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Mamma nuova, vita nuova: ricomincio dalla scelta

4 commenti
Dopo la nascita di un bimbo le decisioni in merito al lavoro sono tra quelle più emotivamente dense per la neo o plurimamma e la sua famiglia. C’è da scegliere innanzitutto se lavorare o no, se continuare il vecchio lavoro o cercarne uno nuovo, se iniziare per la prima volta la ricerca di un lavoro. Qualunque sia la situazione personale, familiare, economica e sociale in cui ci si trova, alla base di tutto c’è una scelta ed è importante che la scelta sia fatta nel modo più consapevole possibile.


Spesso siamo portati a ritenere che le nostre azioni siano obbligate, o dettate dalle situazioni, è importante, invece, sentire che tutto quello che facciamo è il frutto di una nostra scelta (o non scelta) e che tecnicamente non siamo obbligate a fare nulla. In ogni caso, quello che sceglieremo di fare sarà il frutto di una valutazione più o meno consapevole di costi e benefici: sociali, economici o, più spesso, semplicemente emotivi.
Faccio un piccolo esempio:
una madre che scelga di crescere un bimbo sola potrebbe sentirsi obbligata a lavorare e lasciare solo fin dai primi giorni-mesi il proprio bambino. Certo, altrimenti come farebbe a crescere il proprio bimbo?
Ragionando in questi termini, e focalizzando l’attenzione sul dovere e sull’obbligo, la madre potrebbe sperimentare un vissuto emotivo di rancore e rabbia, o ancora di senso di colpa per la necessità di lasciare il bambino da solo fin dai primi giorni.

Proviamo invece a vedere la situazione da un altro punto di vista, quello della scelta consapevole:
una madre che scelga di crescere un bimbo da sola può scegliere tra:
- lavorare per mantenerlo e mantenere la propria autonomia senza chiedere aiuto a nessuno (ad esempio alla famiglia, laddove sia possibile); non lavorare, rinunciare ad un po’ di autonomia e chiedere un aiuto economico o logistico (continuando ad esempio a vivere in famiglia, laddove sia possibile);
ma una madre sola con un bimbo potrebbe anche paradossalmente decidere di:
- non chiedere aiuto, non lavorare, vivere di stenti, affidarsi ai servizi sociali, rinunciare al bimbo, abbandonarlo davanti ad una chiesa (!!!!).
Le ultime possibilità elencate sono, evidentemente, estreme e paradossali, ma sono comunque possibilità. Decidere per azioni comprese nel primo elenco, piuttosto che nel secondo non è un passaggio obbligato, ma il frutto di una scelta che, se fatta in maniera consapevole, ci permette di recuperare il sapore e l’esperienza della nostra responsabilità.

Scegliere ci rende forti. Non scegliere ci mette nelle mani di chi sceglierà per noi.

Sia che decidiamo di stare a casa con i nostri bimbi, sia che decidiamo di andare a lavorare, guardiamo in fondo a noi stesse e troviamo "la scelta". Sarà quella a darci l'energia di proseguire il nostro cammino a testa alta.

Valeria

Con questo post inauguriamo una serie di interventi sulla ricerca del lavoro, che ne pensate?
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Abdelghafour

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4 commenti

  1. Mi piace molto questo punto di vista! spesso pensiamo di essere obbligati a fare determinate cose, pensiamo di non avere scelta, ma a pensarci meglio sono altre nostre scelte a vincolarci a deterinati comportamenti. Sento spesso dire "non vorrei ma sono costretta a lavorare sennò non riesco a pagare il mutuo": ma il mutuo mica si è fatto da solo! E la sua somma mica si è decisa da sola! La casa per cui paghiamo il mutuo l'abbiamo scelta noi, con la sua bellezza e comodità ma anche col suo prezzo. E siamo sempre noi che scegliamo di non rivenderla per comprarne una meno cara, o per stare in affitto per un po', cosa che magari ci darebbe la possibilità i lavorare meno o di non lavorare affatto per un certo periodo. Dobbiamo abituarci al cambiamento. E dobbiamo abituarci a sentirci respnsabili delle nostre scelte passate e presenti, per poterle cambiare se non vanno più bene. Grazie di questo articolo!

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  2. Grazie a te per il tuo commento, Sabine.
    Spesso ci sentiamo poco creative, o ci sembra di non avere soluzioni alternative e invece siamo noi a precluderci in partenza determinate possibilità. Se impariamo a guardare consapevolmente tutte le vie possibili, anche quelle che ci sembrano impercorribili, ci accorgeremo che, oltre ad avere più possibilità di scelta, probabilmente la vità è anche più divertente.

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  3. Ciao Valeria questo post mi ha davvero caricata per le nuove aspettative che dovrò affrontare dopo questi 3 mesi di maternità. E la frase finale della tua replica al commento di Sabine mi ha dato più consapevolezza e positività, nonostante ho la tv accesa e il tg dice che è in aumento la cassa integrazione :(

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  4. Style2808, grazie! Sapere che riusciamo a trasmettere un po' di energia ci ricarica il triplo! :D

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