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Depressione Post Partum e DNA: e se il rischio fosse identificabile?

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Un nuovo studio sembrerebbe aver riscontrato che la probabilità di ammalarsi di Depressione Post Partum sia già scritta nel Dna delle mamme. Secondo Jessica Connelly, ricercatrice del Dipartimento di Psicologia dell'Università della Virginia, e i suoi colleghi, infatti, è possibile individuare se una donna è predisposta analizzando la struttura dell'OXTR, un gene recettore dell'ossitocina.
L'ossitocina, spesso definito "ormone dell'amore",  ha un ruolo importante nei confronti della regolazione dell'umore, dello stress  e nell'instaurarsi del legame madre-figlio.

Sono state sottoposte allo studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Genetics, 14.541 donne in attesa a cui sono stati effettuati due prelievi del sangue, alla 7 e alla 41 settimana di gravidanza. I risultati hanno evidenziato che se i livelli dell'OXTR sono bassi la donna ha una maggiore probabilità di ammalarsi di DPP anche in assenza di particolari fattori di rischio.

Sicuramente le donne che hanno sofferto di depressione prima della gravidanza sono più predisposte a sviluppare la DPP ma, secondo questi autori, analizzare questi marcatori genetici può aiutare ad identificare in anticipo eventuali soggetti a rischio.

La Depressione Post Partum non è una malattia che colpisce solo le mamme ma può avere dei risvolti negativi anche sullo sviluppo cognitivo, comportamentale e sociale del bambino.
Anche se ancora oggi la sua portata è spesso sottovalutata o addirittura ignorata, è bene ricordare che ne soffre il 20% delle donne, ovvero 1 mamma su 5.  
Non è solo una questione di numeri.
E' una questione di salute.

Noi di QNUM, da sempre, sosteniamo l'importanza del benessere psicofisico delle mamme e dei loro bambini.
Rompiamo il silenzio, #SosteniamoLeMamme.


Chiaraluce



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Abdelghafour

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