yes
no
6/mamme/slider
no
Image and video hosting by TinyPic

Mamme in figura, donne sullo sfondo?

Nessun commento
Emma è una bella donna di quarant'anni, arriva al mio studio con una richiesta che riguarda l'educazione e la crescita dei suoi tre figli e si presenta e si descrive come una madre totalmente impegnata nella cura dei suoi bambini. È solo dopo qualche incontro che emerge dallo sfondo il suo essere, oltre che una madre, una lavoratrice al fianco del marito e che, al fianco del marito, è, o vorrebbe ritrovarsi, anche come donna.
Emma, guardandosi vede in figura il suo essere madre e, solo sullo sfondo, intravvede le altre possibili sfaccettature del suo essere donna.

Secondo Perls, attraverso il meccanismo dell'autoregolazione organismica, l'individuo organizza i suoi comportamenti in funzione dell'emergenza dei bisogni in primo piano. Il bisogno che emerge in figura dallo sfondo, una volta soddisfatto, “recede sullo sfondo e permette a quello che nel frattempo è diventato il più importante di venire in primo piano” (Perls, 1991).

È quello che accade alle madri: nel momento in cui un bimbo nasce le esigenze di protezione del bambino emergono con tutta la loro forza in figura e la madre si percepisce essenzialmente come madre, al fine di soddisfare i bisogni in primo piano; nel momento in cui la situazione evolve e si trovano nuovi equilibri e nuove organizzazioni e strategie familiari e di vita, i bisogni primari sono soddisfatti e lasciano la possibilità ai bisogni relegati sullo sfondo di riemergere in figura per essere a loro volta soddisfatti. Così accade che il bisogno di intimità nella coppia sia inizialmente relegato sullo sfondo dalla donna-mamma e che, a poco a poco, torni in figura per essere soddisfatto, allo stesso modo del bisogno di realizzazione professionale della mamma-lavoratrice.

I tempi e le modalità di questo passaggio da figura a sfondo e viceversa variano ovviamente da donna a donna, da famiglia a famiglia e da situazione a situazione (come non ricordare il veloce rientro di Michelle Hunziker al lavoro che è stato fonte di tante chiacchiere mediatiche?), ad essere importante non è tanto la velocità o lentezza del processo quanto la sua fluidità, il reale alternarsi di bisogni e percezioni dallo sfondo alla figura: quanto più la dinamica figura sfondo è fluida e scorrevole, tanto più la persona riuscirà a vivere in armonia con il qui-e-ora, cioè con le sue sensazioni, emozioni ed esperienze, ma anche con la sua storia ed il contesto in cui è inserita.
La fissazione del processo su un'unica figura porterà invece a tralasciare tutto ciò che è sullo sfondo: da un lato il bisogno e la percezione di sé stesse in figura saranno percepiti come mai realmente soddisfatti, dall'altro ai bisogni sullo sfondo non sarà mai garantita la possibilità di emergere in figura ed essere appagati.

Proviamo a fare questo esercizio: ascoltiamoci, sentiamo quale figura emerge quando guardiamo a noi stesse. È la figura di una madre? di una donna? di una lavoratrice? E cosa resta di noi sullo sfondo? Altre immagini? Altri bisogni? Le immagini in figura e sfondo sono fisse? O si muovono fluidamente dall'una all'altra posizione?

Se ci accorgiamo di una eccessiva fissità, proviamo a fermarci un attimo, ad ascoltare meglio le nostre emozioni, i messaggi del nostro corpo, prendiamo contatto con il nostro personale qui-e-ora e ci accorgeremo, forse, che il bisogno in figura è pronto a cambiare.







Riferimenti Bibliografici



Perls F. S: La terapia Gestaltica parola per parola, Astrolabio, Roma 1991



Immagine presa qui


author profile image
Abdelghafour

Lorem Ipsum is simply dummy text of the printing and typesetting industry. Lorem Ipsum has been the industry's standard dummy text ever since the 1500s, when an unknown printer took a galley of type and scrambled it to make a type specimen book.

Nessun commento

Posta un commento

Ti va di parlarne?

no