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Per affrontare lo tsunami materno: organizziamoci!

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Hai mai sentito parlare di Baby-Blues o Depressione Postpartum?
Perché dovrei preoccuparmene prima?
Non voglio fasciarmi la testa prima di cadere!
Non parliamone, mi viene l'ansia!
Sono scaramantica, preferisco non pensarci.

Se la tua risposta assomiglia ad una di queste, sei nel post giusto.

Le frasi che ho riportato non sono frutto di invenzione.  Sempre più spesso mi capita di sentirle (o leggerle) quando interagisco con mamme in attesa.
Penso alla mia esperienza e a quanto mi sarebbe stato utile che qualcuno mi avesse parlato anche delle ombre della maternità, non solo delle luci. E allora azzardo la fatidica domanda:
"Come ti sei organizzata per il dopo?
Spesso le risposte fanno riferimento ad arredi (cameretta, beside-cot, fascia...), accessori per la prima infanzia (trio, tiralatte, sterilizzatore...), ma quando chiedo nello specifico "su chi potrai contare per avere supporto?" solo le più impavide mi parlano di eventuali trasferimenti da/di nonne per i primi giorni ma nella stragrande maggioranza dei casi la risposta è inserita in un range di opzioni che vanno dal "faccio tutto da sola perché non voglio intromissioni" a una delle risposte elencate sopra.

I dati parlano chiaro: 8 neomamme su 10 attraversano la fase fisiologica del B-B e il 20% può arrivare a sviluppare i sintomi della DPP. Dati troppo allarmanti per essere ignorati.
La migliore prevenzione, come sosteniamo da anni, è essere informate su tutte (o molte delle) possibili situazioni che potrebbero verificarsi subito dopo aver dato alla luce il tuo bambino.
Se hai dedicato nove mesi a cercare informazioni su quello che stava capitando al tuo corpo che si trasformava giorno dopo giorno per accogliere e dare forma ad una nuova vita, non si capisce perché tu non debba essere altrettanto curiosa ed attenta rispetto ai cambiamenti fisici e psicologici che ti attendono fin dalle prime ore dopo il parto.

Se essere al corrente anche degli aspetti meno piacevoli aumenta la tua ansia allora è il caso di approfondire meglio l'argomento perché è proprio grazie alle informazioni che avrai a disposizione che potrai gestire consapevolmente le scelte che ti troverai a fare.

Se poi ne fai una questione scaramantica puoi stare certa che ignorare eventuali pericoli o situazioni difficili non ti renderà immune, anzi, avrà l'effetto controproducente di aumentare paure e ansie nei momenti più importanti, quando calma e serenità saranno determinanti per affrontare positivamente il cambiamento.

Cosa puoi fare quindi per affrontare al meglio lo tsunami materno?

* informati: fai domande ai professionisti che ti seguono e attingi sempre da fonti attendibili per aumentare la consapevolezza rispetto ai cambiamenti fisici e psicologici che ti attendono.

* crea la tua rete di supporto: cerca gruppi di sostegno sul territorio o in rete che possano farti entrare in contatto con altre neomamme per condividere ansie, dubbi e suggerimenti preziosi. Qui trovi quello di QNUM.

* organizzati: stabilisci in anticipo chi si occuperà di fare cosa, delegando il più possibile le questioni pratiche (spesa, casa, cucina...) e coinvolgendo il partner nella gestione familiare, specialmente se ci sono anche altri fratellini.

* prenditi cura di te: non dimenticare che solo se starai bene potrai prenderti cura del tuo bimbo. Mangia adeguatamente, cerca di riposare ogni volta che ti è possibile, delega tutto quello che non attiene alla costruzione del legame con il tuo bambino. Esci insieme a lui anche solo per brevi passeggiate e mantieni il corpo idratato a sufficienza.



Se non sei in attesa ma conosci qualcuno che potrebbe essere interessato a queste tematiche, passaparola.
Noi #SosteniamoLeMamme. Aiutaci anche tu.



Chiaraluce
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Abdelghafour

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