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Quando "non c'è battito", resta l'Amore.

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"Mi dispiace, non c'è battito."

Parole che sono macigni.
Un verdetto che sa di condanna.
Quel "non" che spalanca una voragine nel cuore di un genitore.
Una frase che sembra cancellare in un attimo una vita e invece rischia di spazzarne via almeno tre.

Il lutto perinatale è un problema spesso taciuto, stigmatizzato o all'opposto sminuito nella sua portata.
La perdita di un figlio è un dolore che non è misurabile e non dipende dall'epoca gestazionale o dall'età del proprio bambino.
Un figlio resta tale, sempre.

Anche se non abbiamo fatto nemmeno in tempo a conoscerne il sesso.
Anche se non potremo mai perderci nel colore dei suoi occhi.

Un figlio è una parte di noi e il "genitore non è solo colui che stringe un figlio tra le braccia; genitore è anche chi un tempo ha atteso un figlio che adesso abita il suo cuore". Queste le parole di Claudia Ravaldi, mamma, medico, psichiatra e psicoterapeuta che è riuscita a trasformare la perdita prematura del suo Lapo in un'occasione meravigliosa di sostegno e cura di altri genitori che, come lei, hanno dovuto affrontare il lutto perinatale.

Il progetto che in questi anni ha fatto crescere con tanta cura insieme al marito, Alfredo Vannacci, medico e ricercatore, si chiama proprio CiaoLapo ed è un faro che può illuminare la vita di tante famiglie che rischiano di essere inghiottite dal dolore e dalla depressione.

"Il lutto perinatale non è depressione post-partum  - si legge in un loro recente post - ma può  diventarlo".

E' allora importante, anche in questo caso, dare informazioni corrette, diffondere i risultati delle ultime ricerche, lottare quotidianamente affinché le famiglie colpite da questa dura prova vengano supportate nel modo più adeguato ad attraversarla e a rielaborarla.

Fin da quella terribile frase. Fin da quel "non".

CiaoLapo, onlus da anni impegnata su più fronti per raggiungere questi obiettivi, partecipa per l'Italia ad un'indagine mondiale sulla morte in utero in collaborazione con l'International Stillbirth Alliance.
I risultati saranno pubblicati sulla rivista internazionale The Lancet ed è importante diffondere questa iniziativa per far sì che in tanti partecipino alla compilazione online del questionario.

Per interrompere il silenzio assordante sul lutto perinatale e per sensibilizzare sia l'opinione pubblica che la sanità del nostro Paese su questo importantissimo tema, partecipiamo e diffondiamo questa iniziativa compilando il questionario entro il 9 Marzo 2015.

Possono partecipare genitori colpiti dal lutto, familiari, operatori ma anche semplici cittadini che vogliano dare il proprio contributo.

Bastano pochi minuti.
Facciamo la nostra parte.
#SosteniamoLeMamme, tutte.

Anche, e soprattutto, quelle colpite da un terribile "non".


Chiaraluce

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Abdelghafour

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