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Il dolore del parto

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Il dolore del travaglio di parto è sicuramente l’aspetto più rilevante per una donna. La valenza del dolore dipende molto dall’ambiente culturale, socio-economico, dall'interpretazione socio-culturale e da filosofia e stile della vita.
Il dolore, significato e funzioni: La contrazione è l’elemento essenziale del travaglio fisiologico, stimola il cervello a rilasciare gli ormoni indispensabili allo svolgimento armonioso del travaglio; provoca movimento con conseguente protezione dei tuoi tessuti e delle ossa del bacino; fa emergere l’istinto di autoconservazione; ti fa provare i limiti delle tue forze con conseguente trasformazione e potenziamento; stimola l’energia sessuale; ti prepara ad accogliere il bambino e vi avvia entrambi a una buona relazione.
Il dolore provoca l’emissione di endorfine, queste si concentrano nel liquido amniotico proteggendo il bambino in utero dal dolore, anche in travagli lunghi ed estenuanti. Alla nascita del bambino e nelle primissime due ore dopo il parto i picchi alti di endorfine e degli altri ormoni del parto spontaneo producono il bonding o legame di interdipendenza tra madre, bambino e padre, un processo fisico, emozionale, spirituale, fondamentale per la vostra futura relazione.
Nella fisiologia si osservano molto bene le competenze del neonato: riflesso di suzione, di rotazione, dello strisciamento; capacità di fermarsi, di erezione del capo, di indurre tenerezza e atteggiamento di accadimento; sguardo intenso, movimenti, odore, occhi grandi, capacità di imitare il volto umano. I sedativi e i narcotici inibiscono queste competenze, rendono più difficile la prima relazione, ostacolano i processi di bonding e imprinting, l’allattamento al seno. Ma soprattutto ti rendono passiva, subisci la nascita anziché viverla.. Dunque, l’obiettivo principale nell’assistenza al travaglio non deve essere solo la sicurezza, ma anche il rispetto della fisiologia.
Fattori che rendono il travaglio e il parto meno dolorosi:
Il movimento, spinto dall'ossitocina ti porta ad assumere posture antalgiche.
In presenza di forti dolori nella zona sacro-lombare ti può aiutare una forte pressione con il palmo della mano, con il pugno chiuso o un oggetto duro.
Il rilassamento nelle pause ti da la forza di affrontare la prossima contrazione e produce endorfine.
L’intimità dell’ambiente è indispensabile al buon svolgimento del travaglio. Il parto, per la presenza degli stessi ormoni, ha un ritmo simile ad un atto sessuale. Per poterti lasciare andare, in questo caso lasciar andare il bambino, hai assoluto bisogno di intimità, di sentirti accettata, rispettata, amata.
Il sostegno fisico e relazionale ti motivano e inibiscono le vie ascendenti del dolore.

Il parto naturale è difficile, però il corpo della donna è predisposto per questa funzione. Quando una donna partorisce senza droghe, senza anestesia, senza interventi medici, strumentali, apprende di essere forte e potente. Apprende la fiducia in sé. Apprende a fidarsi di sé stessa anche di fronte a potenti personaggi autoritari. Una volta che realizza la propria forza e il proprio potere, avrà un’attitudine diversa verso il dolore, le malattie, il disagio, la fatica, le situazioni difficili, per il resto della sua vita.”


Valentina

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Abdelghafour

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3 commenti

  1. comprendo tutto quello che dici...ma ostinarsi per un parto naturale quando nin ci sono le condizioni credo sia peggio...io ho subito un trauma facendo nascere mia figlia di 4.600 con parto naturale dopo 22 ore di travaglio...come posso affrontare un'altra gravidanza?

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  2. io ho partorito la mia (prima) che pesava tre kg, ma con cesareo urgente dopo 36 (TRENTASEI) ore di travaglio.Ne ho fatto una seconda, e mia cognata addirittura 3 dopo un'esperienza simile. Il tempo ti da modo di rivedere le cose sotto un'altra luce. Sembra una cosa scontata da dire ma ti assicuro che le cose vanno davvero così.Capisco esattamente come te, subito dopo il primo parto ero convinta che mai e poi mai avrei osato tanto.E' come una sorta di lutto che va rielaborato. Goditi tua figlia e non star lì a chiederti come farai a partorirne un altro..semplicemente ne avrai una voglia pazzesca, o forse no e allora nessuno ti obbliga a riaverne un altro. Un abbraccio
    Maria Pia (infermiera pediatrica)

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  3. Sicuramente partorire un bimbo di oltre 4,500 gr non è affatto uno scherzo, i danni al perineo e la lunghezza del travaglio sono davvero scogli molto grandi da affrontare.In natura, in assenza di patologie ogni bambino è proporzionato al bacino materno, questo non vuol dire che è una passeggiata, una mamma con un bambino cosiddetto grande ha bisogno di un maggior sostegno prima,durante e dopo il parto e lo stesso bambino ha bisogno di più attenzioni.Ovvio che ogni gravidanza è a sé come ogni bambino e ogni parto, quindi non puoi sapere come sarà una prossima volta, ma di sicuro prima di affrontare una nuova gravidanza secondo me, avresti bisogno di affrontare questo trauma che ti porti dietro, perchè così potrai superarlo e goderti a pieno la nuova esperienza.Come al solito, l'informazione e il sostegno sono alla base.
    Ost. Valentina

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