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Si può andare in vacanza senza uscire fuori di testa?

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Qual è la prima cosa che si ha voglia di fare nel momento in cui si va in vacanza?  Credo che la risposta più probabile e comune a tutti, sia : “Riposare, riposare, riposare”. Ebbene sì!  Si ha voglia di alzarsi tardi al mattino, di andare al mare, di concedersi qualche ora di buona lettura, d’incontrare l’amica che non si vede da tanto tempo, etc, etc, etc. Insomma, abbandonarsi a tutte quelle cose che è difficile fare durante l’anno.Vacanza = relax e divertimento. Ma, se prima di diventare genitori,questo era fattibile, nel momento in cui si hanno dei figli, la vacanza assume  un altro aspetto. Le giornate acquistano un altro sapore.  Non un sapore amaro, ma sicuramente, più difficile da degustare.

Certo, non è semplice riuscire a rilassarsi  in spiaggia (tentando di leggere un giornale) quando i figli non fanno  altro che nuotare, rotolarsi sulla sabbia e chiedere continuamente d’essere guardati.Così come non è facile poter ammirare un quadro o una scultura, sentendosi  dire ogni minuto: “Quando andiamo via?”  Anche andare a prendere un gelato potrebbe essere poco piacevole, se si deve lottare con i figli perché  si siedano, non litighino, non si sporchino. Nello stesso tempo, però, anche i bambini potrebbero  trovare stancanti e stressanti i continui divieti di mamma e papà.
Ah! Quanta pazienza!
A questo punto, chi deve essere più arrendevole?
Immaginiamo questa scena…
Da una parte i genitori… che pensano: “I bambini non collaborano, non capiscono!”
Dall’altra parte i figli …che pensano: “Mamma e papà sono noiosi e non vogliono giocare, non capiscono!”

Adulti e bambini appartengono a due mondi simili ma nello stesso tempo diversi.  Viaggiano su pianeti che solo di tanto in tanto s’incontrano  (almeno, fino a quando i bimbi sono piccoli). Parlano un linguaggio che spesso non viene compreso dalle  due parti.  Manifestano bisogni differenti. E proprio per queste discrepanze, è quasi scontato che nascano tensioni all’interno dei due mondi.  E allora, che cosa si può fare? 

Ritengo che la cosa più saggia che i genitori possano fare in circostanze del genere, sia quella di armarsi di tanta, tanta, calma e flessibilità. Occorre trovare il giusto compromesso tra le richieste avanzate dagli instancabili “marmocchi” e il bisogno di tranquillità avvertito dai genitori. Non è sicuramente una cosa semplice, ma nemmeno impossibile. Penso che si debba cercare un equilibrio tra la “maturità” dei genitori e l’“impetuosità” dei figli. E un giorno, ripensando a queste vacanze poco distensive, non si parlerà più dei musi lunghi e dei litigi ma dei momenti piacevoli e carichi di tenerezza che hanno caratterizzato un periodo importante della vita familiare.

Mirella 


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Abdelghafour

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