yes
no
6/mamme/slider
no
Image and video hosting by TinyPic

Quando nasce un papà: le emozioni di Daniele

Nessun commento

In questo mese dedicato ai Papà, siamo onorate di condividere il racconto della paternità vissuto da un Babbo speciale che che ha accettato di rispondere alle nostre domande sul periodo più delicato della genitorialità: il postpartum.

Daniele ha deciso di pubblicare sul suo blog le sue riflessioni quotidiane di neo babbo perché 
Nella mia esperienza mi sono reso conto che i padri sono poco abituati a fare squadra. Probabilmente, diversamente dalle mamme, il ruolo di padre è così in evoluzione che ha un ampio spettro di interpretazioni. 



Nome (o nickname): 
Daniele alias BABBOnline

Numero figli: 
1 figlia

Età al primo figlio: 
37 anni

Come hai vissuto la gravidanza della tua compagna? 
È stata la nostra prima gravidanza e, quindi, non posso negare che ci sia stata un po' di apprensione. Abbiamo cercato, comunque, di viverla con la giusta serenità e allegria. 

Hai partecipato a corsi pre-parto con lei? 
No, il corso pre-parto di mia moglie era di mattina e aveva un solo incontro dedicato ai futuri papà. Abbiamo preferito utilizzare i miei permessi di lavoro per partecipare alle visite del periodo della gravidanza.

Il parto è stato come te lo aspettavi? 
Non mi ero fatto particolari aspettative sul parto. Avevo volutamente evitato di guardare qualsiasi filmato su internet o le puntate di quelle trasmissioni dedicate al parto in ospedale. Non volevo essere condizionato o addirittura impressionato dalle immagini. A posteriori posso dire di aver fatto bene e consiglio di fare lo stesso a tutti i futuri papà che vogliono assistere al parto delle loro compagne. Vedere nascere mia figlia è stato veramente bello e sarà una delle esperienze che ricorderò per sempre. L'elemento negativo dell'esperienza è sicuramente il senso di impotenza di fronte al dolore e alla fatica della propria compagna. 

Cosa hai provato quando hai visto il tuo piccolo? 
È stata un'esperienza così incredibile, unica e straordinaria che credo non possa essere descritta fino in fondo, può essere solo vissuta. È un misto di tante sensazioni come gioia, stupore, paura, euforia e tante altre. Ricordo chiaramente il momento in cui l'ho vista appena venuta al mondo, presa dall'ostetrica. In pochi attimi il mio sguardo ha cercato di scrutare la mia piccola e i volti del personale per essere sicuro che tutto fosse andato bene aspettando il suo primo pianto. L'ostetrica mi ha coinvolto subito e, dopo aver fatto i primi controlli, me l'ha fatta portare dalla sua mamma. Me la sono trovata in braccio pochi minuti dopo la sua nascita. 

Come ti sei sentito una volta a casa? 
All'inizio un po' spaesato. Al di là di tutta la sicurezza che si può pensare di avere, tornare a casa significa rendersi conto, dopo il supporto avuto in ospedale, di avere la gestione di un neonato. In questo è stato utile che l'ospedale dove ha partorito mia figlia adottasse il rooming-in, ci è servito molto per arrivare a casa abbastanza preparati. 

Pensa al primo mese di vita di tuo figlio: in cosa eri bravo e in cosa meno? 
Sicuramente non ero particolarmente bravo nel momento di vestire mia figlia. C'era un modello di body che proprio odiavo perché aveva una chiusura veramente poco pratica. Non ricordo neanche quale fosse, devo aver rimosso. Per il cambio del pannolino posso dire di essermela cavata abbastanza bene. 

In che cosa il tuo ruolo/presenza/apporto è stato fondamentale per la tua compagna? 
Questo bisognerebbe chiederlo a lei. Io penso che la mia presenza in famiglia sia stata fondamentale per consentire a mia moglie di avere dei momenti della giornata nei quali staccare dal suo nuovo ruolo di mamma per riposarsi e riprendere le forze. Ci siamo resi abbastanza intercambiabili sin da subito.

Quale emozione della tua compagna è stata più difficile da gestire? 
Sinceramente non ricordo particolari emozioni difficili da gestire. Al di là di una normale insicurezza, tipica di tutti i neo genitori che ogni tanto prendeva entrambi, non ci sono state particolari problematiche.

Cosa/chi vi ha aiutato ad attraversare il post-partum (0-12 mesi)? 
Sicuramente il nostro legame di coppia. Posso dire che ci siamo aiutati a vicenda, cercando di essere di supporto e di stimolo l'uno all'altro nei diversi momenti del primo anno. 

Il Blues-mom (o altro...) è stato una delle possibili ragioni per cui siete titubanti nell'affrontare un'altra gravidanza? 
Sicuramente non il blues-mom. Se posso identificare una possibile ragione è la difficoltà della gestione di più figli per una coppia, come noi, che per lavoro si è trasferita lontano dai luoghi di origine. 

Se potessi rimettere le lancette indietro al momento esatto in cui sei uscito dall'ospedale con la tua nuova famiglia, cambieresti qualcosa nel tuo comportamento? 
No, lascerei tutto così, con le stesse sensazioni e emozioni. In quel momento anche le paure hanno un senso. Sicuramente, potendo tornare indietro, farei trovare già a casa un tiralatte, non avevamo pensato che poteva servirci e sono andato a cercare una farmacia aperta poco dopo rientrati dall'ospedale.


Immagina di avere davanti a te un neo-papà che sta per varcare la soglia della sua nuova vita: cosa gli diresti? 
Gli direi di non farsi spaventare dalle prime difficoltà dei primi mesi. Vorrei assicurargli “che passerà.” Credo che in alcuni momenti, ad esempio nelle notti insonni, ci sarebbe veramente bisogno di condividere le esperienze di chi c'è già passato. Vorrei dirgli “che per tutti i nuovi genitori è la stessa cosa”, al di là di quello che qualcuno possa raccontare. All'inizio non è facile per nessuno. Ma il vero consiglio che vorrei dargli è di godersi ogni attimo della crescita di suo figlio.



Grazie Daniele. Non solo per le parole che ci hai regalato ma per aver condiviso l'Amore per la tua famiglia con noi. 

author profile image
Abdelghafour

Lorem Ipsum is simply dummy text of the printing and typesetting industry. Lorem Ipsum has been the industry's standard dummy text ever since the 1500s, when an unknown printer took a galley of type and scrambled it to make a type specimen book.

Nessun commento

Posta un commento

Ti va di parlarne?

no