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Walk on job: Intervista a Cristina Maccarrone

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Ho chiesto a Cristina Maccarrone, direttore responsabile di Walk on Job (www.walkonjob.it) se le andava di rispondere a qualche domanda sulla situazione lavorativa delle donne nel nostro paese visto che ha una prospettiva ampia e ben conosce il panorama lavorativo italiano.


Dal tuo osservatorio privilegiato cosa puoi dire della situazione lavorativa delle donne negli ultimi anni? 
Credo che la situazione delle donne sia migliorata, ma non abbastanza da farle sentire sullo stesso piano degli uomini ed evitare di parlare di questione femminile, quote rosa; espressioni che trovo giuste fino a un certo punto. Ci sono mai state le quote azzurre? No, il che indica che se abbiamo bisogno di fare qualcosa ad hoc, siamo ancora lontani dalla parità. Ci sono ancora poche donne ai vertici di aziende, che guidano giornali, società, a meno che non siano state loro a costituirle. La percezione che ho è che le donne siano sempre più consapevoli delle loro capacità e sappiano sfruttarle al meglio (e questo grazie anche alla Rete), ma che l'opinione comune tenda sempre a concedere poco alle donne e molto agli uomini. Se tante si trovano a lavorare in contesti importanti, anche internazionali, spesso non ne sono alla guida o, quando lo sono, non hanno una vita privata soddisfacente. Walk on Job, però, è per lo più al femminile: redazione, collaboratrici e grafica.

Le nuove professioni legate alla rete e al web sono in fase crescente e spesso sono donne e mamme escluse dal mondo del lavoro dopo la gravidanza ad intraprendere esperienze imprenditoriali in questo senso tanto che all’estero si parla di fenomeno blogger italiano. Cosa puoi dirci in proposito?
Sicuramente Internet ha aiutato le donne a esprimersi. Basti pensare alle mamme blogger o a coloro che, perdendo un lavoro, si sono reinventate una professione, rispolverando conoscenze e competenze che avevano già o che hanno acquisito perché disposte a mettersi in gioco. Che è anche una delle doti che più ci contraddistingue. Il Web aiuta, tante donne lavorano da casa e sono molto smart. Mi viene in mente @mammaeconomia (Michela Calculli) conosciuta su Twitter e che grazie a questo, ha trovato lavoro come social media specialist e blogger. O anche le Geek Girl, donne appassionate di tecnologia che organizzano incontri (e altro) per fare networking. Sulla questione femminile mi viene in mente anche il blog donne.manageritalia.it, molto interessante e dove si fa il punto valutando vari aspetti.

Si continua a parlare di pari opportunità. Hai constatato reali cambiamenti a livello professionale?
Non ho visto grandissimi cambiamenti. La sensibilità c'è,  l'attenzione a creare delle vere e pari opportunità pure, ma nella pratica sento spesso di donne cui vengono fatte delle domande non solo imbarazzanti, ma addirittura svilenti. Alle donne vicino ai 30 e over, spesso durante il colloquio, viene chiesto se si vogliono sposare o, se hanno la fede al dito, se vogliono figli. La sensibilità non ha ancora intaccato un modo di vedere fin troppo radicato. Il Global Gender Gap Report 2012 evidenzia come per l'uguaglianza di genere l'Italia sia all'80esimo posto su 135 Paesi. Ci sono poi settori come l'economia in cui l'accesso per le donne è molto ristretto.  

Quando Nasce Una Mamma si rivolge soprattutto alle mamme. Anni fa il mobbing al rientro dalla maternità era frequente. Oggi si parla ancora di rientro difficile o di licenziamento per gravidanza? 
Qualche anno fa realizzai un servizio per Vanity Fair sul mobbing e in effetti le intervistate erano tutte donne, ma non credo sia un problema solo femminile o legato alla gravidanza. Però, come dicevo, c'è una tendenza in certi contesti a ostacolare quello che è il processo evolutivo nella vita di una donna. Spesso il rientro è difficile, viene guardata male chi sceglie la maternità a rischio, senza pensare che possa essere una necessità, e non si aiuta il rientro. Ci sono, poi, i licenziamenti per gravidanza. Ricordate la clausola nei contratti Rai o quella lavoratrice di Italia Lavoro che venne allontanata perché in stato interessante? Credo che dobbiamo ancora fare grossi passi in avanti se ancora oggi una donna si sente spesso in dovere di scegliere tra carriera e famiglia, quando eccellerebbe indubbiamente in tutti e due.

Grazie della disponibilità.
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Abdelghafour

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