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Prepararsi al colloquio di lavoro

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È andata: l’azienda a cui avete inviato il curriculum vi ha convocato per un colloquio di selezione.

E ora che si fa?

Il mercato è ricco di strumenti e consigli per la preparazione del colloquio di lavoro, ma tutti questi strumenti servono a ben poco se alla base non c’è un’attenta riflessione e preparazione del vostro progetto professionale. Perché la verità è che, sebbene strumenti e consigli siano presentati come dei must da seguire obbligatoriamente per prepararsi al meglio, la migliore risposta alle domande “Cosa faccio? Come mi preparo?” è “Dipende”!

Dipende dal vostro obiettivo, dalla vostra motivazione, da quanto siete disposte a dare di voi, del vostro tempo, delle vostre relazioni, dei vostri sogni, ma anche dalla persona-azienda a cui intendete presentarvi. Dipende in sostanza dal feeling che scaturirà tra voi e l'azienda alla quale vi presenterete.  

Prima ancora, quindi, di prepararvi per il colloquio, dovrete prepararvi all’idea di un nuovo lavoro guardandovi, ancor più che intorno, dentro: cercando tra le vostre aspirazioni professionali, tra le vostre esperienze, facendovi un personale bilancio delle competenze in cui integrare le vostre nuove e più ricche competenze, quelle di madre, con i vostri vincoli e risorse (perché anche i vincoli possono essere delle risorse se ne siamo consapevoli e ce li facciamo amici, invece che nemici).

Che fare dunque?

Innanzitutto preparatevi: studiate bene il vostro curriculum, l’esperienza formativa e professionale, preparandovi a domande su eventuali angoli bui del percorso (ad es. bocciature a scuola, cambi frequenti di lavoro o interruzioni della carriera lavorativa per la/le gravidanze). Siate pronte a rispondere ad eventuali critiche o domande sul ruolo di madre lavoratrice. Arrivare cariche di rancore e pregiudizi non vi aiuta, siate consapevoli che potrebbero farvi delle domande in proposito e preparatevi delle risposte diplomatiche che non neghino il vostro ruolo e la vostra esperienza (ad esempio evidenziando la vostra acquisita capacità organizzativa e di sopportazione dello stress). Ma preparatevi anche sull’azienda e sulla posizione per cui vi presentate. Informatevi per tempo rispetto ad indirizzo e modalità di raggiungimento del luogo del colloquio in modo da non trovarvi all’ultimo momento in situazioni spiacevoli che potrebbero farvi arrivare in ritardo.

Scegliete con cura l’abbigliamento ed il trucco: non si può dire in assoluto se elegante, casual, professional o che altro: dipende da dove andate. Cercate di fare in modo che sia in sintonia con il ruolo per cui concorrete, ma soprattutto in sintonia con voi: evitate il tacco 12 se siete tipe da sneakers, meglio una ballerina, a quel punto. E se il parrucchiere non vi vede da un po’ magari è giunta l’ora di sistemare quella ricrescita che salterebbe all’occhio a chiunque, figuriamoci se non la nota un selezionatore (o selezionatrice!).

Durante il colloquio: siate voi stesse, non recitate ruoli, siate presenti nella conversazione. Fate attenzione al linguaggio del corpo, guardate sempre chi conduce il colloquio, anche se sono più persone, evidenziate i successi e i punti di forza, minimizzando i punti di debolezza, senza nasconderli (né evidenziarli se non è la commissione che vi chiede qualcosa al proposito); e a fine colloquio, o quando ve ne è data la possibilità, fate qualche domanda sull’azienda e sul ruolo per dimostrare il vostro interesse.

Dopo il colloquio, valutatene l’andamento: come siete andate, vi siete piaciute, cosa cambiereste e cosa può tornarvi utile per un altro colloquio?
E se il posto per cui concorrete richiede tacco 12 e impegno H24 e voi siete tipe da sneakers e non sapreste a chi lasciare i pupi dopo la scuola? Oppure è richiesta creatività e abilità manuale e voi sapete al massimo incollare le figurine nell’album (e pure storte)?

Fatevi una domanda e datevi una risposta: forse non è il lavoro giusto per voi. Dipende!


Valeria

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Abdelghafour

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