nascita di un bambino prematuro necessita di un grande supporto psicologico ed emotivo per l’intera famiglia.
I genitori, spesso spaventati da notizie “per sentito dire”, immobili davanti a diagnosi a loro finora sconosciute o terrorizzati da prognosi sfavorevoli di cui sono stati messi a conoscenza, sono in balia di tanti sentimenti, che vanno dalla delusione al senso di colpa, dallo shock alla rabbia.
Ovvio che tante emozioni negative possano costituire fattori di rischio per l’equilibrio dell’intero nucleo e specialmente della mamma. Nella fattispecie, infatti, è lei che, oltre alla stanchezza dell’anima, risente fisicamente, già provata dal parto, anche del continuo andirivieni con l’ospedale, in alcuni casi situato a centinaia di chilometri da casa.
Non è facile. Se poi ci sono dei fratellini, specie se ancora piccoli, tutto risuona ancora di più: si fa difficoltà a spiegare loro la situazione, ci si angoscia a lasciarli più giorni per correre dal neonato.
E’ essenziale che queste famiglie siano accompagnate nel loro percorso da personale esperto e formato che possa accogliere i loro vissuti con rispetto ed elaborarli in maniera costruttiva. Oltre a garantire la sopravvivenza di un cucciolo e, ovviamente, a fare il massimo per la qualità della sua vita, è prioritario anche alimentarlo con un continuo fluire d’amore e di cura da parte i tutti coloro che gli sono accanto.

Aiutare quindi i genitori, con ogni competenza e strategia, mettendoli in condizioni di nutrirlo il più possibile di emozioni positive, è senz’altro uno dei migliori investimenti per la vita, la salute e la serenità del piccolo. 
(Barbara, Psicologa e Assistente alla Maternità)


E questa è l’esperienza di Giorgia:

ho dato alla luce la mia piccola Blanca con un mese e mezzo in anticipo (33 settimane) e con tanta paura. Ero spaventata, nonostante abbia un fratello di 28 anni nato anche lui prematuro e che gode di ottima salute. Ero arrabbiata con me perché pensavo di aver fatto qualcosa di sbagliato e non ero ancora psicologicamente pronta. Oltre mia figlia anche io ero prematura!
Quando è nata era lunga 43 cm e pesava 1830 gr, me l'hanno fatta vedere da lontano e poi l'hanno messa in incubatrice dove è rimasta per 16 giorni. Non ha avuto grandi problemi per fortuna: veniva alimentata con il latte che mi tiravo regolarmente ogni giorno, con il sondino perchè si stancava subito a ciucciare dal biberon. Andavo a farle visita tutti i giorni, inserendo la mia mano negli oblò dell'incubatrice e tenendo la sua manina, accarezzandole il visino e il corpo. E parlandoci molto. Sapevo che sentire la voce della mamma faceva bene.
Ho pianto tanto, specialmente quando mangiava poco ma ho avuto la fortuna di avere altre mamme che mi sostenevano e l'equipe medica che era davvero eccezionale! Inoltre il mio ospedale ha la fortuna di avere un complesso a pochi metri dal reparto in cui, chi ha bisogno, può soggiornare gratuitamente.
Poi ho iniziato la marsupio terapia. L'esperienza più forte e toccante. Poter stringere a me il corpicino piccolo di mia figlia è stato davvero un toccasana, per lei ma anche per me! Ogni giorno piccoli traguardi, piccole vittorie e finalmente, dopo 22 giorni di ospedale, tutti a casa!!! E adesso? Beh Blanca sta bene ed è bella in forze!

La medicina è in grado di prevenire in molti casi i parti pretermine, ma educare alla prevenzione è determinante per difendere la qualità della vita e ridurre i costi della spesa sanitaria” (Prof. Costantino Romagnoli, Presidente della Società Italiana di Neonatologia).

 Per saperne di più

Nella foto il Prof. Costantino Romagnoli
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Abdelghafour

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