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#SosteniamoLeMamme: l'importanza dell'ascolto - Maria Cecilia Gioia, Phd, Psicologa e Psicoterapeuta

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Come psicologa esperta in perinatalità, psicoterapeuta e ricercatrice ci potresti descrivere di cosa ti occupi a livello professionale e in cosa consiste il tuo lavoro di supporto alla maternità?
Sono responsabile dell’Ambulatorio per il Benessere Psicofisico della Donna (riconosciuto ONDA) nell’UO di Ostetricia e Ginecologia presso la Casa di Cura Sacro Cuore (IGreco Ospedali Riuniti). Dalla mia personale esperienza ritengo la psicologia perinatale un servizio necessario in un reparto di Ostetricia e Ginecologia, ecco perché ho proposto e avviato un servizio di psicologia che comprende vari settori e si articola in diverse attività quali l’assistenza in reparto con la somministrazione di scale psicodiagnostiche nel postpartum, il servizio di psicoterapia attraverso la creazione di un ambulatorio per diagnosi e cura di psicopatologie nel periodo pre e postnatale, il sostegno psicologico alla donna che lo richiede durante il travaglio ed il parto, i percorsi di accompagnamento alla nascita e alla genitorialità ed infine la formazione degli operatori e i tirocini postlaurea e durante la specializzazione in psicoterapia per giovani psicologhe che vogliono approfondire questi temi. Fornire assistenza psicologica nel reparto significa fondamentalmente lavorare in un setting che non è familiare alla pratica psicoterapeutica perché i luoghi di lavoro sono molteplici, quali il letto della donna, il corridoio o la stanza travaglio, la sala parto o la sala operatoria. Individuare precocemente la predisposizione o l’eventuale comparsa di alcuni disturbi, permette una presa in carico precoce, attraverso un trattamento psicoterapeutico durante la gravidanza (o il puerperio), con tempi d’intervento e di cura, estremamente più rapidi, vista la contingenza della donna. Gli strumenti terapeutici principali rimangono l’ascolto, il sostegno e lo sviluppo di consapevolezza su competenze già presenti o da acquisire. Come psicoterapeuta cognitivo comportamentale lavoro molto su un trattamento strutturato che offre alla mamma un intervento efficace sia per se stessa che per la relazione madre-bambino, coinvolgendo la figura del papà e promuovendo la rete familiare e sociale.
Il mio obiettivo primario durante i percorsi di accompagnamento alla nascita e alla genitorialità è offrire un’occasione di incontro per le mamme e i papà per promuovere la consapevolezza delle proprie competenze genitoriali attraverso il confronto dei propri pensieri e delle proprie emozioni nel gruppo. E' importante sottolineare come i percorsi di accompagnamento, rappresentano per me un osservatorio psicologico privilegiato dell’ultimo trimestre di gravidanza, per individuare alcune situazioni a rischio psicologico e per offrire eventuale supporto terapeutico. Inoltre il successivo incontro del gruppo programmato nel postpartum offre la possibilità di confrontare i vari vissuti delle mamme e identificare eventuali disagi.

Per il sostegno in reparto al lutto perinatale ho proposto delle linee guida di riferimento aderendo al protocollo suggerito dalla letteratura internazionale sulla morte pretermine, che sostengono gli operatori durante tutto il percorso che la mamma deve compiere per dare alla luce il suo bambino. I genitori dal momento dell’entrata in reparto e dalla successiva diagnosi sono adeguatamente accolti dal personale sanitario che provvede a chiamarmi. Il mio ruolo come psicologa è il sostegno immediato della coppia rispetto alla diagnosi di morte, e di successiva informazione di entrambi o solo il padre, del percorso che dovranno affrontare. Qualora la madre lo desideri, assicuro la mia presenza durante il travaglio e il parto, in sala parto o in sala operatoria. I tempi psicologici durante la gestione di un lutto perinatale sono veloci ma durano un’eternità, da qui la necessità di essere costantemente formati ad accogliere, lavorare,  accettare e riconoscere le dinamiche psicologiche che si attivano a contatto della morte, in particolare di un bimbo.

