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Da quando sono nata mamma... "Tutto parla di te"

2 commenti
Più volte in rete ho definito la maternità uno tsunami emotivo: tanti gli stati d'animo che si intrecciano come una danza che sconvolge la vita di una donna che diventa mamma.

Quando nasce una mamma è uno spazio nato proprio per supportare le mamme in questo viaggio terribilmente meraviglioso che ci fa provare picchi di felicità onnipotente alternati a stati depressivi profondi.

Poca rilevanza viene data, ancora oggi, a queste dinamiche perfettamente fisiologiche della nascita: mamme si diventa, giorno per giorno, lacrima dopo lacrima, sorriso dopo sorriso insieme ai nostri figli. Spesso, però, nessuno dice alle future mamme quello che le aspetta davvero: tutti si soffermano sui (tantissimi) lati meravigliosi di quello che sarà un punto di non ritorno tralasciando le difficoltà e le insidie che inevitabilmente accompagneranno le prime settimane della nuova vita da genitori.

E allora come non parlare di un progetto che va controcorrente, che coraggiosamente parla e mostra questa ambivalenza?

Tutto parla di te è l'ultimo film di Alina Marazzi, nelle sale cinematografiche dall'11 Aprile, che affronta il tema del baby-blues vissuto da una delle protagoniste. Emma, (Elena Radonicich), una giovane danzatrice, bella e sfuggente, vive una  profonda crisi dopo essere diventata mamma: non sa come affrontare le nuove responsabilità della maternità, vede la sua vita a un punto fermo, si sente sola e incapace.


Quante di noi si riconosceranno in Emma?



Nelle note della regista i motivi che l'hanno spinta a parlare coraggiosamente di questo tema:

Ogni madre conosce quel sentimento in bilico tra l’amore e il rifiuto per il proprio bambino. Una tensione dolorosa da vivere e difficile da confessare, perché va contro il senso comune di quel legame primordiale. Con questo film ho voluto raccontare l’ambivalenza del sentimento materno e la fatica che si fa ancora oggi ad accettarla e affrontarla. 
Ma Tutto parla di te è anche un progetto che integra la fiction con materiali diversi: filmati d’archivio, animazioni, elementi documentari, con i quali evocare i vari livelli emotivi che questa tensione muove in chi la vive.
E c'è anche un esperimento di narrazione collettiva, Tutto parla di voi, che utilizza la Rete
per dare  la possibilità alle mamme e anche ai loro compagni di raccogliere storie e  di raccontarle sotto forme diverse: un video, una fotografia, un post o un semplice tweet.

Molte sono state le mamme che hanno voluto testimoniare la propria esperienza, potevo mancare io?
Qui trovate la storia di "Quando sono nata mamma..., se volete potete partecipare e votare la vostra storia preferita, come spiegato qui.

Ma le sorprese non sono ancora finite: dall'11 al 17 Marzo QNUM è felice di collaborare con lo staff di  "Tutto parla di voi" per  dare rilevanza alle tematiche legate allo tsunami emotivo della maternità. Molti gli argomenti di cui parleremo in rete, qualche sorpresa e soprattutto un appuntamento da non perdere:

martedì 12 Marzo, alle 21.30, vi aspettiamo in chat per parlare di "Tutto parla di te" insieme alla regista, Alina Marazzi e ad altre professioniste  del progetto e di QNUM.


Non potete assolutamente mancare!

Chiaraluce
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Abdelghafour

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2 commenti

  1. Ciao!
    molto bello questo post in cui mi ci ritrovo appieno.
    Il tema del baby blues è un tema importante ma credo che sia importante parlare anche del tempo che precede il baby blues.
    Ci sono nove mesi di attesa in cui ci si prepara a diventare mamme fatto di attese, paure, sogni e aspettative.
    Credo che questo sia un momento molto importante di cui ancora non ci si occupa molto e che può in un certo modo aiutare a contrastare il baby blues.
    Ho aperto un blog apposta per parlarne, per parlare di quei mesi che precedono il parto dove credo sia molto importante un lavoro su di sè, sulla consapevolezza e sul senso che una gravidanza e un bambino portano alla vita di una donna.

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