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Inserimento a scuola: per i bambini o per i genitori?

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Gli Orientamenti dicono: 

Al suo ingresso nella scuola materna il bambino ha già una sua storia personale, che lo ha condotto a possedere un complesso patrimonio di atteggiamenti, capacità ed orientamenti. Egli appare un soggetto attivo, curioso, interessato a conoscere e capire, capace di interagire con gli altri. A tre anni, il bambino matura abilità che vanno ben oltre l’ambiente familiare : diventa capace di affermare se stesso, di entrare in rapporto con i coetanei, di giocare con maggiore sicurezza nei movimenti. Quindi, per queste ed altre ragioni, il bambino è pronto per fare il suo ingresso nella scuola dell’infanzia.

Ma è davvero così? Il bambino è davvero pronto? E i genitori?


L’inserimento alla scuola dell’infanzia è un argomento di grande preoccupazione e dibattito per tutte le mamme. Spesso rappresenta il primo vero distacco dal bambino, a volte può essere più lungo, altre volte più veloce. Ogni istituto, per via dell’autonomia scolastica, decide tempi e modi per l’inserimento. Solitamente questo periodo va dalle due alle tre settimane in cui il bambino rimane a scuola con un orario ridotto che serve al piccolo per abituarsi ai nuovi regimi e alle mamme per abituarsi al distacco. I bimbi che hanno già frequentato il nido sono un po’ più avvantaggiati rispetto agli altri; sono in grado di stare in fila, di star seduti a tavola, di  mangiare da soli etc.,etc. I bambini che non hanno frequentato il nido hanno bisogno di un aiuto in più. In questo primo periodo si ambienteranno secondo i propri ritmi, aiutati dalle maestre e dalle famiglie. 

Ma in che modo si possono aiutare i bambini a vivere con più serenità questo momento così delicato della loro vita?

Per prima cosa, è consigliabile far vedere al bambino d’essere contenti per questa nuova esperienza che sta per intraprendere (anche se interiormente per la mamma non è proprio così). Il ruolo dei genitori è davvero importante: il bambino ha bisogno di sentire mamma e papà “ vicini”, senza forzature né ricatti. 

I genitori devono favorire un inserimento graduale in un clima di fiducia. Dare fiducia al bambino significa essere certi che è in grado di superare un momento difficile.

In realtà per il bambino è molto semplice abituarsi alla nuova situazione: nel giro di una settimana, due o tre nei casi più “ ostinati”, tutti quanti si ambientano e sono sereni. I bambini hanno mille risorse e capacità di adattamento… gli adulti non hanno la stessa capacità. Proprio per questo, cerchiamo d’essere meno ansiosi e proviamo a gustare insieme ai nostri figli il piacere di questa nuova “avventura”. 

Mirella

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Abdelghafour

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