Che tipo di supporto hai (o non hai) ricevuto quando sei ri-nata mamma?
Come mamma di cielo e di terra ho conosciuto l’assenza del sostegno soprattutto nelle prime gravidanze, banco di prova di una maternità molto “studiata” ma scarsamente sostenuta e accompagnata. E tutto questo ha fatto nascere in me il bisogno di rispondere ai bisogni delle mamme e dei papà, ecco perché 4 anni fa ho ideato e fondato grazie alla collaborazione di meravigliose donne, mamme e professioniste l’Associazione Culturale MammacheMamme, una realtà a servizio delle famiglie del territorio dal preconcepimento in poi. L’ associazione nasce dalle nostre personali esperienze ed esigenze di madri, dal bisogno di rompere l‛isolamento in cui ci si trova a vivere, molte volte, in questo importante momento di vita e dal desiderio di costruire spazi di confronto e socializzazione, in cui crescere come persone e come genitori.
Partiamo dal presupposto che ogni madre ha necessità di essere curata per poter curare, accudita per poter accudire, incoraggiata per poter infondere sicurezza al proprio bambino.
Puntiamo, pertanto, a costruire questa rete, per diventare un punto di riferimento per le famiglie, dal pre-concepimento in poi.

Perché secondo la tua esperienza personale e professionale è importante sostenere le mamme?
Noi operatori che abbiamo il privilegio di accompagnare l’evento nascita e la genitorialità abbiamo il dovere di nutrire di consapevolezza il potere e il sapere già presente nella coppia genitoriale. Per fare questo, è necessario che l’operatore abbia lavorato sul suo sapere e a prescindere dal suo vissuto personale, imparato a vedere la coppia come custode di grandi risorse e possibilità; che abbia accettato i propri limiti nella sua storia e che conosca i confini di intervento ricordando a se stesso il proprio ruolo e i propri strumenti.
L’ascolto, l’accoglienza, il sostegno, il silenzio e la conoscenza del potere della coppia permette questo passaggio nutriente che conferisce ai mesi di endogestazione un valore educativo e di crescita per promuovere salute e benessere psicofisico.

Una rete di supporto funzionale quali caratteristiche, servizi e modalità dovrebbe avere?
Dovrebbe innanzitutto esserci e abbracciare in maniera trasversale i neogenitori sintonizzandosi sui bisogni quotidiani. Per fare questo è necessario imparare ad ascoltare davvero, non fornendo soluzioni precostituite, ma sollecitando le risorse e le competenze, di cui spesso, noi genitori, siamo portatori sani e inconsapevoli. Dovrebbe realizzare intorno ad ogni neogenitore quella rete di sostegno tanto citata, ma ahimè scarsamente presente e funzionale attraverso azioni concrete e contestualizzate. Come associazione presente sul territorio, proponiamo ogni mese una serie di attività di promozione e sostegno alle famiglie, oltre il lavoro quotidiano attraverso la pagina di facebook, il nostro sito e la creazione di gruppi di supporto online facilitati da psicologhe e mamme adeguatamente formate per fornire il sostegno alla pari. Il nostro motto è “Per allevare un bambino (ma anche una mamma e un papà)  ci vuole un intero villaggio”, ecco noi vogliamo essere quel villaggio, ogni giorno,  promuovendo sostegno e salute.

#SosteniamoLeMamme: cosa ti sentiresti di dire alle mamme che stanno per affrontare lo tsunami emotivo della maternità?
Direi che sono davvero coraggiose ad intraprendere questa avventura che ci fa ri-nascere come donne,  e che ci trasforma in mamme senza snaturare la nostra natura. Ogni donna è portatrice sana di una diversità che rende il cammino verso la maternità, un percorso unico e scarsamente replicabile perché racconta di noi, della nostra storia e delle nostre radici. E ci ricorda il significato del prendersi cura, elemento essenziale da cui partire. Perché non possiamo prenderci cura del nostro bambino, se non iniziamo a prenderci cura di noi.
Come donne e mamme impariamo a chiedere aiuto e sostegno per sostenerci e per imparare a sostenere.

M. Cecilia Gioia, Phd, Psicologa-psicoterapeuta
Responsabile Ambulatorio Benessere Psicofisico della Donna, 
Casa di Cura Sacro Cuore (IGreco Ospedali Riuniti)
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Abdelghafour

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