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Prevenire la DPP? Insieme si può!

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La Depressione Postpartum colpisce 1 mamma su 8.
Nessuna di noi ne è immune, anche chi non ne ha sofferto al primo parto.
Le nostre figlie, in futuro, potrebbero ammalarsi.

Perché? Da cosa dipende? Cos'hanno di diverso le mamme che si ammalano?

Sapere in anticipo di essere un soggetto a rischio, avere a disposizione un team di professionisti in grado di cogliere questi segnali e avviare un protocollo di cure nel caso si presentino può fare la differenza. Diminuirebbe la sofferenza delle neomamme e i rischi di suicidio/infanticidio connesso con le forme più gravi psicosi postpartum.

Utopia? Forse non più, grazie al PPD ACT, il più grande studio internazionale sui disturbi dell'umore nel periodo perinatale condotto dall'Action Towards Causes and Treatment (PACT) Consortium, un gruppo di ricerca internazionale che intende scoprire eventuali interazioni tra l'aspetto genetico e l'ambiente per predire la probabilità che una donna si ammali di DPP.

Il progetto è portato avanti in collaborazione con:
- Departments of Psychiatry and Genetics at the University of North Carolina;
- National Centre for Mental Health at Cardiff University;
- Queensland Brain Institute at the University of Queensland;
- Apple Inc.

Lo studio si basa sull'utilizzo di un'App gratuita disponibile per iPhone e iPad che permetterà di raccogliere il maggior numero di dati da mamme che hanno sofferto di ansia e disturbi dell'umore nel postpartum, Depressione e Psicosi Postpartum. Possono partecipare donne che ne hanno sofferto anche diversi anni fa o che si trovano ad affrontare queste problematiche proprio ora.
Non è necessario aver avuto una diagnosi medica, può partecipare semplicemente chi riconosce di averne avuto i sintomi.

Come funziona?

Dopo aver scaricato l'app (per ora disponibile solo su iTunes per dispositivi Apple) e aver dato il proprio consenso alla partecipazione allo studio, le partecipanti potranno rispondere a 10 domande tratte dalla Scala di Depressione Postnatale di Edimburgo (EPDS) che da decenni viene utilizzata per diagnosticare i disturbi dell'umore nel postpartum. In base al punteggio ottenuto conosceranno il livello di gravità dei sintomi e avranno informazioni su come intervenire. A quelle che riporteranno un punteggio medio-alto sarà chiesto di partecipare allo studio genetico: se saranno d'accordo, riceveranno gratuitamente un kit in cui dovranno raccogliere un campione di saliva da inviare all'Istituto Nazionale di Salute Mentale per l'analisi del DNA.

L'obiettivo degli studiosi è raccogliere dati da 100.000 partecipanti provenienti da tutto il mondo.
Al momento, però, l'App PPD ACT è disponibile gratuitamente su iTunes solo in USA, Australia e presto in UK.
Ho contattato personalmente la Dott.ssa Samantha Meltzer-Brody, Direttrice del programma di psichiatria perinatale presso l'UNC Center for Women's Mood Disorder per sapere se è prevista anche per le mamme italiane la possibilità di partecipare allo studio. Al momento non ancora ma ci terranno aggiornate sui prossimi sviluppi.
E noi faremo la nostra parte. Perché se #SosteniamoLeMamme insieme, possiamo rafforzare il mondo!



Chiaraluce

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Abdelghafour

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