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Come una mamma... anche un papà...

2 commenti
Quando nasce un bambino, insieme a lui, lo abbiamo letto tante volte, nasce anche una famiglia. Eppure, nonostante  i genitori siano due, i protagonisti  assoluti dei primi mesi di vita del bambino, sono il bimbo e  la mamma.

 Il padre sembra quasi non far parte della scena familiare, ha un ruolo apparentemente marginale  e può dare l’impressione a chi lo guarda dall’esterno, ma anche  a se stesso, di  non sapere bene come muoversi  all’interno  della storia.  

 Così come per una donna non è facile “essere” mamma, anche per l’uomo non è semplice diventare papà, anzi, egli si trova spesso a fare i conti con le sue personali difficoltà. L’arrivo del bambino, può provocare nel suo  cuore e nella sua mente un miscuglio di sentimenti diversi: può provare un forte senso di gelosia all’idea di non occupare più il primo posto nel cuore della compagna, o perché, comunque, lei deve rivolgere al bambino una notevole parte delle sue premure. 
Un altro sentimento che a volte emerge, è quello di una  rivalità nei confronti della moglie, a cui il marito invidia il ruolo materno.  E’  felice d’essere diventato padre, ma nello stesso tempo è terrorizzato dal ruolo che è chiamato a svolgere. 

Anche in merito alla costruzione della relazione con il bimbo,  il padre è consapevole del fatto di trovarsi  in una posizione di svantaggio rispetto alla compagna. La mamma ha avuto nove mesi di tempo per conoscere il figlio ed entrare in sintonia con lui, ma nel papà ovviamente il corpo è silente e il bambino si è potuto far strada solo nei pensieri e nelle emozioni.  

 Molti uomini, non sanno come avvicinarsi al bambino, non sanno come stabilire un contatto corporeo con quel corpicino minuscolo, hanno addirittura il terrore di potergli far male.  E quando riescono a superare la paura e a prendere in braccio il bimbo, sembra quasi che quel piccolo esserino lo faccia apposta a piangere più forte.

 Per fortuna, il tempo può davvero essere d’aiuto e, con il passare dei mesi, anche i papà cominciano ad acquisire sicurezza e a riconoscere nelle espressioni del bambino, nel suo pianto e nei gridolini, le sue necessità.  Anche se, in termini di tempo, il papà non può essere sempre vicino al bambino come la mamma, può comunque, giorno dopo giorno, attraverso le carezze, il tocco gentile della sua mano che sfiora il piccolo visino e la sua voce, costruire quel legame che diverrà indissolubile e che durerà tutta la vita.  

Mirella

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2 commenti

  1. devo ammettere che come papà ho avutoanche io il timore di fracassare le mie creature appena nate, ma la sensazione è durata meno di un secondo.
    Troppo forte la voglia di prenderle, annusarle, toccarle, baciarle e riempirle di coccole.
    Prima il maschietto nel 2002 e poi la femminuccia nel 2012 sono stati due autentiche botte di vita, e piacevolmente mi sono scoperto un bravo papà con tanta voglia di imparare e sperimentare mi sono lasciato guidare dal mio amore ed istinto!
    Ho iniziato fin da subito a cambiare pannolini, prima guidato dalle capaci mani della mamma e poi da solo, lo stesso con i biberon.
    Per me è stata una avventura meravigliosa ed i miei piccini hanno gradito il contatto con il papà, bagnetti , cremine, culetti arrossati sono il mio pane quotidiano perchè il papà moderno deve essere anche un po' mammo, così la mamma vera ha la possibilità di rilassarsi un attimo sapendo che il suo cucciolo è in buone mani!!

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  2. Mirella Scardaci25 marzo 2013 19:23

    Nonstante i timori e le normali preoccupazioni, credo proprio che tu, Andrea, sia riuscito a calarti perfettamente nel ruolo di papà.Sei stato capace di aiutare tua moglie accudendo i tuoi figli. Non è da tutti riuscire a dimostrare attenzione, sensibilità e tenerezza nei confronti della propria compagna e dei propri figli da subito. Complimenti!

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